sabato 23 maggio 2026

L ultimo istante

 "Una lapide in riva al sentimento dell'attesa .

"visse aspettando un cambiamento , morì che il tempo lo aveva cambiato in silenzio, senza troppe cerimonie."
Parlava poco ultimamente, sempre impegnato a cercare il modo per fuggire al inevitabile.
E mentre picchiettava le dita sul tavolo, luce fioca della lampada ad olio, la morte bussó alla sua porta.
La accolse con diffidenza come si riceve un qualsiasi ladro di speranze.
Lungamente rimase in silenzio ad osservare quella cupa figura, che a sua volta, lo guardava con estrema commiserazione.
Rompere quel silenzio chiassoso risultava per entrambi molto difficile.
Non c'erano cose da dire, ed argomenti da affrontare.
Ormai non c'era tempo.
Già il tempo, quel bastardo diavolo del Tempo. Lui se la rideva da sotto al tavolo masticando tabacco e giocando a scacchi con il Tic Tac del grande orologio, sputava e rideva, rideva e sputava sempre più forte.
Ad un tratto la Morte si schiarì la cupa voce e gli propose di rivivere un ultimo istante come a voler farsi beffa del Tempo maligno.
Una frazione di secondo di vita di nuovo tra le dita, come le ultime note di una canzone.
Cuore colmo di emozioni contrastanti, molta confusione nel cervello, quale poteva essere quel momento scelto tra troppi istanti.
E lei apparve.
Labbra gonfie d'amore, occhi bagnati da notti tormentate da un sentimento impossibile.
Troppo bello per fermare tutto.
Troppa voglia di assaggiare ancora una volta tutto quello.
Che immenso rimpianto quell'amore non vissuto. Perduto per la sua fottuta paura di sceglierla tra un milione di altre cose da fare.
Allungó la mano, accennó un sorriso ma tutto scomparve in una grande illusione.
Non era pronto, ma il tempo ero finito.
La morte si alzò, senza fare rumore, uscì spegnando la lampada ad olio e lasciando lui riverso su se stesso, lacrime agli occhi. "
CRisalidi

venerdì 22 maggio 2026

Pensieri di Seneca

 Seneca smise di seguire le paurose storielle del cazzo.

Non che prima avesse avuto grande interesse per loro; erano solo ombre danzanti sulle pareti della sua mente, piccole allucinazioni di timore e desiderio che si aggrovigliavano come serpenti invisibili.

Un giorno, mentre camminava su una strada fatta di marmellata di lampioni, incontrò un gallo che parlava il latino con accento napoletano.
“Perché fuggite dalle vostre paure?” disse il gallo, con un occhio che rideva e l’altro che piangeva.
Seneca scrollò le spalle, sentendo un brivido salire dalla schiena fino alla nuca.

In quel momento, i racconti paurosi cominciarono a trasformarsi. I mostri avevano teste di vecchie chiocciole e corpi di piume fluorescenti, e ogni volta che tentavano di spaventarlo, invece gli facevano il solletico. Ridendo, Seneca scoprì che la paura non era mai stata altro che una stanza vuota.

E lui aveva smesso di bussare alle porte sbagliate.

La città cominciò a respirare come un drago addormentato. Le strade si piegavano verso il cielo a mo’ di spaghetti giganti, e i lampioni diventavano fiori carnivori che ridevano con bocche di zucchero filato. Ogni finestra era un occhio che osservava e sbadigliava segreti.

Seneca inciampò su un tappeto volante che puzzava di formaggio blu. Le nuvole cadevano come piume di pavone, e ogni piuma diventava un topo con la voce di un tenore.

Un’orchestra di ombre lo inseguiva: cavalli con ali di carta da forno, lampade che sussurravano formule dimenticate, bicchieri di latte che piangevano menta.

Ma Seneca rideva.

Perché le paure erano diventate gelatinose.

E poi accadde qualcosa di diverso.

Non era più un gioco di mostri o città impossibili. Era come se il mondo si fermasse un istante e qualcuno cambiasse la luce dentro le cose.

E una voce—non esterna, non interna, ma di mezzo—cominciò a parlare.

Ragazzi, questa frase sembra complicata, ma in realtà riguarda tutti noi.

“Io so di non sapere.”
Non è una debolezza. È il punto di partenza della conoscenza.
Significa: non possiedo la verità, quindi posso ancora cercarla.
Chi lo capisce smette di irrigidirsi nel proprio pensiero.

“Io so di non essere.”
Qui il discorso si rompe ancora di più.
Non significa che non esistiamo, ma che non siamo qualcosa di fisso.
L’“io” non è una forma solida: è un flusso che cambia continuamente.
Pensieri, emozioni, ricordi—tutto passa, tutto si trasforma.

“Il mio io interiore.”
Non è un centro segreto e immobile.
È il punto da cui osservi tutto questo movimento senza esserne schiacciato.

E allora, in parole semplici:

Sapere di non sapere = umiltà mentale.
Sapere di non essere = libertà dall’identità rigida.
Io interiore = coscienza che osserva senza aggrapparsi.

Seneca ascoltava questa voce come se venisse dal caleidoscopio stesso.

E infatti lo vide.

Quel maledetto oggetto, che si credeva un pavone, continuava a moltiplicare il mondo in frammenti lucidi e ingannevoli.

E la voce concluse, senza alzare il tono:

Chi sa di non sapere resta aperto.
Chi sa di non essere resta libero.
Chi osserva senza afferrare… smette di avere paura.

Seneca sollevò il caleidoscopio.

Lo guardò come si guarda una bugia finalmente capita.

E sorrise.

“Ecco,” disse. “Non erano i mostri.”

Fece una pausa.

“Ero io che li moltiplicavo.”

Poi lasciò cadere il caleidoscopio.

I frammenti esplosero a terra come un fuoco d’artificio silenzioso.

E per la prima volta, non rimase nulla da interpretare.

Solo un cielo semplice.

venerdì 15 maggio 2026

La Gatta Nera

 Così i momenti passano 

Tra gli interstizi dei sogni

ed attimi profondi di silenzio

adesso tutto appare chiaro

adesso ho compreso 

lo spazio nero della notte

è luce per la mia anima

Sono una gatta che vede nelle tenebre

mentre il sole inganna la vostra vista

e morfeo ruba le vostre passioni 

quando invece io  brucio di loro 

negandomi il piacere del palco

Ogni vita è una medaglia 

Sei testa o croce, questo disarma 

venerdì 8 maggio 2026

intervista a crisalidi

 

Domande sull’arte e sul ritorno

  • Cosa significa per te tornare oggi sulla scena artistica?

  • Devo essere onesta , ho un caos nella testa che , gestisco a fatica. Posso dire che tornare per me significa , guarire anche agli occhi della gente.

  • Hai mai avuto paura di non riuscire più a esprimerti attraverso l’arte?

  • Ho sempre paura di non riuscire ad esprimermi attraverso l'arte, finchè esiste il timore di un incomprenzione, c'è la giusta attenzione e concentrazione su ciò che si vuole creare e comunicare 

  • In che modo senti di essere cambiata rispetto alle tue prime performance?

  • Prima volevo piacere , generare emozioni per unire la comunità. Ora voglio emozionarmi io .

  • Cosa ti ha riportata davanti al pubblico?

  • La mia natura istrionica e la mia voglia di mettermi alla prova . E , la voglia di dimostrare che , la ,depressione ha perso .

  • Questo ritorno è una rinascita o una resa dei conti?

  • Non lo considero nè una rinascita nè una resa dei conti , considero il ritorno come , un nuovo capitolo della storia della mia arte..

  • Qual è stata la ferita più grande che hai trasformato in linguaggio artistico?

  • Il lutto per  una madre ancora viva.

  • Ti senti più libera oggi o più vulnerabile?

  • Ora mi sento libera , e vulnerabile , la vulnerabilità dovrebbe far parte un pò di tutti , ma ho scoperto solo sulla mia pelle che è vulnerabile chi ha un'anima sensibile ed un senso di umiltà anche davanti alla propria grandezza.

  • Cosa vuoi che il pubblico provi entrando nelle tue esposizioni?

  • Ciò che gli pare , non ho mai voluto guidare le emozioni del pubblico . Spero che ne provino , siano esse positive , siano anche negative. Chi prova emozioni conosce l'empatia.

  • Quanto conta il corpo nel tuo lavoro?

  • Il corpo è un mezzo di lavoro , al pari del pennello , dei colori di una tastiera o di qualsiasi altra cosa possa servirmi per creare .

  • La tua arte nasce più dalla rabbia, dall’amore o dalla sopravvivenza?

  • La mia arte nasce dalla mancanza , dall'abbandono e dalla sopravvivenza.

Domande sul processo creativo

  • Come nasce una tua performance?

  • Non esistono linee guida , o punti di partenza prestabiliti. Una mia performance può nascere da qualsiasi cosa, un'intuizione, un ricordo , un'espressione , un discorso , una parola, qualcosa che ha suscitato il mio interesse .

  • Parti da un’immagine, una frase, una ferita o un’emozione?

  • Parto da me

  • Quanto spazio lasci all’improvvisazione?

  • Tutte le mie performance sono frutto di una capacità assurda di improvvisare qualsiasi cosa.

  • Il caos nei tuoi lavori è reale o costruito?

  • Il caos è mio compagno di avventure

  • Qual è il rapporto tra estetica e distruzione nelle tue opere?

  • Può essere considerata estetica anche la distruzione delle opere.

  • Perché scegli spesso atmosfere crude, disturbanti e viscerali?

  • Perchè mi danno un senso di assoluto e di integrale 

  • Ti interessa provocare o preferisci creare empatia?

  •  La prima versione di me era interessata ad entrambe le cose, adesso non mi interessa nessuna delle due. Son concentrata sul mio essere creativo a tal punto da dimenticare a volte di essere tra la gente,

  • C’è una parte di te che resta sempre nascosta al pubblico?

  • La parte che ho svenduto nella prima versione di me.

  • Quanto conta il silenzio nelle tue performance?

  • IO sono assolutamente rumorosa, sia dentro che fuori , il silenzio deve essere qualcosa che riguarda l'ambiente che mi circonda nel momento della creazione , non potrei pù propormi in locali chiassosi ed indubbiamente disisinteressati alla mia partecipazione.

  • Qual è l’opera che senti più vicina alla tua identità?

  • Sembrerà strano ma non ho opere così vicine alla mia identità , poichè tutte riflettono una parte di essa ma nessuna rappresenta il vaso di pandora di essa.

Domande personali e profonde

  • Hai attraversato anni molto difficili: quanto hanno inciso sulla tua arte?

  • Questi anni mi hanno forgiata artisticamente parlando , ma resa molto fragile per quello che riguarda la vicinanza con gli altri .

  • Ti senti compresa dal mondo artistico italiano?

  • Vorrei essere compresa da mia madre . Sarebbe un buon inizio.

  • Hai mai pensato di mollare tutto?

  • Mai , la mia arte mai.

  • Cosa significa sentirsi sola mentre tutti guardano?

  • Proprio quello che hai detti , significa sentirsi soli mentre gli altri guardano

  • Qual è stato il momento in cui hai capito di doverti salvare?

  • Quando ho scoperto che l uomo che amavo era in realtà il peggiore di tutti quelli che mi stavano vicino

  • L’arte ti ha guarita o ti tiene aperta la ferita?

  • Una ferita simile non guarirà mai , è da quel sangue che continueranno ad uscire le mie ispirazioni 

  • Cosa diresti oggi alla donna che eri quattro anni fa?

  • Non accettare mai un invito semplice come un caffè da chi non conosci .

  • Ti senti ancora fragile?

  • Non mi fido di nessuno , ma questa non è fragilità è insegnamento .

  • Quanto è difficile esporsi quando si porta addosso dolore reale?

  • Quando mi espongo , io fisso un punto oltre l orizzonte  che mi permette di non vedere chi ho davanti .

  • Cosa non perdonerai mai?

  • Mia madre , per non essere corsa in ospedale quando l'avevo chiamata che ero stata violentata poche ore prima e poi la sua assurda decisione di impormi il suo silenzio. Avrei avuto bisogno di amore più che mai , per non perdermi oltre l abisso di una terribile malattia.

Domande provocatorie

  • Alcuni definiscono la tua arte “scomoda”: ti fa piacere?

  • Ne sono felice .

  • Hai mai avuto paura di scandalizzare troppo?

  •  Lo scandalo vero è l'ipocrisia di chi vuole apparire perfetto con mille scheletri nascosti un pò ovunque , i miei pranzano con me alla luce del sole-

  • Il pubblico oggi è pronto per un’arte emotivamente brutale?

  • Il pubblico è pericoloso , dannatamente importante ma assolutamente pericoloso , bisognerebbe selezionare chi riesce a comprendere certe dinamiche artistiche .

  • Ti senti fuori dai circuiti tradizionali dell’arte?

  • Con orgoglio so di non averne mai fatto parte

  • Credi che il dolore venga romanticizzato nel mondo artistico?

  • La storia ne è piena di artisti del dolore meravigliosamente incompresi , nessun romanticismo , è brutale realtà

  • Ti sei mai sentita usata o fraintesa artisticamente?

  • Non ho mai permesso a nessuno di usarmi artisticamente parlando , fraintesa ? Tutte le volte che mi sono fidata di ex soci .

  • Quanto c’è di autobiografico nelle tue performance?

  • Tutto.

  • Le tue opere parlano più di morte o di rinascita?

  • Parlano di sopravvivenza , rispettano la morte , e sorridono ad ogni rinascita.

  • Sei interessata al successo o alla verità?

  • Volevo essere immortale , io morirò le mie opere no. Ci sono riuscita , senza successo e sapendo di non sapere.

  • Cosa pensi dell’arte “perfetta” e sterile?

  • Che non è arte.

Domande sul futuro

  • Cosa vedremo nelle prossime esposizioni?

  • Non ne ho la più pallida idea,ed essendo una che improvvisa molto trovo della coerenza nella mia risposta

  • Hai un progetto che senti rivoluzionario?

  • Tutto è stato più o meno proposto , a me interessa essere coerente non rivoluzionaria.

  • Ti piacerebbe portare le tue performance fuori dall’Italia?

  • Si , a quale artista non piacerebbe

  • C’è un artista con cui sogni di collaborare

  • Con Modigliani ;)

  • Come immagini la tua evoluzione nei prossimi anni?

  • Ecco , a questa domanda non so rispondere sicuramente avrò i capelli bianchi .

  • Vorresti trasformare le tue performance in cinema o teatro?

  • Vorrei presentarle per le piazze e per i teatri 

  • Qual è il messaggio che vuoi lasciare oggi?

  • Sono una Crisalide che ha fatto un patto con la Fenice . Risorgo sempre .

  • Hai ancora qualcosa da dimostrare?

  • Alla bambina che fui , che l'amore che provo per lei è immenso e che il vuoto lasciato da due madri che non l'hanno voluta lo riempiremo di fiori e bellezza.

  • Qual è la tua più grande ossessione artistica attuale?

  • I visi 

  • Se dovessi descrivere il tuo ritorno con una sola parola, quale sarebbe?

  • In punta di piedi ma con la musica alta

Domande molto intime e cinematografiche

  • Quando ti guardi allo specchio, chi vedi davvero?

  • Finalmente vedo me

  • Cosa ti terrorizza più del silenzio?

  • Il silenzio di chi amo , il mio silenzio io lo adoro.

  • Quale parte di te muore ogni volta che crei?

  • Che brutta domanda, non muore nulla anzi si rigenera 

  • Hai mai sentito il bisogno di sparire?

  • Si ... e ci ho provato mille volt e

  • L’arte è la tua salvezza o la tua condanna?

  • L'arte ci salverà sempre 

  • Quanto costa essere autentici?

  • A me è costata una figlia che amo più di me stessa, ed una vita piena di ipocrisia . da un lato ho perso tutto , (mia figlia) ma dall'altro ci sto guadagnando 

  • Cosa resta di Claudia quando finisce la performance?

  • Claudia e Crisalidi collaborano all'unisono come due gemelle .

  • Qual è il tuo rapporto con la follia creativa?

  • E' la mia Musa 

  • Ti senti amata dal pubblico o semplicemente osservata?

  • O mi amano o mi odiano ma evidentemente credo osservino poco

  • Pensi che il dolore renda inevitabilmente più lucidi?

  • Ti da una svegliata colossale , ti butta via ogni stupida romantica utopia

Domanda finale perfetta per chiudere un’intervista

  • Se qualcuno uscisse da una tua esposizione portandosi via una sola emozione, quale vorresti che fosse?

  • LA COMPRENSIONE

martedì 5 maggio 2026

Cenere croccante

 


Croccante la cenere si fa magia 

nello sfregolio delicato ma deciso della cartina argentea che si lascia addomesticare dal fuoco di un accendino

mentre la mente già è in viaggio per universi paralleli 

la figa bagna di rossetto l'ennesima malboro.

Riassunto preciso e stabile

di un vizio tutt'altro che nobile

COSE

 Le cose 


Quante cose si accumulano nel arco di una vita ? Ci avete mai fatto caso alla quantità di cose che si accalcano negli angoli sperdute delle case ? 

Quelle che magari usavate una volta poi , basta , non vi interessavano più .

Nella mia esistenza io, ho collezionato abiti, eh già nonostante la mia indole maschiaccia che poi sgomenta tutti con barlumi eccessivamente femminili , e attimi volgari e perversi io, ho collezionato un numero esagerato di vestiti , lunghi, larghi stretti a sacco a sirena a palla ... 

Una volta li ho contati.

E no, non ve lo dico neanche.

Accessori in compenso non ne ho mai avuti troppi, anzi era una maledizione regalarmi accessori come anelli, collane , braccialetti. Perdevo ogni cosa , e mi immaginavo quel buco nero invisibile che si apriva in camera mia ogni volta che ricevevo in dono un ninnolo dorato o "brillantinoso" .

Mi sono particolarmente accanita sui regali preziosi della mia splendida zia Anna , persi tutti , ogni singolo suo dono, fatta eccezione per un'antica edizione di "Piccole Donne " .

Scarpe ? Mai avuto questa bramosia di accumulo di scarpe, come pure di borse .

Ma libri? 

Quanti libri che ho sfogliato e risfogliato almeno un milione di volte.

E devo svelarvi un segreto , non ricordo quando ho iniziato a leggere , so solo che a scuola odiavo studiare , e odiavo leggere ... 

Ero una capra.

Poi... bo non so davvero quale sia stato il colpo di grazia che mi ha fatto innamorare della lettura, comunque da quel momento in maniera compulsiva ho collezionato libri di ogni genere , di ogni scrittore , spaziando da un argomento al altro , e ciò che ho sempre amato in assoluto nel momento in cui acquistavo un libro , era aprirlo a caso ed annusare l odore di carta che si insinuava nelle mie narici calmando la mia mente e portandomi già altrove con la fantasia.

I libri antichi hanno un odore pazzesco di storia , tempo , vite vissute che prima di me li sfogliavano.

Ecco ritengo una sorta di feticismo aprire a caso i libri ed annusarli , leggendo poi la prima frase a destra e l'ultima a sinistra per capire se le parole lette senza ordine mi ispiravano curiosità.


Comunque , le cose che si accumulano sono davvero dei pesanti macigni che ci portiamo appresso , io sono stata privata di moltissime cose , come pure il mio compagno e se da prima ci davo peso all'assenza di una cosa , ora non mi interessa nulla.


Ma i miei libri, le mie tele , ecco queste che non ritengo cose ma parte della mia anima anzi mattoni che hanno edificato la struttura della mia anima, ecco di loro io non posso farne a meno.


E voi ?

Aggiungo una parentesi dicendo che forse per magia, quando è venuta a mancare mia zia Anna, Antonio ha trovato tra le scatole e gli scatoloni un anello che lei  mi aveva regalato tantissimi anni fa. Unico cimelio rimasto della mia adolescenza.

venerdì 24 aprile 2026

Occhi

 Occhi , spalancati 

Ride il solito tuo sfacciato volto maschio

Occhi concentrati

Delicatamente mi attorciglio ai tuoi gesti 

Occhi disarmanti

Imprigionata già lo so da questo amore 


Distorsione romantica 

Trappole dette nel silenzio del sentire


Emozioni ingannevoli 

colpeoli di essere 

perdutamente reali


Occhi intrappolati 

Illusione di un forte mio provare 

Occhi delicati

nel torpore di un istante mi innamoro 

Occhi che ridono

la mia mente concentrata nel tuo caos 


Distorsione romantica 

Trappole dette nel silenzio del sentire


Sguardi ingannevoli 

colpevoli di essere 

perdutamente sfuggenti



Occhi innamorati 

distratta mi spalanco  al divenire

Occhi semplicemente

Voce rotta nel disarmo del sapere 

Occhi sorridenti 

sento lacrime diverse da quelle di sempre 


 

Distorsione romantica 

Trappole dette nel silenzio del sentire


Parole ingannevoli 

Colpevoli di essere 

Perdutamente oneste .


L ultimo istante

  "Una lapide in riva al sentimento dell'attesa . "visse aspettando un cambiamento , morì che il tempo lo aveva cambiato in s...