lunedì 23 febbraio 2026

Sciacalli

 Dei cuori immacolati di vergini attempate

Lo scherno degli idioti si scaglia a grandi ondate

Li vedo e non rispondo

Son fuori dal mio mondo

Sciacalli senza amore,

Mi schifa il loro odore

Son stanca di tacere

Il silenzio vi dà potere

Muovetevi distanti 

odiosi sciacalli umilianti 

io sono ciò che sono

son giusta oppure no io non chiedo perdono

Sei sterile rispetto a me 

io sono la luce in fronte a te


UN CRISALIDI

 “È difficile spiegare come nasce un CRisalidi , c’è un omino che si aggira per la tela , ora lo vedo che salta tra le linee e , si arrampica sui tasti di una chitarra a forma di pera , o è una Pera a forma di chitarra .

Muove i suoi passi , il volto imprigionato in una gabbia che ricorda un tamburo , o forse sta battendo il tempo della tela sul tamburo , e poi accanto un animale fantastico , un mix tra umano e volpe interagisce con il bordo del foglio dal quale si ergono con armonia figure floreali con fiori che ricordano vagamente fuochi artificiali .
Poi si prosegue ed ecco che una scacchiera si fa spazio con un cavallo un re una regina e dalla torre appare chiaro il sorriso di un fante .
Qualcuno ha giocato a Sudoku sulla tela , ma ci sta .
La matematica è così simile all’arte che a volte mi perdo anche io tra numeri immagini e sequenze numerate con logica “

FOGLIA

Trema la foglia in autunno
stretta al suo ramo sicuro,
sa che il tempo non perdona
neanche ciò che sembra puro.
Era ancora, era respiro,
verde luce contro il cielo,
ora sente un brivido lento
scivolarle dentro il velo.

Pre-Ritornello
E lo sa che sta arrivando
quel vento un po’ più forte,
che non chiede mai permesso
quando cambia la tua sorte.

Ritornello
E volo via, tra chioma e radici,
leggera ma piena di cicatrici,
mi stacco dal ieri che mi teneva su,
cado nel mondo che non conosco più.
E mentre il cielo mi lascia andare,
imparo piano a ricominciare,
perché ogni fine che sembra finire
è solo un modo diverso di vivere.


Strofa 2
Un colpo secco, poi silenzio,
il passato resta in alto,
gira il mondo sotto gli occhi
come un ultimo assalto.
Sembra un sogno capovolto,
aria fredda sulla pelle,
tra paura e meraviglia
si arrende alle stelle.

Pre-Ritornello
Non è morte, è trasformarsi,
è cambiare direzione,
ogni caduta è una porta
che si apre in un’altra stagione.

Ritornello
E volo via, tra chioma e radici,
leggera ma piena di cicatrici,
mi stacco dal ieri che mi teneva su,
cado nel mondo che non conosco più.
E mentre il cielo mi lascia andare,
imparo piano a ricominciare,
perché ogni fine che sembra finire
è solo un modo diverso di vivere.


Bridge (più intenso, quasi sussurrato all’inizio)
E ora a terra non tremo più,
sono silenzio che nutre laggiù,
non sono sola nel mio cadere,
divento terra, divento potere.
Sotto le scarpe dei giorni che vanno
scricchiola piano ciò che eravamo,
ma da ogni suono che sembra spezzarsi
nasce qualcosa che deve svegliarsi.


Ritornello Finale (più aperto, corale)
E volo ancora, tra chioma e radici,
non siamo foglie, siamo radici,
ci stacchiamo da ciò che ci tiene su
per trovare un cielo che non sapevamo più.
E mentre il tempo ci fa cambiare
ci insegna piano a non tremare,
perché ogni fine che sembra finire
è solo un modo diverso di fiorire.



IL MONDO E' BELLO


Strofa 1
Bugiarda la bocca che dice il mondo è bello,
non raccontarmi favole sterili di realtà
La terra trema e se ne frega,
spacca case, ossa, fiato.
Nasce dal fango  e frana 
continenti alla deriva che si sono divorati
Ogni era è  cimitero
coperto di nomi dimenticati.

Pre-Ritornello
Ci vendono il sole nei calendari,
ma fuori piove sangue sui marciapiedi.

Ritornello
Il mondo non è bello,
è un posto che mastica e sputa 
Ti cresce addosso come ruggine
e ti chiama “così è la vita”.
Il mondo non è bello,
non è un quadro appeso al muro.
È una ferita che respira piano
e non promette futuro.


Strofa 2
I bambini sono Meraviglia 
Finché qualcuno non li spezza.
Finché la fame non li piega,
finché la paura non li addestra.
Le donne sono belle,
finché non diventano bersaglio.
Finché un uomo malato
non scambia il possesso per orgoglio.

Pre-Ritornello
E poi silenziosi tribunali 
e le colpe cucite addosso alle vittime.

Ritornello
Il mondo non è bello,
è un posto che mastica e sputa 
Ti guarda bruciare piano
e lo chiama democrazia.
Il mondo non è bello,
non è un posto sicuro.
È una stanza senza finestre
con scritto sopra “futuro”.


Bridge (parlato, sporco, quasi sussurrato)
I figli crescono e si dimenticano.
Le madri a volte abbandonano.
I padri a volte distruggono.
I politici sorridono.
Le chiese pregano.
Le guerre continuano.
E Dio?
Resta in silenzio.


Ultimo Ritornello (più forte, urlato)
Il mondo non è bello,
non lo è mai stato davvero.
È un campo minato di promesse
che esplodono per davvero.
Il mondo non è bello,
ma io apro il petto lo stesso.
Perché se amo fino a farmi male
almeno non sono come il resto.


Outro (più intimo)
E quando chiudo gli occhi
e penso ciò che provo
per un figlio,
per un uomo,
per un vecchio che trema,
per un animale che mi guarda —
allora sì…

non è il mondo ad essere bello.
Sono io ad essere bella 

se non smetto di amare.

COERENZA


Ho sempre raccontato i miei successi.
Il mio impegno.
Le mie battaglie vinte.

Vi ho abituati bene: quando brillavo, c’ero.

Poi è arrivata la violenza.
Poi il lutto.
Poi un gennaio che non augurerei a nessuno.

E ho smesso di raccontare.

Non per incoerenza.
Per sopravvivenza.

Qualcuno si chiede quando “metterò la testa a posto”.
La risposta è semplice: la mia testa è l’unica cosa che mi ha tenuta viva.
Quando perdi la casa, quando l’uomo che ami torna in manette, quando vaghi per settimane tra ospitalità generose e sorrisi interessati, la stabilità non è un’opinione. È resistenza.

Ho visto l’ipocrisia in alta definizione.
Ho sentito il peso dei giudizi di chi non ha mai retto neppure un decimo di ciò che io ho attraversato.
Ho imparato che molti amano assistere alla caduta più di quanto sappiano sostenere la risalita.

Non scrivo per farmi compatire.
Non ho bisogno di martiri né di pubblico.

Scrivo perché la coerenza, per me, significa non raccontare solo la luce.
Significa ammettere il buio senza diventarne complice.

Ho perso.
Ho sofferto.
Ho taciuto.

Ma non mi sono spezzata.

Grazie a me stessa sono ancora qui.
Con le mie canzoni.
Con mia figlia.
Con qualche presenza vera — poche, ma reali.

Non sono qui per essere capita da tutti.
Sono qui perché ho resistito.

E questo, con eleganza, basta

PRESENTAZIONE ARTISTICA

 

Presentazione Artistica

Claudia Rossetti – CRisalidi
Fondatrice di Artescalza Palestra d’Arte

Non scrivo canzoni.
Scrivo ferite che imparano a cantare.

Sono Claudia Rossetti, in arte CRisalidi. Nasco come artista visiva, ma la parola è sempre stata il mio strumento più tagliente. La musica è arrivata come necessità: quando il testo non basta più a stare fermo sulla pagina, chiede ritmo, chiede voce, chiede corpo.

La mia scrittura è istintiva, viscerale, carnale. Non nasce per compiacere: nasce per trasformare. Ogni testo è una metamorfosi. Il mio nome d’arte lo dichiara apertamente: una crisalide non è mai definitiva, è passaggio, tensione, rottura dell’involucro.

Fondatrice di Artescalza Palestra d’Arte, porto avanti da anni un lavoro di contaminazione tra parola, performance, pittura e suono. Per me la musica non è accompagnamento: è detonatore. È lo spazio in cui il testo smette di essere solo significato e diventa vibrazione fisica.

Scrivo di identità che si spezzano e si ricompongono.
Di desiderio, di rabbia, di sopravvivenza.
Di femminile non addomesticato.
Di fragilità che non chiede scusa.

Le mie liriche hanno una struttura ritmica interna forte, quasi percussiva. Lavoro sulla musicalità delle consonanti, sull’eco delle vocali, sui silenzi come pause drammatiche. Ogni parola ha un peso sonoro prima ancora che semantico.

Partecipo a questo concorso non per adattarmi a un suono, ma per incontrarlo.
Cerco una musica che non mi accompagni: che mi sfidi.
Perché quando la mia parola incontra il suono giusto, non si limita a essere cantata.
Esplode.

CRisalidi non è uno pseudonimo.
È un processo in atto.

EMMA

 Mani salde al petto nascosto di pudore e timidezza 

cos'è quel sorriso lieve che accenni quando pensi alla tua esistenza ?

Calzate scarpe comode e a passo sicuro sei andata oltre 

La porta di casa che appare e scompare alla tua esile figura .


Mani a posate su quel tuo sorriso timido ed insicuro 

cos'è che ti fa provare emozioni maliziose sei così bambina ancora?

Lo zaino pesa la tua cultura ora ti rincorre , un giorno sarai tu a rincorrere il sapere 

Porta chiusa nel sentiero che si fa sempre più lungo ed intriso di magia per te , timore per me .


Mani intrecciate ad altre ebano che sembrano proteggere un segreto 

cos'è che celi con così tanto ardore , oltre il tuo sorriso che ora è liberato al mondo ?

Capelli sciolte che disegnano con precisione la tua femminilità che arde di giovinezza .

Porta spalancata per una madre, che vorrebbe starti sempre accanto , nel vento , nel cuore.

Sciacalli

 Dei cuori immacolati di vergini attempate Lo scherno degli idioti si scaglia a grandi ondate Li vedo e non rispondo Son fuori dal mio mondo...