Crisalidi performer Artescalza
Crisalidi , artista performer , un mix di ogni esperienza , dalle esposizioni pittoriche al teatro , passando per il canto e trovando il suo spazio tra le parole . Nasce nel 1981, muore nel 2022, rinasce nel 2023. Due vite differenti . Crisalidi prima della Violenza , animo dolce e sognatore, carica di passione e di ingenua speranza . CRisalidi dopo la Violenza . Sogni interrotti da uno scossone così violento da , cambiarla nell'anima profondamente . Per sempre .
mercoledì 4 febbraio 2026
BANDIERA
sabato 31 gennaio 2026
Brucia
Brucia , il mio sentire che ,
sbatte ancora una volta la faccia su questo muro di silenzio
dannata incomprensione di un simile brutale istante che sento infinito .
Eppure , me lo avevi detto , sapevo che saresti andato via
ma ...
la violenza di questo tuo scomparire ha sterilizzato ciò che restava della mia utopia
Ora non rincorro più farfalle immaginarie , e non la sento quella vocina impertinente
hai spento me
hai spento tutto ,
Brucia il mio sentire che ,
Cerca nella memoria l attimo prima della fine
non ricorda altro che la luce dei tuoi occhi ,
non c'era più quella scintilla , già , me ne sono accorta
machiavellico amico , che ora tace
ho vissuto una vita che ora ho perduto nel ennesimo cassetto dei ricordi che
prego dio di coprire presto dalla dimenticanza
Cose abbandonate
Tutto tace , intrappolato o forse solo sospeso in un tempo che non ha una fine ,
Ogni cosa in un suo luogo abbandonata , da una dimenticanza superficiale
Ed ora , quelle stesse cose assopite , prendono a sorpresa vita , sembrano ciò che resta di sentimenti sempre in contrasto
Un frigo ancora grondante di ghiaccio, il forno cassaforte di pochi ricordi di famigliare normalità , un tavolo ancora capricciosamente in disordine svela passioni e tormenti di chi , poco prima muoveva energie umane .
Ma che succede , ogni oggetto , sembra dimenticato , da quelle mani ansiose di nuove avventure .
Libri divorati più volte ora tacciono , in un silenzio che sembra cancellare anche le loro parole ,pagina ,su pagina.
ciò che resta di un ultimo fugace e gelido pasto resta posato a caso in un angolo di una cucina improvvisata e dimenticata nella sua polvere .
Abiti un pò ovunque , li immagino animarsi ogni notte in una malinconica interpretazione di ciò che fu un tempo .
Odore acre , quello che per mesi si muoveva indisturnbato , ora è denso e pregno di disarmante solitudine .
Fa freddo , ora nessun cuore riscalda quel piccolo luogo , che piange disegni dai muri , anche loro , forse avrebbero voluto esere loro liberati da un incubo consumato di sesso e lussuria in un letto ora tomba di ciò che fu.
giovedì 29 gennaio 2026
Incontri diabolici
Ho sognato decisamente forte.
Ho incontrato il Diavolo in persona.Uomo magnifico di altri tempi. Moro corporatura robusta e muscolosa, una sorta di Adone.
Tra noi é scattata subito una scintilla oserei dire magica.
La sua voce calma mi Entrava nel cuore.
Ha iniziato a raccontarsi, e nelle sue parole intravedevo una luce potente di Antica saggezza.
Non sembrava quel mostro descritto dai grandi maestri.
Era bello e nella sua evidente malignità particolarmente mansueto.
Ad un tratto mi accompagnò in una sorta di giardino, un po' trascurato per essere un luogo di festa e mi disse, di fare la mia scelta.
Ricordo, eravamo in auto, mi cinse i fianchi e mi baciò, lasciandomi poi là da sola.
Sparì nella torbida nebbia che avvolgeva ogni cosa.
Un po' rattristata per la sua mancanza mi addentrai coraggiosa in quel luogo tutt'altro che ameno e scorsi un piccolo tavolo con quattro sedie, qualche persona nella nebbia, ma non ne distinguevo i volti.
Poi gelo, e una terribile sensazione di angoscia ed il desiderio di scappare lontano.
La vegetazione brulicava di edera e piante odorose che sembravano crescere senza regole al mio passare.
Questo senso di claustrofobia mi fece correre fuori oltre i cancelli, ma di colpo dal cielo iniziarono a cadere dei grossi ragni neri.
Ho subito pensato di aver sbagliato tutto, quei ragni erano la per me.
Senza guardarmi dietro iniziai a correre, e dopo una corsa che sembrava durata un milione di anni mi ritrovai proiettata sul ciglio di un dirupo.
La mano calda del Diavolo mi sfiorò la spalla e mi disse con inganno di stare calma, che tutto sarebbe andato bene.
Bang.
Il mio corpo riverso oltre il dirupo, rotolava in direzione di un cratere pieno di nulla il mio sguardo ancora per poco riuscì ad intravedere un divertito Diavolo che, con le sue parole e la sua amicizia era stato così crudele da farmi credere a quell'amore impossibile.
Occhi chiusi, labbra secche. Una più esile mano mi sfiorò bla guancia.
Era sempre lui, ma questa volta il suo sorriso era sincero.
Mi disse che la mia scelta aveva risposto alle sue aspettative e che finalmente ero libera.
Stropicciandomi gli occhi mi guardai attorno, non c'era più nulla di famigliare in ciò che mi circondava ed il mio cuore venne rapito da una sensazione di forte angoscia.
Era tutto davvero troppo semplice e luminoso per me. E la mia condizione Umana era Diventata comune e tristemente omologata a tanti là davanti a me.
Cercai di capire come tornare indietro, ma ormai la scelta era stata Fatta, mio malgrado, una scelta dettata dal cuore più che dalla ragione.
mercoledì 28 gennaio 2026
Il dipinto più bello
«Ciao.»
«Ciao.
Sono il tuo dipinto.
Sono la tua immagine riflessa, l’espressione di ogni istante emotivo della tua vita.»
«Sono imbarazzata… non credevo che una cosa simile sarebbe mai accaduta.»
«Quale cosa?»
«Che uno dei miei dipinti trovasse finalmente il coraggio di parlarmi.
Sono emozionata.»
«Abbiamo sempre cercato di parlare con te, mamma.
Ma non sapevamo come la tua fragile anima surrealista avrebbe potuto reagire.»
«Sento vibrazioni positive in questi istanti, mentre mi lascio rapire da voi, tesori preziosi:
i miei pensieri che prendono vita in colori cangianti, in materia densa e pregna di me.
Posso parlare a ruota libera?
Vorrei godere il più possibile di questo dono che mi avete fatto.»
«Tu generi le nostre vibrazioni.
Tu scegli e trasporti il tuo dolore, la tua gioia, la tua paura su di noi,
che nasciamo spogli, proprio come bambini.
Per questo siamo noi che vogliamo ascoltare i tuoi pensieri.»
«Allora mettetevi comodi…
che vi racconto una storia.»
Una bambina, molto tempo fa, aveva un bisogno immenso di comunicare al mondo le sue emozioni.
Ma il destino — o forse il libro scritto per lei — era tutt’altro che fiabesco.
I colori erano l’unica cosa che la rendeva visibile al mondo.
Eppure gli umani intorno a lei sembravano sfiorarne la vita senza prendersene cura.
Consapevole fin da subito del proprio esistere, si chiuse in se stessa,
creando nella sua testolina mondi immaginari, colmi di ciò che nel reale era assenza.
Le sue giornate scorrevano nella solitudine,
e quel vuoto — presenza fedele e al tempo stesso inquietante —
si frappose per sempre tra la sua vita e il mondo esterno.
Solo quando disegnava sentiva il battito del suo cuoricino animarsi,
riempirsi di una strana e piacevole sensazione.
Dovettero passare molti anni prima che potesse comprendere il valore
di quel sentire vibrante e passionale.
Percorreva ogni istante delle sue giornate immaginando amici fantastici,
che col tempo imparò a intrappolare e liberare nei disegni.
Qualche grande critico, anni dopo, li avrebbe definiti
«ghirigori surreali e metafisici».
Ma torniamo a noi.
I colori, ascoltando quel racconto carico di pathos,
iniziarono a colare in piccole gocce preziose
che, senza rendersene conto,
generarono il dipinto più bello.
Emma
Levante
Giorno che nasce al centro del cuore , sa di rugiada di sale e torpore
senza passare istanti distanti
rimango silente a giocare in un luogo di pareti imbiancate ed ignorato da umani passanti
Avanti
gestisco le parole ma sento che non muovono un solo masso
nel cuore rovinato della vostra ipocrisia
malanno dissoluto
inganno che mi regge il corpo ma lo sento vuoto assoluto
Solvente , e dissolvente ,
irreverente
questo barbaro vivere senza senso
non ho più voglia non ti penso
io sono il tuo sorpasso in emergenza
sono la parola mai data in una affermazione insensata
quanto raccolsi fiamme incendiate in questa esistenza
domenica 25 gennaio 2026
Condannati
Era una condanna la prima volta che l'ho vista. Mi chiedo quante ragazzetti abbia amato e lasciato perseguiti come un fantasma, allora posso essere un fantasma per prevederti Lo tengo per un atto di cura . alcuni ragazzi ci provano troppo tardi.
Meravigliata da chi non ci prova affatto, però. È più giovane del tuo filo, ma si comporta come un uomo, quindi non vedo niente di meglio, lo tieni per sempre Come una vendetta. Sarà pronto quando sarà tempo
Dritto al cuore come per errore è troppo grande per tenere traccia del dolore
BANDIERA
Ogni bandiera è una catena , che sin dal principio rapida si insinua nel individuo che , ignaro mangia un gelato , in questa magica notte di...
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Labbra sbucciate dal freddo di un amore arrivato al tramonto in un inverno gelido ,ella cerca di scaldare ancora ciò che resta di un baule...
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E' angoscia , quel peso che mi tiene distante da ciò che prima rincorrevo con passione? Forse si . Oppure no. Dipendenza da situazioni...
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Forse non vedrò l'alba del prossimo anno,mi sento sgretolare fisicamente , e dopo l'anima che mi è stata strappata allontanandomi ...