martedì 9 giugno 2026

Risveglio


 GIALLO:

Queste pareti sono terribilmente bianche ! dov'è quella strana donna che ci tiene chiusi da mesi nel suo cuore che fatica a pulsare senza di noi .

ARANCIONE:

Quanta arroganza, forse non siamo così importanti , io mi sento tradito da quelle parole che continua a picchiettare con nervosa ed instabile follia ... ecco per esempio ora la sento ancora e particolarmente vicina , che fastidio!

ROSSO:

 O suvvia ragazzi di cosa vi lamentate , almeno siamo rilassati e non dobbiamo schizzare come matti su superfici improvvisate ... Anzi chissà che per un pò non si metta a cercare tra la spazzatura supporti puzzolenti per ospitarci , io  mi sento male al ricordo delle sue rocambolesche intuizioni ai margini della realtà

BIANCO

 Scusami , giallo dei miei pennelli , hai qualcosa contro il bianco ?

ARANCIONE:

 shhh taci .. era per dire ... non hai senso dell umorismo

BIANCO

 su di me , voi vi si vede ... perciò Rispetto ! E poi qualcuno mi spiega perchè un complementare è qui a dettare parola???

NERO:

 Ma la smettete di ciarlare, BIanco non fare il razzista ! Arancione è nella sua fottuta hit parade .. Piuttosto avete visto dove mi ha dimenticata quella squilibrata che si fa anche chiamare come un insetto che non è più insetto e che sta chiuso in uno strano tondino orribile...

BIANCO

 ohh bè allora perchè non chiamare anche quel color che sembra merda ! ... Con sta storia dell'inclusione artistica dove andremo a finire ...

BLU

 BASTA , ora io la risveglio , dannazione piuttosto che stare qui schiacciato tra un rosso cadmio lamentoso ed un Giallo raffreddato da quel cretino del grigio, vado a riempire spazi anche in un buco dell universo, lo giuro!

GIALLO

ahahahaa ma va va che al massimo riempi il buco di un culo ! 

A, R, N, B, AHHAHAHAHAHAAHAHHAHH 

.... Dai andiamo a risvegliare quella Madre che dorme tra le parole... Blu fai un fischio ai complementari ..... che si tengano pronti.

IO :

Ma perchè  dal nulla sorrido immaginando il di colorare ani di blu?

Forse perché l'arte, quando si stanca di essere ignorata, comincia a fare scherzi.
Forse perché i colori, chiusi troppo a lungo, diventano irriverenti come quei pazzi che , si lasciano scivolare dalla bocca qualsiasi cosa quando mi vedono passare ...

Sta volta non so da cosa iniziare... vorrei scrivere qualcosa ma... dove ho messo i miei colori?


BLU:
Hai visto? Alla fine sono sempre io quello che apre le finestre.

NERO:
O quello che rovina la tappezzeria.

GIALLO:
No, no... è che la Madre sta tornando. Lo sento dal modo in cui pensa.

ROSSO:
Sì. Le batte il cuore più forte.

BIANCO:
E le pareti?

ARANCIONE:
HAHAHAAHHHA Bianco con tutto il rispetto mavaffarcobaleno...

.... Ancora che rido da sola... 

cavolo dov'è il blu...

Oh mio dio... siete tornati , già ma in che condizioni vi trovo adesso ..

Sono riusciti a uscire dal tubo, dal cassetto, dalla tela mancata, e ora mi camminano dentro la testa come una banda di rivoluzionari ubriachi.

"Ragazzi dove vi ha nascosto la vostra madre ???So che state pensando a me!

Da qualche parte un pennello cade.

Da qualche parte una parola si sporca di pigmento.

Da qualche parte una superficie innocente sta per perdere la sua verginità.

BLU:
Pronti?

TUTTI:
Pronti!

BLU:
Allora svegliamola, Verde non fare sempre lo stesso stronzo di tenerti stretto al tubetto! E tu seppia , sistemati , hai l'etichetta messa male, Arancione , tu sai che devi uscire al suono delle fanfare !


Galeotto



Tocco inaspettato di tenerezza
all'ombra di un campanile,
ora testimone di attimi
di qualcosa che qualcuno,
tra le mie braccia,
sente e prova.
Galeotto fu un insolito sguardo freddo,
in quel monitor saggio o dannato,
portatore di notizie.
Ora intreccio parole
nel mio stesso disarmo.
Ah, questa strana,
folle, assurda mia esistenza:
contraddico me stessa
ogni volta che cerco,
nella negazione,
di privarmi della felicità.
E ora, distrattamente,
mi lascio di nuovo andare
alle cose che poi decidono
cosa diventare.
Fiore rosso d'amore
o pungente inganno,
non posso fermare
questo mio viaggiare

Claudia Rossetti (CRisalidi): Analisi Artistica e Progettualità Relazionale


Sintesi Esecutiva

Il profilo di Claudia Rossetti, nota con lo pseudonimo artistico CRisalidi, emerge come quello di un’artista totale e ricercatrice multidisciplinare il cui operato si radica nei concetti di trasformazione, identità e relazione umana. Nata a Padova nel 1981 e operante a Treviso, Rossetti ha sviluppato un linguaggio espressivo che fonde pittura materica, performance art, scrittura poetica e progetti di arte relazionale.

L'elemento centrale della sua poetica è la metamorfosi, simboleggiata dal nome "CRisalidi", che rappresenta lo spazio liminale tra dolore e rinascita. Tra i suoi contributi più significativi figurano la fondazione del progetto Artescalza nel 2015, l'ideazione di tecniche pittoriche sperimentali con resine e pigmenti, e il conseguimento del prestigioso Premio New York 2023 per l'innovazione artistica. La sua produzione è caratterizzata da un'urgenza emotiva che trasforma il trauma e la fragilità in una forza espressiva e politica, ponendo costantemente l'interrogativo ontologico: "Cos’è l’Arte?".

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Radici Biografiche e Genesi del Nome Artistico

L'identità artistica di Claudia Rossetti è profondamente influenzata dal suo vissuto personale, in particolare dall'esperienza dell'abbandono e dell'adozione avvenuta all'età di tre anni e mezzo. Questi elementi hanno alimentato una sensibilità orientata alla ricerca delle radici e al bisogno di appartenenza.

  • Il Simbolismo della "CRisalide": Il nome d'arte non è una scelta estetica, ma un manifesto esistenziale. Rappresenta l'essere umano come creatura incompleta e vulnerabile, colta nel momento del passaggio. È uno spazio "fragile e potentissimo" sospeso tra ciò che si era e ciò che si sta per diventare.
  • Il Territorio di Treviso: La città e i suoi margini sociali fungono da nutrimento per una visione artistica partecipativa. Per l'artista, l'arte non è esposizione, ma "incontro, ferita condivisa e ascolto".

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Multidisciplinarietà e Linguaggi Espressivi

La ricerca di Rossetti si muove attraverso diversi canali, mantenendo il corpo e la memoria come perni centrali.

1. Performance Art e Teatro

Il corpo è inteso come un archivio emotivo e territorio simbolico. Nelle sue azioni performative, l'artista affronta:

  • Solitudine e trauma.
  • Femminilità e desiderio di riconoscimento.
  • Improvvisazione teatrale originale che fonde gesto, parola e pittura in un unico atto scenico.

2. Produzione Pittorica e Innovazione Tecnica

La pittura di CRisalidi è intensa, materica e viscerale. Si distingue per:

  • Sperimentazione materica: L'utilizzo di resine e pigmenti sperimentali che creano superfici trasparenti e vibranti, descritte come "sembra vetro ma non lo è".
  • Espressionismo emotivo: Una ricerca dell'impatto emotivo rispetto alla rappresentazione formale, dove il segno è spesso organico e simbolico.

3. Scrittura e Musica

La parola per Rossetti è "materia viva" e confessione.

  • Pubblicazioni: Autrice di “Biografia di una CRisalide mediamente isterica”, un'opera che intreccia ironia, poesia e introspezione.
  • Adattamento Musicale: Dal 2025, collabora con gruppi italiani per trasformare i suoi testi poetici in canzoni, esplorando l'eco interiore del suono.
  • Esperienza Radiofonica: Per tre anni ha ideato e condotto un programma su Radio Gamma 5 dedicato alla riflessione surreale sull'arte.

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Artescalza: L'Arte come Comunità Viva

Fondato nel 2015 a Treviso, Artescalza rappresenta la sintesi della visione relazionale di Claudia Rossetti. Il progetto si basa su:

  • Il Gesto Simbolico: Camminare scalzi come ritorno alla terra e alla propria autenticità.
  • Obiettivi: Creare uno spazio di incontro fuori dai luoghi istituzionali, portando l'arte nelle strade e nella vita quotidiana.
  • Metodologia: Unione di pittura, teatro e formazione per favorire la trasformazione collettiva e il dialogo sociale.

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Analisi Critica dell'Opera Pittorica

L'opera di CRisalidi viene descritta come un paesaggio emotivo piuttosto che figurativo, caratterizzato da un impatto visivo violento e "incendiario".

Caratteristiche Tecniche e Visive

Elemento

Descrizione

Significato Simbolico

Cromatismo

Rossi incandescenti, aranci e neri verticali.

Il rosso è psicologico (ferita/invasione); il nero funge da cicatrice.

Struttura Duale

Fascia superiore verticale e nervosa; parte inferiore liquida e colata.

Tensione tra costruzione (architetture instabili) e dissoluzione (memoria sciolta).

Gestualità

Pittura "lasciata accadere", non stesa.

Urgenza emotiva e componente performativa fisica.

Riferimenti e Significati

La critica identifica affinità con l'Espressionismo Astratto, citando la furia materica di Anselm Kiefer, la gestualità di Gerhard Richter e l'energia post-industriale europea. L'opera non cerca l'armonia, ma la verità emotiva, trattando temi quali la "combustione" dell'identità e il trauma trasformato in materia.

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Riconoscimenti e Impatto Istituzionale

Claudia Rossetti è riconosciuta come una figura indipendente e difficilmente classificabile, capace di generare atmosfere di forte tensione contemporanea.

  • Premio New York 2023: Assegnato per l'innovazione artistica e la capacità di fondere pittura, parola e performance.
  • Tessera Internazionale dell’Arte: Ricevuta a Rovereto.
  • Partecipazione a Festival: Presenza al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
  • Direzione Culturale: Organizzazione della Prima Fiera del Fantarealismo di Treviso, in collaborazione con Valter Mila Nato.

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Conclusione

La traiettoria artistica di CRisalidi si configura come un atto di resistenza all'indifferenza contemporanea. Attraverso la celebrazione della fragilità e l'uso politico della vulnerabilità, Claudia Rossetti trasforma l'arte in uno strumento di trasformazione umana. Come indicato nella sua monografia, il suo lavoro suggerisce che mentre la forma può crollare, l'emozione resta, ribadendo che l'arte non è un concetto da definire, ma un'esperienza da vivere.

La rotta delle stelle spent

 



C'era un uomo che tornava a Bologna,
con una giacca piegata sul braccio,
e una bambina che stringeva una bambola
come si stringe il futuro a maggio.

C'era una donna che aveva negli occhi
due giorni di mare e una vita da fare,
e un ragazzo che aveva vent'anni
e credeva ancora alle mappe del mare.

L'aereo tagliava la sera d'estate
come una lettera sopra il Tirreno,
mentre la luna cuciva sul mondo
un silenzio leggero e sereno.


E il mare li prese senza fare rumore,
come fanno i segreti e la paura,
e lasciò galleggiare domande
sulla pelle del cielo e della storia.
Ottantuno nomi, ottantuno respiri,
ottantuno stelle cadute lontano,
e ancora qualcuno le conta la notte
con una fotografia tra le mani.


Nei palazzi del potere le parole
hanno spesso il passo dei ladri,
entrano piano, cambiano nome,
si vestono bene e diventano alibi.

E intanto le madri consumano gli anni
sedute davanti alla stessa finestra,
perché il dolore non legge i verbali
e non si addormenta con una sentenza.

Ci sono verità rimaste impigliate
nelle reti profonde del mare,
come pesci che nessuno ha voluto
o saputo davvero pescare.


E il mare li prese senza fare rumore,
come fanno i segreti e la paura,
e lasciò galleggiare domande
sulla pelle del cielo e della storia.
Ottantuno nomi, ottantuno respiri,
ottantuno stelle cadute lontano,
e ancora qualcuno le conta la notte
con una fotografia tra le mani.


Ho visto vecchi diventare più vecchi
aspettando una frase sincera,
e ragazzi imparare dai padri
che la memoria è una forma di guerra.

Non quella dei fucili e delle bandiere,
ma quella contro l'oblio,
contro il sonno delle coscienze,
contro il comodo freddo dell'addio.


E quando la sera ritorna sul mare
e il sole si spegne dietro l'orizzonte,
pare di sentire una voce lontana
venire dal buio, dall'acqua, dal monte.

Non chiede vendetta, non cerca rancore,
domanda soltanto di essere ascoltata:
perché un Paese diventa più libero
quando una verità viene chiamata.

E il mare continua a custodire i nomi,
come un vecchio parroco fa con i santi,
mentre la notte accende nel cielo
ottantuno lumini distanti.

E se tutto fosse andato bene

 

  ..
Fiocco rosa , è una bambina, avremo una bambina , sono emozionata e tanto spaventata .. Questi anni 80 , li sento così pericolosi per lei ... 

Tranquilla amore , Lui la strinse in un abbraccio così dolce da far sentire anche  a quel fagiolino rosa il caldo , ma delicato e prezioso torpore dell'amore.
Mancavano ancora tre mesi al giorno in cui ogni cosa sarebbe cambiata, si stringevano silenziosi trattenendo quella gioia che , si lasciava di tanto in tanto svelare da sorrisi persi e inanamorati.
Lui , spostandole la frangia che le incorniciava quel suo viso tondo perfetto per  i suoi lineamenti che la facevano  sempre sembrare una ragazzina, le baciò la fronte , poi , accarezzando anche il loro futuro , le raccomandò di prendersi cura di sè stessa, e soprattutto di riposare anche per portare al meglio quel pancino pieno di me.

sabato 23 maggio 2026

L ultimo istante

 "Una lapide in riva al sentimento dell'attesa .

"visse aspettando un cambiamento , morì che il tempo lo aveva cambiato in silenzio, senza troppe cerimonie."
Parlava poco ultimamente, sempre impegnato a cercare il modo per fuggire al inevitabile.
E mentre picchiettava le dita sul tavolo, luce fioca della lampada ad olio, la morte bussó alla sua porta.
La accolse con diffidenza come si riceve un qualsiasi ladro di speranze.
Lungamente rimase in silenzio ad osservare quella cupa figura, che a sua volta, lo guardava con estrema commiserazione.
Rompere quel silenzio chiassoso risultava per entrambi molto difficile.
Non c'erano cose da dire, ed argomenti da affrontare.
Ormai non c'era tempo.
Già il tempo, quel bastardo diavolo del Tempo. Lui se la rideva da sotto al tavolo masticando tabacco e giocando a scacchi con il Tic Tac del grande orologio, sputava e rideva, rideva e sputava sempre più forte.
Ad un tratto la Morte si schiarì la cupa voce e gli propose di rivivere un ultimo istante come a voler farsi beffa del Tempo maligno.
Una frazione di secondo di vita di nuovo tra le dita, come le ultime note di una canzone.
Cuore colmo di emozioni contrastanti, molta confusione nel cervello, quale poteva essere quel momento scelto tra troppi istanti.
E lei apparve.
Labbra gonfie d'amore, occhi bagnati da notti tormentate da un sentimento impossibile.
Troppo bello per fermare tutto.
Troppa voglia di assaggiare ancora una volta tutto quello.
Che immenso rimpianto quell'amore non vissuto. Perduto per la sua fottuta paura di sceglierla tra un milione di altre cose da fare.
Allungó la mano, accennó un sorriso ma tutto scomparve in una grande illusione.
Non era pronto, ma il tempo ero finito.
La morte si alzò, senza fare rumore, uscì spegnando la lampada ad olio e lasciando lui riverso su se stesso, lacrime agli occhi. "
CRisalidi

venerdì 22 maggio 2026

Pensieri di Seneca

 Seneca smise di seguire le paurose storielle del cazzo.

Non che prima avesse avuto grande interesse per loro; erano solo ombre danzanti sulle pareti della sua mente, piccole allucinazioni di timore e desiderio che si aggrovigliavano come serpenti invisibili.

Un giorno, mentre camminava su una strada fatta di marmellata di lampioni, incontrò un gallo che parlava il latino con accento napoletano.
“Perché fuggite dalle vostre paure?” disse il gallo, con un occhio che rideva e l’altro che piangeva.
Seneca scrollò le spalle, sentendo un brivido salire dalla schiena fino alla nuca.

In quel momento, i racconti paurosi cominciarono a trasformarsi. I mostri avevano teste di vecchie chiocciole e corpi di piume fluorescenti, e ogni volta che tentavano di spaventarlo, invece gli facevano il solletico. Ridendo, Seneca scoprì che la paura non era mai stata altro che una stanza vuota.

E lui aveva smesso di bussare alle porte sbagliate.

La città cominciò a respirare come un drago addormentato. Le strade si piegavano verso il cielo a mo’ di spaghetti giganti, e i lampioni diventavano fiori carnivori che ridevano con bocche di zucchero filato. Ogni finestra era un occhio che osservava e sbadigliava segreti.

Seneca inciampò su un tappeto volante che puzzava di formaggio blu. Le nuvole cadevano come piume di pavone, e ogni piuma diventava un topo con la voce di un tenore.

Un’orchestra di ombre lo inseguiva: cavalli con ali di carta da forno, lampade che sussurravano formule dimenticate, bicchieri di latte che piangevano menta.

Ma Seneca rideva.

Perché le paure erano diventate gelatinose.

E poi accadde qualcosa di diverso.

Non era più un gioco di mostri o città impossibili. Era come se il mondo si fermasse un istante e qualcuno cambiasse la luce dentro le cose.

E una voce—non esterna, non interna, ma di mezzo—cominciò a parlare.

Ragazzi, questa frase sembra complicata, ma in realtà riguarda tutti noi.

“Io so di non sapere.”
Non è una debolezza. È il punto di partenza della conoscenza.
Significa: non possiedo la verità, quindi posso ancora cercarla.
Chi lo capisce smette di irrigidirsi nel proprio pensiero.

“Io so di non essere.”
Qui il discorso si rompe ancora di più.
Non significa che non esistiamo, ma che non siamo qualcosa di fisso.
L’“io” non è una forma solida: è un flusso che cambia continuamente.
Pensieri, emozioni, ricordi—tutto passa, tutto si trasforma.

“Il mio io interiore.”
Non è un centro segreto e immobile.
È il punto da cui osservi tutto questo movimento senza esserne schiacciato.

E allora, in parole semplici:

Sapere di non sapere = umiltà mentale.
Sapere di non essere = libertà dall’identità rigida.
Io interiore = coscienza che osserva senza aggrapparsi.

Seneca ascoltava questa voce come se venisse dal caleidoscopio stesso.

E infatti lo vide.

Quel maledetto oggetto, che si credeva un pavone, continuava a moltiplicare il mondo in frammenti lucidi e ingannevoli.

E la voce concluse, senza alzare il tono:

Chi sa di non sapere resta aperto.
Chi sa di non essere resta libero.
Chi osserva senza afferrare… smette di avere paura.

Seneca sollevò il caleidoscopio.

Lo guardò come si guarda una bugia finalmente capita.

E sorrise.

“Ecco,” disse. “Non erano i mostri.”

Fece una pausa.

“Ero io che li moltiplicavo.”

Poi lasciò cadere il caleidoscopio.

I frammenti esplosero a terra come un fuoco d’artificio silenzioso.

E per la prima volta, non rimase nulla da interpretare.

Solo un cielo semplice.

venerdì 15 maggio 2026

La Gatta Nera

 Così i momenti passano 

Tra gli interstizi dei sogni

ed attimi profondi di silenzio

adesso tutto appare chiaro

adesso ho compreso 

lo spazio nero della notte

è luce per la mia anima

Sono una gatta che vede nelle tenebre

mentre il sole inganna la vostra vista

e morfeo ruba le vostre passioni 

quando invece io  brucio di loro 

negandomi il piacere del palco

Ogni vita è una medaglia 

Sei testa o croce, questo disarma 

venerdì 8 maggio 2026

intervista a crisalidi

 

Domande sull’arte e sul ritorno

  • Cosa significa per te tornare oggi sulla scena artistica?

  • Devo essere onesta , ho un caos nella testa che , gestisco a fatica. Posso dire che tornare per me significa , guarire anche agli occhi della gente.

  • Hai mai avuto paura di non riuscire più a esprimerti attraverso l’arte?

  • Ho sempre paura di non riuscire ad esprimermi attraverso l'arte, finchè esiste il timore di un incomprenzione, c'è la giusta attenzione e concentrazione su ciò che si vuole creare e comunicare 

  • In che modo senti di essere cambiata rispetto alle tue prime performance?

  • Prima volevo piacere , generare emozioni per unire la comunità. Ora voglio emozionarmi io .

  • Cosa ti ha riportata davanti al pubblico?

  • La mia natura istrionica e la mia voglia di mettermi alla prova . E , la voglia di dimostrare che , la ,depressione ha perso .

  • Questo ritorno è una rinascita o una resa dei conti?

  • Non lo considero nè una rinascita nè una resa dei conti , considero il ritorno come , un nuovo capitolo della storia della mia arte..

  • Qual è stata la ferita più grande che hai trasformato in linguaggio artistico?

  • Il lutto per  una madre ancora viva.

  • Ti senti più libera oggi o più vulnerabile?

  • Ora mi sento libera , e vulnerabile , la vulnerabilità dovrebbe far parte un pò di tutti , ma ho scoperto solo sulla mia pelle che è vulnerabile chi ha un'anima sensibile ed un senso di umiltà anche davanti alla propria grandezza.

  • Cosa vuoi che il pubblico provi entrando nelle tue esposizioni?

  • Ciò che gli pare , non ho mai voluto guidare le emozioni del pubblico . Spero che ne provino , siano esse positive , siano anche negative. Chi prova emozioni conosce l'empatia.

  • Quanto conta il corpo nel tuo lavoro?

  • Il corpo è un mezzo di lavoro , al pari del pennello , dei colori di una tastiera o di qualsiasi altra cosa possa servirmi per creare .

  • La tua arte nasce più dalla rabbia, dall’amore o dalla sopravvivenza?

  • La mia arte nasce dalla mancanza , dall'abbandono e dalla sopravvivenza.

Domande sul processo creativo

  • Come nasce una tua performance?

  • Non esistono linee guida , o punti di partenza prestabiliti. Una mia performance può nascere da qualsiasi cosa, un'intuizione, un ricordo , un'espressione , un discorso , una parola, qualcosa che ha suscitato il mio interesse .

  • Parti da un’immagine, una frase, una ferita o un’emozione?

  • Parto da me

  • Quanto spazio lasci all’improvvisazione?

  • Tutte le mie performance sono frutto di una capacità assurda di improvvisare qualsiasi cosa.

  • Il caos nei tuoi lavori è reale o costruito?

  • Il caos è mio compagno di avventure

  • Qual è il rapporto tra estetica e distruzione nelle tue opere?

  • Può essere considerata estetica anche la distruzione delle opere.

  • Perché scegli spesso atmosfere crude, disturbanti e viscerali?

  • Perchè mi danno un senso di assoluto e di integrale 

  • Ti interessa provocare o preferisci creare empatia?

  •  La prima versione di me era interessata ad entrambe le cose, adesso non mi interessa nessuna delle due. Son concentrata sul mio essere creativo a tal punto da dimenticare a volte di essere tra la gente,

  • C’è una parte di te che resta sempre nascosta al pubblico?

  • La parte che ho svenduto nella prima versione di me.

  • Quanto conta il silenzio nelle tue performance?

  • IO sono assolutamente rumorosa, sia dentro che fuori , il silenzio deve essere qualcosa che riguarda l'ambiente che mi circonda nel momento della creazione , non potrei pù propormi in locali chiassosi ed indubbiamente disisinteressati alla mia partecipazione.

  • Qual è l’opera che senti più vicina alla tua identità?

  • Sembrerà strano ma non ho opere così vicine alla mia identità , poichè tutte riflettono una parte di essa ma nessuna rappresenta il vaso di pandora di essa.

Domande personali e profonde

  • Hai attraversato anni molto difficili: quanto hanno inciso sulla tua arte?

  • Questi anni mi hanno forgiata artisticamente parlando , ma resa molto fragile per quello che riguarda la vicinanza con gli altri .

  • Ti senti compresa dal mondo artistico italiano?

  • Vorrei essere compresa da mia madre . Sarebbe un buon inizio.

  • Hai mai pensato di mollare tutto?

  • Mai , la mia arte mai.

  • Cosa significa sentirsi sola mentre tutti guardano?

  • Proprio quello che hai detti , significa sentirsi soli mentre gli altri guardano

  • Qual è stato il momento in cui hai capito di doverti salvare?

  • Quando ho scoperto che l uomo che amavo era in realtà il peggiore di tutti quelli che mi stavano vicino

  • L’arte ti ha guarita o ti tiene aperta la ferita?

  • Una ferita simile non guarirà mai , è da quel sangue che continueranno ad uscire le mie ispirazioni 

  • Cosa diresti oggi alla donna che eri quattro anni fa?

  • Non accettare mai un invito semplice come un caffè da chi non conosci .

  • Ti senti ancora fragile?

  • Non mi fido di nessuno , ma questa non è fragilità è insegnamento .

  • Quanto è difficile esporsi quando si porta addosso dolore reale?

  • Quando mi espongo , io fisso un punto oltre l orizzonte  che mi permette di non vedere chi ho davanti .

  • Cosa non perdonerai mai?

  • Mia madre , per non essere corsa in ospedale quando l'avevo chiamata che ero stata violentata poche ore prima e poi la sua assurda decisione di impormi il suo silenzio. Avrei avuto bisogno di amore più che mai , per non perdermi oltre l abisso di una terribile malattia.

Domande provocatorie

  • Alcuni definiscono la tua arte “scomoda”: ti fa piacere?

  • Ne sono felice .

  • Hai mai avuto paura di scandalizzare troppo?

  •  Lo scandalo vero è l'ipocrisia di chi vuole apparire perfetto con mille scheletri nascosti un pò ovunque , i miei pranzano con me alla luce del sole-

  • Il pubblico oggi è pronto per un’arte emotivamente brutale?

  • Il pubblico è pericoloso , dannatamente importante ma assolutamente pericoloso , bisognerebbe selezionare chi riesce a comprendere certe dinamiche artistiche .

  • Ti senti fuori dai circuiti tradizionali dell’arte?

  • Con orgoglio so di non averne mai fatto parte

  • Credi che il dolore venga romanticizzato nel mondo artistico?

  • La storia ne è piena di artisti del dolore meravigliosamente incompresi , nessun romanticismo , è brutale realtà

  • Ti sei mai sentita usata o fraintesa artisticamente?

  • Non ho mai permesso a nessuno di usarmi artisticamente parlando , fraintesa ? Tutte le volte che mi sono fidata di ex soci .

  • Quanto c’è di autobiografico nelle tue performance?

  • Tutto.

  • Le tue opere parlano più di morte o di rinascita?

  • Parlano di sopravvivenza , rispettano la morte , e sorridono ad ogni rinascita.

  • Sei interessata al successo o alla verità?

  • Volevo essere immortale , io morirò le mie opere no. Ci sono riuscita , senza successo e sapendo di non sapere.

  • Cosa pensi dell’arte “perfetta” e sterile?

  • Che non è arte.

Domande sul futuro

  • Cosa vedremo nelle prossime esposizioni?

  • Non ne ho la più pallida idea,ed essendo una che improvvisa molto trovo della coerenza nella mia risposta

  • Hai un progetto che senti rivoluzionario?

  • Tutto è stato più o meno proposto , a me interessa essere coerente non rivoluzionaria.

  • Ti piacerebbe portare le tue performance fuori dall’Italia?

  • Si , a quale artista non piacerebbe

  • C’è un artista con cui sogni di collaborare

  • Con Modigliani ;)

  • Come immagini la tua evoluzione nei prossimi anni?

  • Ecco , a questa domanda non so rispondere sicuramente avrò i capelli bianchi .

  • Vorresti trasformare le tue performance in cinema o teatro?

  • Vorrei presentarle per le piazze e per i teatri 

  • Qual è il messaggio che vuoi lasciare oggi?

  • Sono una Crisalide che ha fatto un patto con la Fenice . Risorgo sempre .

  • Hai ancora qualcosa da dimostrare?

  • Alla bambina che fui , che l'amore che provo per lei è immenso e che il vuoto lasciato da due madri che non l'hanno voluta lo riempiremo di fiori e bellezza.

  • Qual è la tua più grande ossessione artistica attuale?

  • I visi 

  • Se dovessi descrivere il tuo ritorno con una sola parola, quale sarebbe?

  • In punta di piedi ma con la musica alta

Domande molto intime e cinematografiche

  • Quando ti guardi allo specchio, chi vedi davvero?

  • Finalmente vedo me

  • Cosa ti terrorizza più del silenzio?

  • Il silenzio di chi amo , il mio silenzio io lo adoro.

  • Quale parte di te muore ogni volta che crei?

  • Che brutta domanda, non muore nulla anzi si rigenera 

  • Hai mai sentito il bisogno di sparire?

  • Si ... e ci ho provato mille volt e

  • L’arte è la tua salvezza o la tua condanna?

  • L'arte ci salverà sempre 

  • Quanto costa essere autentici?

  • A me è costata una figlia che amo più di me stessa, ed una vita piena di ipocrisia . da un lato ho perso tutto , (mia figlia) ma dall'altro ci sto guadagnando 

  • Cosa resta di Claudia quando finisce la performance?

  • Claudia e Crisalidi collaborano all'unisono come due gemelle .

  • Qual è il tuo rapporto con la follia creativa?

  • E' la mia Musa 

  • Ti senti amata dal pubblico o semplicemente osservata?

  • O mi amano o mi odiano ma evidentemente credo osservino poco

  • Pensi che il dolore renda inevitabilmente più lucidi?

  • Ti da una svegliata colossale , ti butta via ogni stupida romantica utopia

Domanda finale perfetta per chiudere un’intervista

  • Se qualcuno uscisse da una tua esposizione portandosi via una sola emozione, quale vorresti che fosse?

  • LA COMPRENSIONE

martedì 5 maggio 2026

Cenere croccante

 


Croccante la cenere si fa magia 

nello sfregolio delicato ma deciso della cartina argentea che si lascia addomesticare dal fuoco di un accendino

mentre la mente già è in viaggio per universi paralleli 

la figa bagna di rossetto l'ennesima malboro.

Riassunto preciso e stabile

di un vizio tutt'altro che nobile

COSE

 Le cose 


Quante cose si accumulano nel arco di una vita ? Ci avete mai fatto caso alla quantità di cose che si accalcano negli angoli sperdute delle case ? 

Quelle che magari usavate una volta poi , basta , non vi interessavano più .

Nella mia esistenza io, ho collezionato abiti, eh già nonostante la mia indole maschiaccia che poi sgomenta tutti con barlumi eccessivamente femminili , e attimi volgari e perversi io, ho collezionato un numero esagerato di vestiti , lunghi, larghi stretti a sacco a sirena a palla ... 

Una volta li ho contati.

E no, non ve lo dico neanche.

Accessori in compenso non ne ho mai avuti troppi, anzi era una maledizione regalarmi accessori come anelli, collane , braccialetti. Perdevo ogni cosa , e mi immaginavo quel buco nero invisibile che si apriva in camera mia ogni volta che ricevevo in dono un ninnolo dorato o "brillantinoso" .

Mi sono particolarmente accanita sui regali preziosi della mia splendida zia Anna , persi tutti , ogni singolo suo dono, fatta eccezione per un'antica edizione di "Piccole Donne " .

Scarpe ? Mai avuto questa bramosia di accumulo di scarpe, come pure di borse .

Ma libri? 

Quanti libri che ho sfogliato e risfogliato almeno un milione di volte.

E devo svelarvi un segreto , non ricordo quando ho iniziato a leggere , so solo che a scuola odiavo studiare , e odiavo leggere ... 

Ero una capra.

Poi... bo non so davvero quale sia stato il colpo di grazia che mi ha fatto innamorare della lettura, comunque da quel momento in maniera compulsiva ho collezionato libri di ogni genere , di ogni scrittore , spaziando da un argomento al altro , e ciò che ho sempre amato in assoluto nel momento in cui acquistavo un libro , era aprirlo a caso ed annusare l odore di carta che si insinuava nelle mie narici calmando la mia mente e portandomi già altrove con la fantasia.

I libri antichi hanno un odore pazzesco di storia , tempo , vite vissute che prima di me li sfogliavano.

Ecco ritengo una sorta di feticismo aprire a caso i libri ed annusarli , leggendo poi la prima frase a destra e l'ultima a sinistra per capire se le parole lette senza ordine mi ispiravano curiosità.


Comunque , le cose che si accumulano sono davvero dei pesanti macigni che ci portiamo appresso , io sono stata privata di moltissime cose , come pure il mio compagno e se da prima ci davo peso all'assenza di una cosa , ora non mi interessa nulla.


Ma i miei libri, le mie tele , ecco queste che non ritengo cose ma parte della mia anima anzi mattoni che hanno edificato la struttura della mia anima, ecco di loro io non posso farne a meno.


E voi ?

Aggiungo una parentesi dicendo che forse per magia, quando è venuta a mancare mia zia Anna, Antonio ha trovato tra le scatole e gli scatoloni un anello che lei  mi aveva regalato tantissimi anni fa. Unico cimelio rimasto della mia adolescenza.

venerdì 24 aprile 2026

Occhi

 Occhi , spalancati 

Ride il solito tuo sfacciato volto maschio

Occhi concentrati

Delicatamente mi attorciglio ai tuoi gesti 

Occhi disarmanti

Imprigionata già lo so da questo amore 


Distorsione romantica 

Trappole dette nel silenzio del sentire


Emozioni ingannevoli 

colpeoli di essere 

perdutamente reali


Occhi intrappolati 

Illusione di un forte mio provare 

Occhi delicati

nel torpore di un istante mi innamoro 

Occhi che ridono

la mia mente concentrata nel tuo caos 


Distorsione romantica 

Trappole dette nel silenzio del sentire


Sguardi ingannevoli 

colpevoli di essere 

perdutamente sfuggenti



Occhi innamorati 

distratta mi spalanco  al divenire

Occhi semplicemente

Voce rotta nel disarmo del sapere 

Occhi sorridenti 

sento lacrime diverse da quelle di sempre 


 

Distorsione romantica 

Trappole dette nel silenzio del sentire


Parole ingannevoli 

Colpevoli di essere 

Perdutamente oneste .


giovedì 9 aprile 2026

La Dimenticanza

La dimenticanza è una strana danza.

I ricordi fanno i ribelli
in una corteccia cerebrale
esile, ferita, consumata,
che nonostante tutto
sembra aver smarrito
ogni traccia della propria esistenza.

Ci prova, lo so, a ricordare,
ma proprio non ci riesce.

Ha perso per sbaglio,
ha perso per altro.
Ha perso per fare spazio,
ha perso per salvarsi.

La dimenticanza danza
con un’insensibile apparenza
e poi ti lascia
nel buio del nulla,
che ora vive denso
dentro il tuo cervello.

Eppure i ricordi riaffiorano
all’improvviso,
mentre tenti di fare altro.

Arrivano di notte,
nel sonno,
e ti sbattono in faccia
volti, parole, voci.

La dimenticanza, a volte,
è solo una scusa:
un’apparente indifferenza
che ti stropiccia il cuore.

Allora i ricordi si ribellano,
aggressivi,
e ti sorprendono
in lucidi flashback.

mercoledì 8 aprile 2026

Il Giardino delle Farfalle e l'Artista Crisalidi



C'era una volta, in un villaggio incantato, un'artista di nome Crisalidi. Era una donna mora, con i capelli corti e un sorriso che illuminava il suo viso. I suoi occhi brillavano come stelle, e la sua mente era sempre in volo, con la testa tra le nuvole. Crisalidi era conosciuta per la sua straordinaria capacità di dipingere, creando opere che sembravano raccontare storie magiche.

Un giorno, mentre passeggiava nel suo giardino, Crisalidi notò un gruppo di farfalle che danzavano tra i fiori. Erano farfalle di ogni colore: blu come il cielo, gialle come il sole, rosse come le rose e verdi come le foglie fresche. Ogni volta che una farfalla si posava su un fiore, il giardino sembrava riempirsi di magia. Crisalidi si sentì ispirata e decise di creare un grande murale che rappresentasse la bellezza di quelle creature.

Mentre dipingeva, una farfalla dai colori arcobaleno, di nome Lila, si posò delicatamente sulla sua spalla. "Ciao, Crisalidi! Perché sembri così persa nei tuoi pensieri?" chiese Lila con una voce melodiosa.

Crisalidi sorrise, ma il suo sguardo era ancora lontano. "A volte, mi sento come se fossi in un sogno, e le mie emozioni fluttuano come le nuvole nel cielo. Ma quando ti vedo volare, mi ricordo della bellezza della vita."

Lila batté le ali, entusiasta. "Le farfalle, come i sogni, hanno bisogno di libertà. A volte voliamo in alto, altre volte ci posiamo per riposare. È normale sentirsi così, Crisalidi."

Le parole di Lila risuonarono nel cuore di Crisalidi. Continuò a dipingere, lasciando che i colori fluissero come un fiume. Ogni colpo di pennello sembrava liberare le emozioni che aveva dentro, trasformando la sua confusione in un'esplosione di colori vivaci.

Quando il murale fu completato, Crisalidi si allontanò per ammirare il suo lavoro. Era un'opera d'arte che rappresentava non solo le farfalle, ma anche il viaggio dei sogni e delle emozioni umane. Le farfalle si posarono sul murales, come a voler partecipare a quella sublimazione della natura , creata con tratti semplici ma decisi da una crisalide che non sapeva che un giorno sarebbe diventata farfalla e con loro si sarebbe librata in volo .

lunedì 23 marzo 2026

TU

La tua presenza, così lasciva,

troppe volte austera.

Spesso, espressione e temperanza:

la tua impressionante essenza

sgomenta la mia turbolenza.


Guardarti nel tuo divenire mi alimenta;

sento che potrei vivere di nuovo

la tua immagine di donna,

che percorre decisa la sua esistenza.


Ecco, ora io

taccio, per dar spazio e voce a te,

che, in fondo, sei eco

di ciò che il tempo passato è stato per me

domenica 22 marzo 2026

Gemelli Vs Gemelli (differenze)


Gemelli Femmina VS Gemelli Maschio

Il capitolo che tutti aspettavate: LE DIFFERENZE


Ho aspettato lungamente prima di decidere di redigere anche un elenco di diversità tra genere maschio e genere femmina del segno dei Gemelli.


Giustamente ho voluto attendere per essere certa che ciò che per me erano differenze, per il resto della popolazione non fossero solo sfumature delle stesse demenzialità.


Già, perché se si dovessero definire queste incongruenze, io personalmente le definirei proprio così: demenzialità.


Il mio modello maschio è positivo, anche quando ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli.

Io negativa anche quando ricevo un premio tanto ambito.


Ma a volte ci si scambia il ruolo: se piango lui ride, se si commuove lui rido io…

Bugia. Non accade mai.

La frignona sono solo io.


Ci sono poi delle dissonanze che a volte pizzicano la giornata e la destabilizzano, tipo la sua costante e paranoica paura che io possa organizzare dei rave a casa quando non c’è.

Non ho ancora capito se il fastidio sia l’organizzazione o il fatto che lui non potrebbe esserci per fare casino con me.


Poi ci sono le scelte economiche esistenziali:

spendere gli ultimi 10 euro per non farsi mancare le sigarette e poi tornare a casa con l’angoscia pregando che basti la benzina già in riserva.

Ecco, io magari avrei fatto benzina mettendomi l’anima in pace per le sigarette.


Svegliarsi:

lui si sveglia solo dopo aver spostato la sveglia 3/4 volte.

Io al primo rintocco della prima sveglia sono già attiva.

Ricordo che quando lavoravo mi svegliavo anche prima della sveglia.


Modo di litigare


Per chi mi ha conosciuto sa che io accumulo, accumulo e poi esplodo.

Lui invece è più rapido e tagliente, ma si spegne subito, anzi il più delle volte neppure si accende: mi abbraccia e tutto passa.


Modo di guidare


Ahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahhaahahahaha…

Muio ogni volta.


Siamo simili solo quando urliamo dietro a chi si mette tra noi e la nostra meta.


Dovessimo fare una gara, io guiderei sicuramente una Escort Cosworth, lui probabilmente una Porsche.

E qui lascio agli intenditori trovare le differenze.


Gelosia


Lui è fedele.

Io sono l’essere più infedele del creato. Non so quando sia successa questa mia metamorfosi, ma credo, anzi ne sono sicura, non sono mai stata fedele neppure a me stessa.


Lui è indubbiamente geloso, ma solo se gli fa comodo.

Io, invece, divento gelosa solo se viene messa in discussione la mia intelligenza.


Voglio dire, dove la trovate un’altra figa e intelligente?

Quindi se qualcuno trova una più intelligente di me, scatta la sfida.

E finché non l’ho vinta io… bè, insomma, è una guerra.


Lui invece non l’ho ancora visto geloso, in realtà.

Ma non me lo vedo davvero a fare scenate: lo immagino piuttosto rimediare uno spritz e farsela passare così.

Però sotto sotto, gli girano i coglioni a manetta.


Amici


Qui io stenderei un velo pietoso.

Lui ha ancora gli amici d’infanzia.

Io… bè. Credo di aver fatto un cancella e riscrivi mostruoso ultimamente e non ho neanche le lacrime per piangere.


Se me ne resta uno è già tanto, e so già essere immaginario . A dire il vero ho una cara amica , che , ha un suo mondo e modo di pensare altisonante al mio , e che per lo più è una stronza acida con la quale oggi istante devo avere necessariamente a che fare , ve la presenterei volentieri ma , lasciate stare la mia Vulva.... ( come ho letto questo pezzo al maschio gemelli ha fatto un'espressione disperata )

Amiche femmine? Sono diventata misogena.

Lui vorrebbe presentarmi qualcuna delle sue, ma a suo rischio e a mio pericolo.


Silenzio


Io sono in assoluto la persona meno silenziosa del pianeta.

Lui i suoi silenzi li vive appieno, sostituendo il silenzio con rutti e sospiri.


Io parlo anche mentre dormo.

Lui mi ascolta.


E quand’è che decidiamo di fare casino?

Quando ci parliamo sopra uno con l’altra su due argomenti diversi, capendoci completamente.

Ed azzeccando anche le stesse punteggiature e divagazioni su argomenti differenti.

domenica 15 marzo 2026

Taci o zittisciti appena

Taci o zittisciti appena , 
non sento più altro che il tuo incessante blaterare
so che non farnetichi ma ti sollazzi giocondo nel tuo sapere 
nebulosa impertinente di nozioni che poi, spari a caso ,
Zitta o taci o , lasciati rapire dalla magia di un istante di silenzio .

Certo in proporzione al tuo frastuono è nulla 
lentamente il silenzio si ritira e ti lascia invaderlo di te 
e tu creatura di nervuta essenza prendi possesso di ciò che lo spazio muove attorno
soltanto adesso , fermati e taci 
li vedi i miei occhi che urlano te, che desiderano te

Quanto il tuo parlare ferma ciò che il mio cuore vorrebbe poter dire 
riempi inutilmente spazio e tempo di parole che vomiti senza fine 
ma non mi lasci dire ciò che io proteggo in me

con rabbia concludi giornate con il niente
vaporosa nebulosa di ciarlare a vanvera ora ti prego Taci o, zittisciti appena.

sabato 14 marzo 2026

Il Bosco degli Scarabocchi



C’era una volta un bambino di nome Leo, che amava disegnare. Un giorno, mentre scarabocchiava sul suo quaderno co

n matite e colori, accadde qualcosa di incredibile: il suo disegno prese vita!


Leo si ritrovò all'improvviso in un mondo strano, fatto di linee intrecciate, forme curiose e figure che sembravano muoversi come il vento tra gli alberi. "Dove sono?" si chiese, guardandosi intorno.

Un uccellino dal becco appuntito, disegnato con pochi tratti, gli svolazzò vicino. "Benvenuto nel Bosco degli Scarabocchi!" cinguettò. "Qui tutto è fatto di segni, schizzi e colori!"

Leo camminò tra alberi fatti di linee ondulate e cespugli pieni di macchie verdi. Tra i rami, si intravedevano facce misteriose che sorridevano e bisbigliavano. "Chi sono?" domandò.

"Queste sono le Idee Perdute," spiegò l’uccellino. "Pensieri che gli artisti hanno disegnato ma mai finito. Qui aspettano di essere trovati!"

Leo incontrò un buffo ometto con un cappello a righe e mani gigantesche. "Aiutami!" disse l’ometto. "Sono un musicista, ma ho perso il mio strumento!"

Il bambino osservò bene il disegno attorno a lui. Con un tratto veloce della sua matita, disegnò una chitarra tra le mani del piccolo uomo. Subito, il personaggio iniziò a suonare una dolce melodia, e il Bosco degli Scarabocchi si illuminò di nuovi colori.

Leo capì che aveva un dono: poteva completare le idee dimenticate e dar loro vita! Passò la giornata a finire disegni incompleti: regalò ali a un uccello che non poteva volare, occhi a una creatura che non vedeva, e gambe a un pesce che voleva camminare.

Alla fine, l’uccellino si posò sulla sua spalla. "Ora è tempo di tornare a casa, Leo."

In un lampo, il bambino si ritrovò nella sua stanza, con il quaderno aperto davanti a sé. Il suo disegno sembrava diverso, più ricco e pieno di dettagli. Leo sorrise: sapeva che, ogni volta che avrebbe disegnato, sarebbe potuto tornare nel Bosco degli Scarabocchi per dare vita a nuove storie.

E così, con una matita in mano e tanta fantasia, Leo continuò a disegnare... e a sognare.

CRisalidi

lunedì 9 marzo 2026

Figure nella notte

Figure nella notte si inseguono

sembrano intrappolate in incubi senza fine,
distorte in un terreno che scivola via sotto il loro peso,
incoscienza di pazzi ebbri d’assenzio e rum.

È folle questa corsa di amanti distratti, sempre in fuga:
cercano di appartenere al loro universo,
ma si stringono a morsi in una rabbiosa distanza.

Istanti si sbriciolano
su destini dannati,
maledetti dall’inganno del tempo.

Oltre lo sguardo di chi insegue la saggezza
ruderi appaiono come templi abbandonati
sulla cima del monte.

Pietra su pietra
sembrano reggersi a fatica,
posati su colonne
di immaginaria virtù,
dominate dal silenzio del crepuscolo.

S’odono sproloqui notturni
di chi tace la menzogna del dire.

Gelida è la coscienza
di chi si logora di fame e solitudine,
infastidito con ipocrisia
da quella folle corsa di amanti.

Quel loro vanesio sogno d’amor cortese
esplode di passione nel segreto della notte.

Ora figure si intrecciano
nel sudore della loro carne rovente,
ora è il mondo che tace
nel loro contorcersi.

Respiro, affanno…
ah, diamine: è solo inganno.

Illusione di un amore 


Questo sonno che stringe troppo forte
il loro desiderio più vero,
annullato da un gallo
che porta con sé la luce del giorno.

Respiro, affanno…
ah, diamine: è solo inganno.

Illusione di un amore 

Ora il saggio riposa il suo viaggio
e resta tristemente in silenzio.

Depone le armi
il folle visionario
che prova lo stesso dolore.

Respiro, affanno…
ah, diamine: è solo inganno.

Illusione di un amore 

Ora tutti restano
a piangere
quegli amanti ancora distanti.

Ora io devo svegliarmi 


giovedì 5 marzo 2026

Gemelli VS Gemelli (la maledizione degli ex)

 

 CAPITOLO 10 
Avete mai lanciato un boomerang da piccoli rimanendo sorpresi dalla sua capacità di tornare indietro esattamente tra le vostre mani ?
Era più sorpresa o angoscia di non prenderlo e magari ricevere una sberla dritta in muso ?
Ecco ora che ho fatto questo preambolo , arrivo al dunque.
Un boomerang per i GEMELLI è ciò che rappresenta qualsiasi EX fidanzato.
Pensavo fosse una maledizione mia , personale e unica questa . 
Invece ... credo sia una prerogativa di questo segno , tanto odiato quanto amato.
Mentre ieri ero in compagnia del mio uomo e di Luca ad un tratto se ne esce il mio Lui al maschile dicendo " Secondo voi dovrei tornare con lei ?"
Solo la sensazione di parlare di ex ha messo in modo la mia estrema capacità autolesionista di ricordare gli istanti più scabrosi di ogni mia MINESTRA riscaldata .
mi volto Verso di lui e "Luca anche tu hai questa sfiga che le ex ritornano?
"Cla tutte sono tornate , tutte... si ma mi non ghe fo pì caso "
Ora io me lo chiedo e lo chiedo a tutti i segni così diversi dal nostro ... 
CHE PROBLEMI AVETE ? Insomma , se io lascio , è perchè voglio altro e desidero di meglio , o di peggio , quest poi dipende dalla mia seconda innata qualità di avere un lanternino per i casi umani emarginati e dimenticati del mondo ... Ma poco importa questo , magari sarà un intermezzo in questa MINIMA MORALIA SUI GEMELLI.
Ecco , allora è il caso di stilare un elenco di considerazioni pratiche su questa dinamica divertente del RITORNO AL PASSATO :
1. Il Boomerang
Gli ex per i Gemelli non sono persone.
Sono boomerang.
Li lanci lontano con grande decisione, convinti che il mondo sia pieno di aria nuova e traiettorie migliori.
Poi un giorno, senza preavviso, li vedi tornare.
Non sempre perché ti amano.
Spesso perché vogliono verificare se esisti ancora nel punto esatto in cui ti hanno lasciato.
Già perchè un Gemelli se ama , è irresistibilmente perso ... cammina sospeso , diventa imbranato e silenzio, facilmente manipolabile , vi porterebbe l'acqua con le orecchie.
Ma se questi tornano , il più delle volte ci trovano in piena rivoluzione o addirittura già completamente cambiati , ogni caduta per i gemelli è un trampolino di lancio per una nuova vita .
Tornando a noi , per questo spesso  il boomerang rientra…
ma non trova più la mano.
















































2. Il Lanternino
Ogni Gemelli nasce con una piccola maledizione.
Un lanternino invisibile.
Non illumina i principi.
Non illumina gli uomini normali.
Non illumina le persone stabili.
No.
Il lanternino si accende solo davanti ai casi umani.
Più il soggetto è emotivamente disastrato, più la luce diventa forte.
Non è amore.
È curiosità antropologica.
Nel mio caso , ho scoperto che aborro completamente la vita agiata a tal punto di ritrovarmi sempre tra le mani ciò che resta di uomini dilapidati da ex molto più intelligenti di me , questo è ovvio ma evidentemente anche più stronze ... ma non erano i gemelli quelli stronzi.
Però c'è da dire che mi vengono dietro cani e porci ... Luca sospetta che sia una vera dannazione , forse un qualcosa di ancestrale e antico ... chissà-
3. La Minestra Riscaldata
Tornare con un ex è come riscaldare una minestra. Preciso , da bravi Gemelli Rincoglioniti sia io che lui abbiamo fatto un secondo giro in giostra con qualcuno dei nostri rispettivi casi umani ..
All’inizio sembra una buona idea.
C’è qualcosa di familiare, qualcosa di tiepido, qualcosa che ricorda casa.
Poi arriva il secondo cucchiaio.
E capisci perché l’avevi messa in frigo.
Gemelli non odiano la minestra riscaldata.
La studiano.
La analizzano.
La raccontano agli amici.
Ma raramente la finiscono.
Rimaniamo esterrefatti dalla capacità dei nostri ex di riagganciarsi alle nostre vite ,come se fossimo dei coglioni noi , ma ripensandoci , ci fanno tenerezza, forse la prima lezione non è bastata . 
Tornano , scassano i maroni , anche senza più affascinarci e poi , noi spariamo .
4. La Memoria Autolesionista
Quando qualcuno pronuncia la parola “ex”, il cervello dei Gemelli apre automaticamente un archivio.
Non parte il ricordo romantico.
Parte il documentario.
Scene tagliate.
Dialoghi imbarazzanti.
Dettagli che nessuno dovrebbe ricordare.
Il problema dei Gemelli non è dimenticare.
È ricordare troppo bene.
Aggiungo una precisazione, io sono una Gemelli con un aggravante, soffro della sindrome dell abbandono , perciò sia che si tratti di essere lasciata sia che si tratti di dover lasciare , soffro terribilmente per un bel periodo , perciò quando i miei ex tornano , la prima cosa che ricordo è il dolore provato alla fine della storia , e quel senso di abbandono e desolazione nel comprendere di aver fallito .

5. Il Ritorno
Quando un ex torna, molti segni si emozionano. Si sentono dei grandi , e soprattutto pensano di essere indispensabili per l altro ... 
NOI ASSOLUTAMENTE NO .
Io personalmente mi sento terrorizzata e stalkerizzata il più delle volte , ma come Luca amo osservare queste creature diversamente modificate.
Non mi chiedo se mi ama ancora, piuttosto , mi chiedo come possa essere possibile piacere di nuovo alla stessa persona dopo aver sviscerato ogni pregio , ed ogni difetto , calcando la mano su quest ultimo per , farsi lasciare ....  
Sono strani questi soggetti ed improbabili . Sicuramente li ho devastati con la mia istrionica esuberanza .. e si sa ... Ti manca se non c'è più quella caotica felicità.
Ma poi ... sarei curiosa di chiedermi...
“Vediamo se questa volta esplode prima.

Risveglio

 GIALLO: Queste pareti sono terribilmente bianche ! dov'è quella strana donna che ci tiene chiusi da mesi nel suo cuore che fatica a pul...