Ho sognato decisamente forte.
Ho incontrato il Diavolo in persona.Uomo magnifico di altri tempi. Moro corporatura robusta e muscolosa, una sorta di Adone.
Tra noi é scattata subito una scintilla oserei dire magica.
La sua voce calma mi Entrava nel cuore.
Ha iniziato a raccontarsi, e nelle sue parole intravedevo una luce potente di Antica saggezza.
Non sembrava quel mostro descritto dai grandi maestri.
Era bello e nella sua evidente malignità particolarmente mansueto.
Ad un tratto mi accompagnò in una sorta di giardino, un po' trascurato per essere un luogo di festa e mi disse, di fare la mia scelta.
Ricordo, eravamo in auto, mi cinse i fianchi e mi baciò, lasciandomi poi là da sola.
Sparì nella torbida nebbia che avvolgeva ogni cosa.
Un po' rattristata per la sua mancanza mi addentrai coraggiosa in quel luogo tutt'altro che ameno e scorsi un piccolo tavolo con quattro sedie, qualche persona nella nebbia, ma non ne distinguevo i volti.
Poi gelo, e una terribile sensazione di angoscia ed il desiderio di scappare lontano.
La vegetazione brulicava di edera e piante odorose che sembravano crescere senza regole al mio passare.
Questo senso di claustrofobia mi fece correre fuori oltre i cancelli, ma di colpo dal cielo iniziarono a cadere dei grossi ragni neri.
Ho subito pensato di aver sbagliato tutto, quei ragni erano la per me.
Senza guardarmi dietro iniziai a correre, e dopo una corsa che sembrava durata un milione di anni mi ritrovai proiettata sul ciglio di un dirupo.
La mano calda del Diavolo mi sfiorò la spalla e mi disse con inganno di stare calma, che tutto sarebbe andato bene.
Bang.
Il mio corpo riverso oltre il dirupo, rotolava in direzione di un cratere pieno di nulla il mio sguardo ancora per poco riuscì ad intravedere un divertito Diavolo che, con le sue parole e la sua amicizia era stato così crudele da farmi credere a quell'amore impossibile.
Occhi chiusi, labbra secche. Una più esile mano mi sfiorò bla guancia.
Era sempre lui, ma questa volta il suo sorriso era sincero.
Mi disse che la mia scelta aveva risposto alle sue aspettative e che finalmente ero libera.
Stropicciandomi gli occhi mi guardai attorno, non c'era più nulla di famigliare in ciò che mi circondava ed il mio cuore venne rapito da una sensazione di forte angoscia.
Era tutto davvero troppo semplice e luminoso per me. E la mia condizione Umana era Diventata comune e tristemente omologata a tanti là davanti a me.
Cercai di capire come tornare indietro, ma ormai la scelta era stata Fatta, mio malgrado, una scelta dettata dal cuore più che dalla ragione.
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