"Una lapide in riva al sentimento dell'attesa .
"visse aspettando un cambiamento , morì che il tempo lo aveva cambiato in silenzio, senza troppe cerimonie."Parlava poco ultimamente, sempre impegnato a cercare il modo per fuggire al inevitabile.
E mentre picchiettava le dita sul tavolo, luce fioca della lampada ad olio, la morte bussó alla sua porta.
La accolse con diffidenza come si riceve un qualsiasi ladro di speranze.
Lungamente rimase in silenzio ad osservare quella cupa figura, che a sua volta, lo guardava con estrema commiserazione.
Rompere quel silenzio chiassoso risultava per entrambi molto difficile.
Non c'erano cose da dire, ed argomenti da affrontare.
Ormai non c'era tempo.
Già il tempo, quel bastardo diavolo del Tempo. Lui se la rideva da sotto al tavolo masticando tabacco e giocando a scacchi con il Tic Tac del grande orologio, sputava e rideva, rideva e sputava sempre più forte.
Ad un tratto la Morte si schiarì la cupa voce e gli propose di rivivere un ultimo istante come a voler farsi beffa del Tempo maligno.
Una frazione di secondo di vita di nuovo tra le dita, come le ultime note di una canzone.
Cuore colmo di emozioni contrastanti, molta confusione nel cervello, quale poteva essere quel momento scelto tra troppi istanti.
E lei apparve.
Labbra gonfie d'amore, occhi bagnati da notti tormentate da un sentimento impossibile.
Troppo bello per fermare tutto.
Troppa voglia di assaggiare ancora una volta tutto quello.
Che immenso rimpianto quell'amore non vissuto. Perduto per la sua fottuta paura di sceglierla tra un milione di altre cose da fare.
Allungó la mano, accennó un sorriso ma tutto scomparve in una grande illusione.
Non era pronto, ma il tempo ero finito.
La morte si alzò, senza fare rumore, uscì spegnando la lampada ad olio e lasciando lui riverso su se stesso, lacrime agli occhi. "
CRisalidi