venerdì 31 luglio 2026

nuda

 Un giorno avrò il coraggio di dirvi quanto sia stata dura , quanto dolore reale io abbia provato e quante prove ho dovuto affrontare anche nel silenzio del mio cuore laddove un gesto che dovrebbe contenere amore , mi ha travolta ferocemente lasciandomi i graffi fino alla mia anima. 

E questa volta non sarà un racconto edulcorato dalla mia ironia e dalla mia innata capacità di farvi sembrare miele tutta la merda vissuta. 

Se sorrido , lo devo solo ai calci in culo che mea culpa ho scelto di prendere . 

Uno dopo l altro . 

E se stanotte ho preso in mano la considerazione di iniziare la stesura nuda e cruda di ciò che è stato lo devo solo all'ennesima assurda discussione, la guerra tra i poveri è in assoluto la più becera delle assurdità.

MORIREI PER TE

 Moriresti per me?

L'Alfa corre veloce lungo un viale stretto e trafficato.
Tu, sicuro della tua agile capacità di cavalcare quel bolide.
Io, accanto a te.

Il sole del pomeriggio si fa sempre più arancione. Un tramonto imminente ci abbraccia mentre un dolce sottofondo musicale accompagna il respiro del mondo.

La mia mano sfiora la tua. Non riesco a trattenere il desiderio di fondermi in te.

Ho cercato negli occhi di altri la dimora che avevo trovato nei tuoi. Ne sono uscita ferita a morte e, il più delle volte, sepolta sotto montagne di inadeguatezza.

Tu mi sorridi. Quella fossetta che per anni si è lasciata custodire dalle mie carezze.

«Moriresti per me?»

La tua voce mi raggiunge con una fermezza disarmante. Una domanda estrema. Una domanda dannatamente vera.

Ah, anima mia...

Ricordo il sorriso impaurito con cui ti risposi. Un sospiro lungo, di quelli che fanno i bambini dopo una corsa. Poi la risposta, uscita da me con una ferocia che soltanto l'amore conosce.

«Per te io morirei.»

Morirei per te, ma resto qui
con le mani sul vetro e il fiato che mi trema.
Morirei per te, se mi guardi così,
come se il male e il bene stessero nella stessa cena.

Noi due, storti ma veri,
con i denti stretti e i nomi pieni di ferite.
Morirei per te, se mi tieni,
anche quando ci facciamo a pezzi da soli, a occhi aperti.

Sono passati gli anni.

Rocambolesche avventure ci hanno morsi con rabbia, odio, amore e ossessione. Una convivenza malata. Un'incessante ricerca del modo più crudele di ferirci, come se soltanto oltrepassando i nostri fottuti limiti potessimo continuare a riconoscerci.

Per zittire le voci degli altri, carogne dall'animo sterile e meschino.

Noi.

Due anime bastarde.

Noi.

Innamorati per sempre.

Perfino il cielo si fa grigio quando ritorna il ricordo di quell'istante così profondo e irripetibile.

Le stelle lo sanno.
La luna lo sa.
Il sole lo sa.

Tutti gli astri sono stati testimoni di quella promessa.

Morirei per te, ma resto qui
con le mani sul vetro e il fiato che mi trema.
Morirei per te, se mi guardi così,
come se il male e il bene stessero nella stessa cena.

Noi due, storti ma veri,
con i denti stretti e i nomi pieni di ferite.
Morirei per te, se mi tieni,
anche quando ci facciamo a pezzi da soli, a occhi aperti.

E io...

Io sono morta molte volte.

Per noi.

martedì 28 luglio 2026

Change

 Ho passato la mia vita a cercare di costruire un mondo fatto di amore , rispetto, tolleranza , amicizia , lealtà , fiducia , presenza , aiuto , partecipazione, condivisione .


Poi ho aperto gli occhi ed ho compreso che :

Ho amato
Ho rispettato
Ho tollerato
Sono stata amica
Sono stata leale
Mi sono fidata
Sono stata presente
Ho aiutato
Ho partecipato
Ho condiviso .

Io sono stata così .
E la vostra assenza non mi ha cambiato. 

2023-2026

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 Ho distrutto una vita costruita su agi, feticci inconsistenti.

Ogni passo che mi ha allontanata da essa mi ha condotta in un viaggio infinito, nel mio più profondo sentire.

Una gabbia era una gabbia.
Solo una gabbia di illusioni, ipocrite e menzognere.

Il freddo che si è posato su ogni cosa materiale del mio passato giace ora a terra, calpestato dalla mia dignità che si è rialzata, riconosciuta negli occhi di chi mi ha sempre amata.

E non parlo di un amore lussurioso,
ma di un sentimento vero.

Ogni cosa che ho perduto ha lasciato spazio all'amore che ho ritrovato dentro di me:
accartocciato,
dilaniato,
ferito,
ma ancora capace di pulsare con forza e di brillare di quella luce che, quando manca, rende inanimata ogni cosa.
Perfino la vita stessa.

CRisalidi – 2023

In questa fotografia c'è la mia vita passata: oggetti accatastati, privi di anima, che ho finalmente scelto di lasciare alle mie spalle.

Sono forse più fragile di una leonessa perché non ho più una savana?

Sono forse meno libera di un'aquila perché non ho più una gabbia?

Sono forse più sola di prima perché non ho più cattive compagnie accanto?

Sono forse più triste di un bambino che, come me, decide di lasciare i propri giochi... sorridendo, perché sa che si può continuare a giocare per sempre?

domenica 26 luglio 2026

Omino del caso

 

Idee tra il vento e la testa che si china , 
si strofina la fronte l omino del caso  umano che si arrovella l'anima alla ricerca dispettosa della prossima disperata  crepa del sistema .
Quella che inesorabilmente  conduce proprio da me.
 Che rabbia mi dai o , becero misero , istante di un sentire distante.


Telescopica

Telescopica, irrazionale, la mia ferma idea di te.
Brivido che mi ossessiona,
mi distrae dal resto di me.
Questa landa oscura
di mie convinzioni scevre, ma desuete.
Utopistica dannazione
di sentirmi sempre fuori
dal vostro dannato luogo.
Picchietto con insistenza,
quasi maniacale,
questa tastiera
come si suona un pianoforte.
Le parole sono note
che percepisco ancora prima di farle esplodere,
come una folle farneticazione.
E tu?
Animale,
o essere insopportabilmente prezioso?
Peculiarità rara,
la tua capacità di far sorridere
questo mio animo capriccioso.
Lui, lo sai,
osserva il mio restare,
il mio dominare il tempo e lo spazio
che, imprecando,
si trasformano senza sosta.
Anima bastarda!
La senti la mia pelle
che si è stancata
di lasciarti giocare con lei?
Lascia questo corpo.
Prendi quella fottuta strada
che senti chiamarti
con un'insistente, costante fragilità.
E tu, stupido uomo,
che sogghigni ignaro
dello spazio che un giorno
occuperà la mia profonda assenza...
Resta.
E resto.
Restiamo
a guardarci,
con superficiale
e curioso

inganno.

venerdì 10 luglio 2026

Voce Narrante

VOCE NARRANTE

"Dicono che il caos sia un difetto.
Io ho imparato a considerarlo un linguaggio.

Ci sono menti che procedono in linea retta.
La mia, invece, costruisce labirinti.
Si perde. Si ferisce. Si osserva.
Poi ricomincia.

Ogni pensiero è una stanza rimasta aperta.
Ogni ricordo è una porta che cigola ancora.
Ed io continuo ad attraversarle tutte,
anche quando so che dall'altra parte troverò soltanto me stessa.

Mi hanno chiesto infinite volte di essere più semplice.
Ma come si semplifica un temporale?
Come si mette ordine a un mare che conosce soltanto il movimento?

Dentro questa mente convivono paura e desiderio.
La luce non combatte il buio.
Ci danza insieme.

È un'anatomia imperfetta.
Fatta di cicatrici che hanno imparato a respirare.
Di colori che rifiutano i confini.
Di silenzi che hanno finalmente trovato una voce.

Perché il caos non è l'opposto dell'equilibrio.
È il luogo in cui l'anima smette di fingere.

Ed è proprio lì...
tra ciò che sembra spezzato e ciò che continua ostinatamente a rinascere...
che nasce ogni mia opera.

Io sono CRisalidi.
E questa... è l'anatomia della mia mente."



domenica 5 luglio 2026

OLTRE



Disarmata, ma resisti ancora
sopra il vuoto della tua memoria
senza peso scivoli instabile
oltre il bordo fragile del limite

Vuoi guardare oltre la superficie
dove il sangue incontra le vertigini
e la mente rompe il suo silenzio
come un vetro dentro al temporale


Ora voglio aprirlo quel portale
che divora istinto e razionale
stesso luogo, stesso desiderio
nella febbre oscura del pensiero

E la mia mente cade giù
tra demoni e angeli
sui frammenti del tempo

E resto sospesa qui
tra leggerezza e dramma
mentre il caos
mi disarma ancora


Affamata del sapere remoto
cado dentro un equilibrio vuoto
ogni sinapsi brucia lentamente
come neve sopra fiamme spente

E mi muovo contro la corrente
con la bocca piena di presente
mentre il corpo cerca un’altra uscita
dalla gabbia fragile della vita


E se il portale si aprirà
forse niente resterà
solo schegge di lucidità
dentro questa eternità

E la mia mente cade giù
tra demoni e angeli
sui frammenti del tempo

E resto sospesa qui
tra leggerezza e dramma
mentre il caos
mi disarma
per sempre

Giostra di illusioni

Giostra di illusioni,

distorte, ma sono qui.

Pensieri sovrapposti.
Ho labbra che bruciano di parole,
ma no,
non voglio parlare.

I miei occhi,
loro,
sono spudorati
e sbattono la verità
davanti ai tuoi occhi distratti.

Nebbia che si insinua tra gli ingranaggi.
La giostra non rallenta,
né placa le mie tenebre.

Sorridi,
inerme, posato sui tuoi inganni,
mentre la luce del sole
si lascia assopire dalla notte.

Io brucio d'amore,
tu, gelido,
svanisci
nel tuo stesso riflesso.

martedì 9 giugno 2026

Risveglio


 GIALLO:

Queste pareti sono terribilmente bianche ! dov'è quella strana donna che ci tiene chiusi da mesi nel suo cuore che fatica a pulsare senza di noi .

ARANCIONE:

Quanta arroganza, forse non siamo così importanti , io mi sento tradito da quelle parole che continua a picchiettare con nervosa ed instabile follia ... ecco per esempio ora la sento ancora e particolarmente vicina , che fastidio!

ROSSO:

 O suvvia ragazzi di cosa vi lamentate , almeno siamo rilassati e non dobbiamo schizzare come matti su superfici improvvisate ... Anzi chissà che per un pò non si metta a cercare tra la spazzatura supporti puzzolenti per ospitarci , io  mi sento male al ricordo delle sue rocambolesche intuizioni ai margini della realtà

BIANCO

 Scusami , giallo dei miei pennelli , hai qualcosa contro il bianco ?

ARANCIONE:

 shhh taci .. era per dire ... non hai senso dell umorismo

BIANCO

 su di me , voi vi si vede ... perciò Rispetto ! E poi qualcuno mi spiega perchè un complementare è qui a dettare parola???

NERO:

 Ma la smettete di ciarlare, BIanco non fare il razzista ! Arancione è nella sua fottuta hit parade .. Piuttosto avete visto dove mi ha dimenticata quella squilibrata che si fa anche chiamare come un insetto che non è più insetto e che sta chiuso in uno strano tondino orribile...

BIANCO

 ohh bè allora perchè non chiamare anche quel color che sembra merda ! ... Con sta storia dell'inclusione artistica dove andremo a finire ...

BLU

 BASTA , ora io la risveglio , dannazione piuttosto che stare qui schiacciato tra un rosso cadmio lamentoso ed un Giallo raffreddato da quel cretino del grigio, vado a riempire spazi anche in un buco dell universo, lo giuro!

GIALLO

ahahahaa ma va va che al massimo riempi il buco di un culo ! 

A, R, N, B, AHHAHAHAHAHAAHAHHAHH 

.... Dai andiamo a risvegliare quella Madre che dorme tra le parole... Blu fai un fischio ai complementari ..... che si tengano pronti.

IO :

Ma perchè  dal nulla sorrido immaginando il di colorare ani di blu?

Forse perché l'arte, quando si stanca di essere ignorata, comincia a fare scherzi.
Forse perché i colori, chiusi troppo a lungo, diventano irriverenti come quei pazzi che , si lasciano scivolare dalla bocca qualsiasi cosa quando mi vedono passare ...

Sta volta non so da cosa iniziare... vorrei scrivere qualcosa ma... dove ho messo i miei colori?


BLU:
Hai visto? Alla fine sono sempre io quello che apre le finestre.

NERO:
O quello che rovina la tappezzeria.

GIALLO:
No, no... è che la Madre sta tornando. Lo sento dal modo in cui pensa.

ROSSO:
Sì. Le batte il cuore più forte.

BIANCO:
E le pareti?

ARANCIONE:
HAHAHAAHHHA Bianco con tutto il rispetto mavaffarcobaleno...

.... Ancora che rido da sola... 

cavolo dov'è il blu...

Oh mio dio... siete tornati , già ma in che condizioni vi trovo adesso ..

Sono riusciti a uscire dal tubo, dal cassetto, dalla tela mancata, e ora mi camminano dentro la testa come una banda di rivoluzionari ubriachi.

"Ragazzi dove vi ha nascosto la vostra madre ???So che state pensando a me!

Da qualche parte un pennello cade.

Da qualche parte una parola si sporca di pigmento.

Da qualche parte una superficie innocente sta per perdere la sua verginità.

BLU:
Pronti?

TUTTI:
Pronti!

BLU:
Allora svegliamola, Verde non fare sempre lo stesso stronzo di tenerti stretto al tubetto! E tu seppia , sistemati , hai l'etichetta messa male, Arancione , tu sai che devi uscire al suono delle fanfare !


Galeotto



Tocco inaspettato di tenerezza
all'ombra di un campanile,
ora testimone di attimi
di qualcosa che qualcuno,
tra le mie braccia,
sente e prova.
Galeotto fu un insolito sguardo freddo,
in quel monitor saggio o dannato,
portatore di notizie.
Ora intreccio parole
nel mio stesso disarmo.
Ah, questa strana,
folle, assurda mia esistenza:
contraddico me stessa
ogni volta che cerco,
nella negazione,
di privarmi della felicità.
E ora, distrattamente,
mi lascio di nuovo andare
alle cose che poi decidono
cosa diventare.
Fiore rosso d'amore
o pungente inganno,
non posso fermare
questo mio viaggiare

Claudia Rossetti (CRisalidi): Analisi Artistica e Progettualità Relazionale


Sintesi Esecutiva

Il profilo di Claudia Rossetti, nota con lo pseudonimo artistico CRisalidi, emerge come quello di un’artista totale e ricercatrice multidisciplinare il cui operato si radica nei concetti di trasformazione, identità e relazione umana. Nata a Padova nel 1981 e operante a Treviso, Rossetti ha sviluppato un linguaggio espressivo che fonde pittura materica, performance art, scrittura poetica e progetti di arte relazionale.

L'elemento centrale della sua poetica è la metamorfosi, simboleggiata dal nome "CRisalidi", che rappresenta lo spazio liminale tra dolore e rinascita. Tra i suoi contributi più significativi figurano la fondazione del progetto Artescalza nel 2015, l'ideazione di tecniche pittoriche sperimentali con resine e pigmenti, e il conseguimento del prestigioso Premio New York 2023 per l'innovazione artistica. La sua produzione è caratterizzata da un'urgenza emotiva che trasforma il trauma e la fragilità in una forza espressiva e politica, ponendo costantemente l'interrogativo ontologico: "Cos’è l’Arte?".

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Radici Biografiche e Genesi del Nome Artistico

L'identità artistica di Claudia Rossetti è profondamente influenzata dal suo vissuto personale, in particolare dall'esperienza dell'abbandono e dell'adozione avvenuta all'età di tre anni e mezzo. Questi elementi hanno alimentato una sensibilità orientata alla ricerca delle radici e al bisogno di appartenenza.

  • Il Simbolismo della "CRisalide": Il nome d'arte non è una scelta estetica, ma un manifesto esistenziale. Rappresenta l'essere umano come creatura incompleta e vulnerabile, colta nel momento del passaggio. È uno spazio "fragile e potentissimo" sospeso tra ciò che si era e ciò che si sta per diventare.
  • Il Territorio di Treviso: La città e i suoi margini sociali fungono da nutrimento per una visione artistica partecipativa. Per l'artista, l'arte non è esposizione, ma "incontro, ferita condivisa e ascolto".

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Multidisciplinarietà e Linguaggi Espressivi

La ricerca di Rossetti si muove attraverso diversi canali, mantenendo il corpo e la memoria come perni centrali.

1. Performance Art e Teatro

Il corpo è inteso come un archivio emotivo e territorio simbolico. Nelle sue azioni performative, l'artista affronta:

  • Solitudine e trauma.
  • Femminilità e desiderio di riconoscimento.
  • Improvvisazione teatrale originale che fonde gesto, parola e pittura in un unico atto scenico.

2. Produzione Pittorica e Innovazione Tecnica

La pittura di CRisalidi è intensa, materica e viscerale. Si distingue per:

  • Sperimentazione materica: L'utilizzo di resine e pigmenti sperimentali che creano superfici trasparenti e vibranti, descritte come "sembra vetro ma non lo è".
  • Espressionismo emotivo: Una ricerca dell'impatto emotivo rispetto alla rappresentazione formale, dove il segno è spesso organico e simbolico.

3. Scrittura e Musica

La parola per Rossetti è "materia viva" e confessione.

  • Pubblicazioni: Autrice di “Biografia di una CRisalide mediamente isterica”, un'opera che intreccia ironia, poesia e introspezione.
  • Adattamento Musicale: Dal 2025, collabora con gruppi italiani per trasformare i suoi testi poetici in canzoni, esplorando l'eco interiore del suono.
  • Esperienza Radiofonica: Per tre anni ha ideato e condotto un programma su Radio Gamma 5 dedicato alla riflessione surreale sull'arte.

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Artescalza: L'Arte come Comunità Viva

Fondato nel 2015 a Treviso, Artescalza rappresenta la sintesi della visione relazionale di Claudia Rossetti. Il progetto si basa su:

  • Il Gesto Simbolico: Camminare scalzi come ritorno alla terra e alla propria autenticità.
  • Obiettivi: Creare uno spazio di incontro fuori dai luoghi istituzionali, portando l'arte nelle strade e nella vita quotidiana.
  • Metodologia: Unione di pittura, teatro e formazione per favorire la trasformazione collettiva e il dialogo sociale.

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Analisi Critica dell'Opera Pittorica

L'opera di CRisalidi viene descritta come un paesaggio emotivo piuttosto che figurativo, caratterizzato da un impatto visivo violento e "incendiario".

Caratteristiche Tecniche e Visive

Elemento

Descrizione

Significato Simbolico

Cromatismo

Rossi incandescenti, aranci e neri verticali.

Il rosso è psicologico (ferita/invasione); il nero funge da cicatrice.

Struttura Duale

Fascia superiore verticale e nervosa; parte inferiore liquida e colata.

Tensione tra costruzione (architetture instabili) e dissoluzione (memoria sciolta).

Gestualità

Pittura "lasciata accadere", non stesa.

Urgenza emotiva e componente performativa fisica.

Riferimenti e Significati

La critica identifica affinità con l'Espressionismo Astratto, citando la furia materica di Anselm Kiefer, la gestualità di Gerhard Richter e l'energia post-industriale europea. L'opera non cerca l'armonia, ma la verità emotiva, trattando temi quali la "combustione" dell'identità e il trauma trasformato in materia.

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Riconoscimenti e Impatto Istituzionale

Claudia Rossetti è riconosciuta come una figura indipendente e difficilmente classificabile, capace di generare atmosfere di forte tensione contemporanea.

  • Premio New York 2023: Assegnato per l'innovazione artistica e la capacità di fondere pittura, parola e performance.
  • Tessera Internazionale dell’Arte: Ricevuta a Rovereto.
  • Partecipazione a Festival: Presenza al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
  • Direzione Culturale: Organizzazione della Prima Fiera del Fantarealismo di Treviso, in collaborazione con Valter Mila Nato.

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Conclusione

La traiettoria artistica di CRisalidi si configura come un atto di resistenza all'indifferenza contemporanea. Attraverso la celebrazione della fragilità e l'uso politico della vulnerabilità, Claudia Rossetti trasforma l'arte in uno strumento di trasformazione umana. Come indicato nella sua monografia, il suo lavoro suggerisce che mentre la forma può crollare, l'emozione resta, ribadendo che l'arte non è un concetto da definire, ma un'esperienza da vivere.

La rotta delle stelle spent

 



C'era un uomo che tornava a Bologna,
con una giacca piegata sul braccio,
e una bambina che stringeva una bambola
come si stringe il futuro a maggio.

C'era una donna che aveva negli occhi
due giorni di mare e una vita da fare,
e un ragazzo che aveva vent'anni
e credeva ancora alle mappe del mare.

L'aereo tagliava la sera d'estate
come una lettera sopra il Tirreno,
mentre la luna cuciva sul mondo
un silenzio leggero e sereno.


E il mare li prese senza fare rumore,
come fanno i segreti e la paura,
e lasciò galleggiare domande
sulla pelle del cielo e della storia.
Ottantuno nomi, ottantuno respiri,
ottantuno stelle cadute lontano,
e ancora qualcuno le conta la notte
con una fotografia tra le mani.


Nei palazzi del potere le parole
hanno spesso il passo dei ladri,
entrano piano, cambiano nome,
si vestono bene e diventano alibi.

E intanto le madri consumano gli anni
sedute davanti alla stessa finestra,
perché il dolore non legge i verbali
e non si addormenta con una sentenza.

Ci sono verità rimaste impigliate
nelle reti profonde del mare,
come pesci che nessuno ha voluto
o saputo davvero pescare.


E il mare li prese senza fare rumore,
come fanno i segreti e la paura,
e lasciò galleggiare domande
sulla pelle del cielo e della storia.
Ottantuno nomi, ottantuno respiri,
ottantuno stelle cadute lontano,
e ancora qualcuno le conta la notte
con una fotografia tra le mani.


Ho visto vecchi diventare più vecchi
aspettando una frase sincera,
e ragazzi imparare dai padri
che la memoria è una forma di guerra.

Non quella dei fucili e delle bandiere,
ma quella contro l'oblio,
contro il sonno delle coscienze,
contro il comodo freddo dell'addio.


E quando la sera ritorna sul mare
e il sole si spegne dietro l'orizzonte,
pare di sentire una voce lontana
venire dal buio, dall'acqua, dal monte.

Non chiede vendetta, non cerca rancore,
domanda soltanto di essere ascoltata:
perché un Paese diventa più libero
quando una verità viene chiamata.

E il mare continua a custodire i nomi,
come un vecchio parroco fa con i santi,
mentre la notte accende nel cielo
ottantuno lumini distanti.

E se tutto fosse andato bene

 

  ..
Fiocco rosa , è una bambina, avremo una bambina , sono emozionata e tanto spaventata .. Questi anni 80 , li sento così pericolosi per lei ... 

Tranquilla amore , Lui la strinse in un abbraccio così dolce da far sentire anche  a quel fagiolino rosa il caldo , ma delicato e prezioso torpore dell'amore.
Mancavano ancora tre mesi al giorno in cui ogni cosa sarebbe cambiata, si stringevano silenziosi trattenendo quella gioia che , si lasciava di tanto in tanto svelare da sorrisi persi e inanamorati.
Lui , spostandole la frangia che le incorniciava quel suo viso tondo perfetto per  i suoi lineamenti che la facevano  sempre sembrare una ragazzina, le baciò la fronte , poi , accarezzando anche il loro futuro , le raccomandò di prendersi cura di sè stessa, e soprattutto di riposare anche per portare al meglio quel pancino pieno di me.

sabato 23 maggio 2026

L ultimo istante

 "Una lapide in riva al sentimento dell'attesa .

"visse aspettando un cambiamento , morì che il tempo lo aveva cambiato in silenzio, senza troppe cerimonie."
Parlava poco ultimamente, sempre impegnato a cercare il modo per fuggire al inevitabile.
E mentre picchiettava le dita sul tavolo, luce fioca della lampada ad olio, la morte bussó alla sua porta.
La accolse con diffidenza come si riceve un qualsiasi ladro di speranze.
Lungamente rimase in silenzio ad osservare quella cupa figura, che a sua volta, lo guardava con estrema commiserazione.
Rompere quel silenzio chiassoso risultava per entrambi molto difficile.
Non c'erano cose da dire, ed argomenti da affrontare.
Ormai non c'era tempo.
Già il tempo, quel bastardo diavolo del Tempo. Lui se la rideva da sotto al tavolo masticando tabacco e giocando a scacchi con il Tic Tac del grande orologio, sputava e rideva, rideva e sputava sempre più forte.
Ad un tratto la Morte si schiarì la cupa voce e gli propose di rivivere un ultimo istante come a voler farsi beffa del Tempo maligno.
Una frazione di secondo di vita di nuovo tra le dita, come le ultime note di una canzone.
Cuore colmo di emozioni contrastanti, molta confusione nel cervello, quale poteva essere quel momento scelto tra troppi istanti.
E lei apparve.
Labbra gonfie d'amore, occhi bagnati da notti tormentate da un sentimento impossibile.
Troppo bello per fermare tutto.
Troppa voglia di assaggiare ancora una volta tutto quello.
Che immenso rimpianto quell'amore non vissuto. Perduto per la sua fottuta paura di sceglierla tra un milione di altre cose da fare.
Allungó la mano, accennó un sorriso ma tutto scomparve in una grande illusione.
Non era pronto, ma il tempo ero finito.
La morte si alzò, senza fare rumore, uscì spegnando la lampada ad olio e lasciando lui riverso su se stesso, lacrime agli occhi. "
CRisalidi

venerdì 22 maggio 2026

Pensieri di Seneca

 Seneca smise di seguire le paurose storielle del cazzo.

Non che prima avesse avuto grande interesse per loro; erano solo ombre danzanti sulle pareti della sua mente, piccole allucinazioni di timore e desiderio che si aggrovigliavano come serpenti invisibili.

Un giorno, mentre camminava su una strada fatta di marmellata di lampioni, incontrò un gallo che parlava il latino con accento napoletano.
“Perché fuggite dalle vostre paure?” disse il gallo, con un occhio che rideva e l’altro che piangeva.
Seneca scrollò le spalle, sentendo un brivido salire dalla schiena fino alla nuca.

In quel momento, i racconti paurosi cominciarono a trasformarsi. I mostri avevano teste di vecchie chiocciole e corpi di piume fluorescenti, e ogni volta che tentavano di spaventarlo, invece gli facevano il solletico. Ridendo, Seneca scoprì che la paura non era mai stata altro che una stanza vuota.

E lui aveva smesso di bussare alle porte sbagliate.

La città cominciò a respirare come un drago addormentato. Le strade si piegavano verso il cielo a mo’ di spaghetti giganti, e i lampioni diventavano fiori carnivori che ridevano con bocche di zucchero filato. Ogni finestra era un occhio che osservava e sbadigliava segreti.

Seneca inciampò su un tappeto volante che puzzava di formaggio blu. Le nuvole cadevano come piume di pavone, e ogni piuma diventava un topo con la voce di un tenore.

Un’orchestra di ombre lo inseguiva: cavalli con ali di carta da forno, lampade che sussurravano formule dimenticate, bicchieri di latte che piangevano menta.

Ma Seneca rideva.

Perché le paure erano diventate gelatinose.

E poi accadde qualcosa di diverso.

Non era più un gioco di mostri o città impossibili. Era come se il mondo si fermasse un istante e qualcuno cambiasse la luce dentro le cose.

E una voce—non esterna, non interna, ma di mezzo—cominciò a parlare.

Ragazzi, questa frase sembra complicata, ma in realtà riguarda tutti noi.

“Io so di non sapere.”
Non è una debolezza. È il punto di partenza della conoscenza.
Significa: non possiedo la verità, quindi posso ancora cercarla.
Chi lo capisce smette di irrigidirsi nel proprio pensiero.

“Io so di non essere.”
Qui il discorso si rompe ancora di più.
Non significa che non esistiamo, ma che non siamo qualcosa di fisso.
L’“io” non è una forma solida: è un flusso che cambia continuamente.
Pensieri, emozioni, ricordi—tutto passa, tutto si trasforma.

“Il mio io interiore.”
Non è un centro segreto e immobile.
È il punto da cui osservi tutto questo movimento senza esserne schiacciato.

E allora, in parole semplici:

Sapere di non sapere = umiltà mentale.
Sapere di non essere = libertà dall’identità rigida.
Io interiore = coscienza che osserva senza aggrapparsi.

Seneca ascoltava questa voce come se venisse dal caleidoscopio stesso.

E infatti lo vide.

Quel maledetto oggetto, che si credeva un pavone, continuava a moltiplicare il mondo in frammenti lucidi e ingannevoli.

E la voce concluse, senza alzare il tono:

Chi sa di non sapere resta aperto.
Chi sa di non essere resta libero.
Chi osserva senza afferrare… smette di avere paura.

Seneca sollevò il caleidoscopio.

Lo guardò come si guarda una bugia finalmente capita.

E sorrise.

“Ecco,” disse. “Non erano i mostri.”

Fece una pausa.

“Ero io che li moltiplicavo.”

Poi lasciò cadere il caleidoscopio.

I frammenti esplosero a terra come un fuoco d’artificio silenzioso.

E per la prima volta, non rimase nulla da interpretare.

Solo un cielo semplice.

venerdì 15 maggio 2026

La Gatta Nera

 Così i momenti passano 

Tra gli interstizi dei sogni

ed attimi profondi di silenzio

adesso tutto appare chiaro

adesso ho compreso 

lo spazio nero della notte

è luce per la mia anima

Sono una gatta che vede nelle tenebre

mentre il sole inganna la vostra vista

e morfeo ruba le vostre passioni 

quando invece io  brucio di loro 

negandomi il piacere del palco

Ogni vita è una medaglia 

Sei testa o croce, questo disarma 

venerdì 8 maggio 2026

intervista a crisalidi

 

Domande sull’arte e sul ritorno

  • Cosa significa per te tornare oggi sulla scena artistica?

  • Devo essere onesta , ho un caos nella testa che , gestisco a fatica. Posso dire che tornare per me significa , guarire anche agli occhi della gente.

  • Hai mai avuto paura di non riuscire più a esprimerti attraverso l’arte?

  • Ho sempre paura di non riuscire ad esprimermi attraverso l'arte, finchè esiste il timore di un incomprenzione, c'è la giusta attenzione e concentrazione su ciò che si vuole creare e comunicare 

  • In che modo senti di essere cambiata rispetto alle tue prime performance?

  • Prima volevo piacere , generare emozioni per unire la comunità. Ora voglio emozionarmi io .

  • Cosa ti ha riportata davanti al pubblico?

  • La mia natura istrionica e la mia voglia di mettermi alla prova . E , la voglia di dimostrare che , la ,depressione ha perso .

  • Questo ritorno è una rinascita o una resa dei conti?

  • Non lo considero nè una rinascita nè una resa dei conti , considero il ritorno come , un nuovo capitolo della storia della mia arte..

  • Qual è stata la ferita più grande che hai trasformato in linguaggio artistico?

  • Il lutto per  una madre ancora viva.

  • Ti senti più libera oggi o più vulnerabile?

  • Ora mi sento libera , e vulnerabile , la vulnerabilità dovrebbe far parte un pò di tutti , ma ho scoperto solo sulla mia pelle che è vulnerabile chi ha un'anima sensibile ed un senso di umiltà anche davanti alla propria grandezza.

  • Cosa vuoi che il pubblico provi entrando nelle tue esposizioni?

  • Ciò che gli pare , non ho mai voluto guidare le emozioni del pubblico . Spero che ne provino , siano esse positive , siano anche negative. Chi prova emozioni conosce l'empatia.

  • Quanto conta il corpo nel tuo lavoro?

  • Il corpo è un mezzo di lavoro , al pari del pennello , dei colori di una tastiera o di qualsiasi altra cosa possa servirmi per creare .

  • La tua arte nasce più dalla rabbia, dall’amore o dalla sopravvivenza?

  • La mia arte nasce dalla mancanza , dall'abbandono e dalla sopravvivenza.

Domande sul processo creativo

  • Come nasce una tua performance?

  • Non esistono linee guida , o punti di partenza prestabiliti. Una mia performance può nascere da qualsiasi cosa, un'intuizione, un ricordo , un'espressione , un discorso , una parola, qualcosa che ha suscitato il mio interesse .

  • Parti da un’immagine, una frase, una ferita o un’emozione?

  • Parto da me

  • Quanto spazio lasci all’improvvisazione?

  • Tutte le mie performance sono frutto di una capacità assurda di improvvisare qualsiasi cosa.

  • Il caos nei tuoi lavori è reale o costruito?

  • Il caos è mio compagno di avventure

  • Qual è il rapporto tra estetica e distruzione nelle tue opere?

  • Può essere considerata estetica anche la distruzione delle opere.

  • Perché scegli spesso atmosfere crude, disturbanti e viscerali?

  • Perchè mi danno un senso di assoluto e di integrale 

  • Ti interessa provocare o preferisci creare empatia?

  •  La prima versione di me era interessata ad entrambe le cose, adesso non mi interessa nessuna delle due. Son concentrata sul mio essere creativo a tal punto da dimenticare a volte di essere tra la gente,

  • C’è una parte di te che resta sempre nascosta al pubblico?

  • La parte che ho svenduto nella prima versione di me.

  • Quanto conta il silenzio nelle tue performance?

  • IO sono assolutamente rumorosa, sia dentro che fuori , il silenzio deve essere qualcosa che riguarda l'ambiente che mi circonda nel momento della creazione , non potrei pù propormi in locali chiassosi ed indubbiamente disisinteressati alla mia partecipazione.

  • Qual è l’opera che senti più vicina alla tua identità?

  • Sembrerà strano ma non ho opere così vicine alla mia identità , poichè tutte riflettono una parte di essa ma nessuna rappresenta il vaso di pandora di essa.

Domande personali e profonde

  • Hai attraversato anni molto difficili: quanto hanno inciso sulla tua arte?

  • Questi anni mi hanno forgiata artisticamente parlando , ma resa molto fragile per quello che riguarda la vicinanza con gli altri .

  • Ti senti compresa dal mondo artistico italiano?

  • Vorrei essere compresa da mia madre . Sarebbe un buon inizio.

  • Hai mai pensato di mollare tutto?

  • Mai , la mia arte mai.

  • Cosa significa sentirsi sola mentre tutti guardano?

  • Proprio quello che hai detti , significa sentirsi soli mentre gli altri guardano

  • Qual è stato il momento in cui hai capito di doverti salvare?

  • Quando ho scoperto che l uomo che amavo era in realtà il peggiore di tutti quelli che mi stavano vicino

  • L’arte ti ha guarita o ti tiene aperta la ferita?

  • Una ferita simile non guarirà mai , è da quel sangue che continueranno ad uscire le mie ispirazioni 

  • Cosa diresti oggi alla donna che eri quattro anni fa?

  • Non accettare mai un invito semplice come un caffè da chi non conosci .

  • Ti senti ancora fragile?

  • Non mi fido di nessuno , ma questa non è fragilità è insegnamento .

  • Quanto è difficile esporsi quando si porta addosso dolore reale?

  • Quando mi espongo , io fisso un punto oltre l orizzonte  che mi permette di non vedere chi ho davanti .

  • Cosa non perdonerai mai?

  • Mia madre , per non essere corsa in ospedale quando l'avevo chiamata che ero stata violentata poche ore prima e poi la sua assurda decisione di impormi il suo silenzio. Avrei avuto bisogno di amore più che mai , per non perdermi oltre l abisso di una terribile malattia.

Domande provocatorie

  • Alcuni definiscono la tua arte “scomoda”: ti fa piacere?

  • Ne sono felice .

  • Hai mai avuto paura di scandalizzare troppo?

  •  Lo scandalo vero è l'ipocrisia di chi vuole apparire perfetto con mille scheletri nascosti un pò ovunque , i miei pranzano con me alla luce del sole-

  • Il pubblico oggi è pronto per un’arte emotivamente brutale?

  • Il pubblico è pericoloso , dannatamente importante ma assolutamente pericoloso , bisognerebbe selezionare chi riesce a comprendere certe dinamiche artistiche .

  • Ti senti fuori dai circuiti tradizionali dell’arte?

  • Con orgoglio so di non averne mai fatto parte

  • Credi che il dolore venga romanticizzato nel mondo artistico?

  • La storia ne è piena di artisti del dolore meravigliosamente incompresi , nessun romanticismo , è brutale realtà

  • Ti sei mai sentita usata o fraintesa artisticamente?

  • Non ho mai permesso a nessuno di usarmi artisticamente parlando , fraintesa ? Tutte le volte che mi sono fidata di ex soci .

  • Quanto c’è di autobiografico nelle tue performance?

  • Tutto.

  • Le tue opere parlano più di morte o di rinascita?

  • Parlano di sopravvivenza , rispettano la morte , e sorridono ad ogni rinascita.

  • Sei interessata al successo o alla verità?

  • Volevo essere immortale , io morirò le mie opere no. Ci sono riuscita , senza successo e sapendo di non sapere.

  • Cosa pensi dell’arte “perfetta” e sterile?

  • Che non è arte.

Domande sul futuro

  • Cosa vedremo nelle prossime esposizioni?

  • Non ne ho la più pallida idea,ed essendo una che improvvisa molto trovo della coerenza nella mia risposta

  • Hai un progetto che senti rivoluzionario?

  • Tutto è stato più o meno proposto , a me interessa essere coerente non rivoluzionaria.

  • Ti piacerebbe portare le tue performance fuori dall’Italia?

  • Si , a quale artista non piacerebbe

  • C’è un artista con cui sogni di collaborare

  • Con Modigliani ;)

  • Come immagini la tua evoluzione nei prossimi anni?

  • Ecco , a questa domanda non so rispondere sicuramente avrò i capelli bianchi .

  • Vorresti trasformare le tue performance in cinema o teatro?

  • Vorrei presentarle per le piazze e per i teatri 

  • Qual è il messaggio che vuoi lasciare oggi?

  • Sono una Crisalide che ha fatto un patto con la Fenice . Risorgo sempre .

  • Hai ancora qualcosa da dimostrare?

  • Alla bambina che fui , che l'amore che provo per lei è immenso e che il vuoto lasciato da due madri che non l'hanno voluta lo riempiremo di fiori e bellezza.

  • Qual è la tua più grande ossessione artistica attuale?

  • I visi 

  • Se dovessi descrivere il tuo ritorno con una sola parola, quale sarebbe?

  • In punta di piedi ma con la musica alta

Domande molto intime e cinematografiche

  • Quando ti guardi allo specchio, chi vedi davvero?

  • Finalmente vedo me

  • Cosa ti terrorizza più del silenzio?

  • Il silenzio di chi amo , il mio silenzio io lo adoro.

  • Quale parte di te muore ogni volta che crei?

  • Che brutta domanda, non muore nulla anzi si rigenera 

  • Hai mai sentito il bisogno di sparire?

  • Si ... e ci ho provato mille volt e

  • L’arte è la tua salvezza o la tua condanna?

  • L'arte ci salverà sempre 

  • Quanto costa essere autentici?

  • A me è costata una figlia che amo più di me stessa, ed una vita piena di ipocrisia . da un lato ho perso tutto , (mia figlia) ma dall'altro ci sto guadagnando 

  • Cosa resta di Claudia quando finisce la performance?

  • Claudia e Crisalidi collaborano all'unisono come due gemelle .

  • Qual è il tuo rapporto con la follia creativa?

  • E' la mia Musa 

  • Ti senti amata dal pubblico o semplicemente osservata?

  • O mi amano o mi odiano ma evidentemente credo osservino poco

  • Pensi che il dolore renda inevitabilmente più lucidi?

  • Ti da una svegliata colossale , ti butta via ogni stupida romantica utopia

Domanda finale perfetta per chiudere un’intervista

  • Se qualcuno uscisse da una tua esposizione portandosi via una sola emozione, quale vorresti che fosse?

  • LA COMPRENSIONE

martedì 5 maggio 2026

Cenere croccante

 


Croccante la cenere si fa magia 

nello sfregolio delicato ma deciso della cartina argentea che si lascia addomesticare dal fuoco di un accendino

mentre la mente già è in viaggio per universi paralleli 

la figa bagna di rossetto l'ennesima malboro.

Riassunto preciso e stabile

di un vizio tutt'altro che nobile

COSE

 Le cose 


Quante cose si accumulano nel arco di una vita ? Ci avete mai fatto caso alla quantità di cose che si accalcano negli angoli sperdute delle case ? 

Quelle che magari usavate una volta poi , basta , non vi interessavano più .

Nella mia esistenza io, ho collezionato abiti, eh già nonostante la mia indole maschiaccia che poi sgomenta tutti con barlumi eccessivamente femminili , e attimi volgari e perversi io, ho collezionato un numero esagerato di vestiti , lunghi, larghi stretti a sacco a sirena a palla ... 

Una volta li ho contati.

E no, non ve lo dico neanche.

Accessori in compenso non ne ho mai avuti troppi, anzi era una maledizione regalarmi accessori come anelli, collane , braccialetti. Perdevo ogni cosa , e mi immaginavo quel buco nero invisibile che si apriva in camera mia ogni volta che ricevevo in dono un ninnolo dorato o "brillantinoso" .

Mi sono particolarmente accanita sui regali preziosi della mia splendida zia Anna , persi tutti , ogni singolo suo dono, fatta eccezione per un'antica edizione di "Piccole Donne " .

Scarpe ? Mai avuto questa bramosia di accumulo di scarpe, come pure di borse .

Ma libri? 

Quanti libri che ho sfogliato e risfogliato almeno un milione di volte.

E devo svelarvi un segreto , non ricordo quando ho iniziato a leggere , so solo che a scuola odiavo studiare , e odiavo leggere ... 

Ero una capra.

Poi... bo non so davvero quale sia stato il colpo di grazia che mi ha fatto innamorare della lettura, comunque da quel momento in maniera compulsiva ho collezionato libri di ogni genere , di ogni scrittore , spaziando da un argomento al altro , e ciò che ho sempre amato in assoluto nel momento in cui acquistavo un libro , era aprirlo a caso ed annusare l odore di carta che si insinuava nelle mie narici calmando la mia mente e portandomi già altrove con la fantasia.

I libri antichi hanno un odore pazzesco di storia , tempo , vite vissute che prima di me li sfogliavano.

Ecco ritengo una sorta di feticismo aprire a caso i libri ed annusarli , leggendo poi la prima frase a destra e l'ultima a sinistra per capire se le parole lette senza ordine mi ispiravano curiosità.


Comunque , le cose che si accumulano sono davvero dei pesanti macigni che ci portiamo appresso , io sono stata privata di moltissime cose , come pure il mio compagno e se da prima ci davo peso all'assenza di una cosa , ora non mi interessa nulla.


Ma i miei libri, le mie tele , ecco queste che non ritengo cose ma parte della mia anima anzi mattoni che hanno edificato la struttura della mia anima, ecco di loro io non posso farne a meno.


E voi ?

Aggiungo una parentesi dicendo che forse per magia, quando è venuta a mancare mia zia Anna, Antonio ha trovato tra le scatole e gli scatoloni un anello che lei  mi aveva regalato tantissimi anni fa. Unico cimelio rimasto della mia adolescenza.

nuda

 Un giorno avrò il coraggio di dirvi quanto sia stata dura , quanto dolore reale io abbia provato e quante prove ho dovuto affrontare anche ...