giovedì 9 aprile 2026

La Dimenticanza

La dimenticanza è una strana danza.

I ricordi fanno i ribelli
in una corteccia cerebrale
esile, ferita, consumata,
che nonostante tutto
sembra aver smarrito
ogni traccia della propria esistenza.

Ci prova, lo so, a ricordare,
ma proprio non ci riesce.

Ha perso per sbaglio,
ha perso per altro.
Ha perso per fare spazio,
ha perso per salvarsi.

La dimenticanza danza
con un’insensibile apparenza
e poi ti lascia
nel buio del nulla,
che ora vive denso
dentro il tuo cervello.

Eppure i ricordi riaffiorano
all’improvviso,
mentre tenti di fare altro.

Arrivano di notte,
nel sonno,
e ti sbattono in faccia
volti, parole, voci.

La dimenticanza, a volte,
è solo una scusa:
un’apparente indifferenza
che ti stropiccia il cuore.

Allora i ricordi si ribellano,
aggressivi,
e ti sorprendono
in lucidi flashback.

mercoledì 8 aprile 2026

Il Giardino delle Farfalle e l'Artista Crisalidi



C'era una volta, in un villaggio incantato, un'artista di nome Crisalidi. Era una donna mora, con i capelli corti e un sorriso che illuminava il suo viso. I suoi occhi brillavano come stelle, e la sua mente era sempre in volo, con la testa tra le nuvole. Crisalidi era conosciuta per la sua straordinaria capacità di dipingere, creando opere che sembravano raccontare storie magiche.

Un giorno, mentre passeggiava nel suo giardino, Crisalidi notò un gruppo di farfalle che danzavano tra i fiori. Erano farfalle di ogni colore: blu come il cielo, gialle come il sole, rosse come le rose e verdi come le foglie fresche. Ogni volta che una farfalla si posava su un fiore, il giardino sembrava riempirsi di magia. Crisalidi si sentì ispirata e decise di creare un grande murale che rappresentasse la bellezza di quelle creature.

Mentre dipingeva, una farfalla dai colori arcobaleno, di nome Lila, si posò delicatamente sulla sua spalla. "Ciao, Crisalidi! Perché sembri così persa nei tuoi pensieri?" chiese Lila con una voce melodiosa.

Crisalidi sorrise, ma il suo sguardo era ancora lontano. "A volte, mi sento come se fossi in un sogno, e le mie emozioni fluttuano come le nuvole nel cielo. Ma quando ti vedo volare, mi ricordo della bellezza della vita."

Lila batté le ali, entusiasta. "Le farfalle, come i sogni, hanno bisogno di libertà. A volte voliamo in alto, altre volte ci posiamo per riposare. È normale sentirsi così, Crisalidi."

Le parole di Lila risuonarono nel cuore di Crisalidi. Continuò a dipingere, lasciando che i colori fluissero come un fiume. Ogni colpo di pennello sembrava liberare le emozioni che aveva dentro, trasformando la sua confusione in un'esplosione di colori vivaci.

Quando il murale fu completato, Crisalidi si allontanò per ammirare il suo lavoro. Era un'opera d'arte che rappresentava non solo le farfalle, ma anche il viaggio dei sogni e delle emozioni umane. Le farfalle si posarono sul murales, come a voler partecipare a quella sublimazione della natura , creata con tratti semplici ma decisi da una crisalide che non sapeva che un giorno sarebbe diventata farfalla e con loro si sarebbe librata in volo .

lunedì 23 marzo 2026

TU

La tua presenza, così lasciva,

troppe volte austera.

Spesso, espressione e temperanza:

la tua impressionante essenza

sgomenta la mia turbolenza.


Guardarti nel tuo divenire mi alimenta;

sento che potrei vivere di nuovo

la tua immagine di donna,

che percorre decisa la sua esistenza.


Ecco, ora io

taccio, per dar spazio e voce a te,

che, in fondo, sei eco

di ciò che il tempo passato è stato per me

domenica 22 marzo 2026

Gemelli Vs Gemelli (differenze)


Gemelli Femmina VS Gemelli Maschio

Il capitolo che tutti aspettavate: LE DIFFERENZE


Ho aspettato lungamente prima di decidere di redigere anche un elenco di diversità tra genere maschio e genere femmina del segno dei Gemelli.


Giustamente ho voluto attendere per essere certa che ciò che per me erano differenze, per il resto della popolazione non fossero solo sfumature delle stesse demenzialità.


Già, perché se si dovessero definire queste incongruenze, io personalmente le definirei proprio così: demenzialità.


Il mio modello maschio è positivo, anche quando ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli.

Io negativa anche quando ricevo un premio tanto ambito.


Ma a volte ci si scambia il ruolo: se piango lui ride, se si commuove lui rido io…

Bugia. Non accade mai.

La frignona sono solo io.


Ci sono poi delle dissonanze che a volte pizzicano la giornata e la destabilizzano, tipo la sua costante e paranoica paura che io possa organizzare dei rave a casa quando non c’è.

Non ho ancora capito se il fastidio sia l’organizzazione o il fatto che lui non potrebbe esserci per fare casino con me.


Poi ci sono le scelte economiche esistenziali:

spendere gli ultimi 10 euro per non farsi mancare le sigarette e poi tornare a casa con l’angoscia pregando che basti la benzina già in riserva.

Ecco, io magari avrei fatto benzina mettendomi l’anima in pace per le sigarette.


Svegliarsi:

lui si sveglia solo dopo aver spostato la sveglia 3/4 volte.

Io al primo rintocco della prima sveglia sono già attiva.

Ricordo che quando lavoravo mi svegliavo anche prima della sveglia.


Modo di litigare


Per chi mi ha conosciuto sa che io accumulo, accumulo e poi esplodo.

Lui invece è più rapido e tagliente, ma si spegne subito, anzi il più delle volte neppure si accende: mi abbraccia e tutto passa.


Modo di guidare


Ahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahhaahahahaha…

Muio ogni volta.


Siamo simili solo quando urliamo dietro a chi si mette tra noi e la nostra meta.


Dovessimo fare una gara, io guiderei sicuramente una Escort Cosworth, lui probabilmente una Porsche.

E qui lascio agli intenditori trovare le differenze.


Gelosia


Lui è fedele.

Io sono l’essere più infedele del creato. Non so quando sia successa questa mia metamorfosi, ma credo, anzi ne sono sicura, non sono mai stata fedele neppure a me stessa.


Lui è indubbiamente geloso, ma solo se gli fa comodo.

Io, invece, divento gelosa solo se viene messa in discussione la mia intelligenza.


Voglio dire, dove la trovate un’altra figa e intelligente?

Quindi se qualcuno trova una più intelligente di me, scatta la sfida.

E finché non l’ho vinta io… bè, insomma, è una guerra.


Lui invece non l’ho ancora visto geloso, in realtà.

Ma non me lo vedo davvero a fare scenate: lo immagino piuttosto rimediare uno spritz e farsela passare così.

Però sotto sotto, gli girano i coglioni a manetta.


Amici


Qui io stenderei un velo pietoso.

Lui ha ancora gli amici d’infanzia.

Io… bè. Credo di aver fatto un cancella e riscrivi mostruoso ultimamente e non ho neanche le lacrime per piangere.


Se me ne resta uno è già tanto, e so già essere immaginario . A dire il vero ho una cara amica , che , ha un suo mondo e modo di pensare altisonante al mio , e che per lo più è una stronza acida con la quale oggi istante devo avere necessariamente a che fare , ve la presenterei volentieri ma , lasciate stare la mia Vulva.... ( come ho letto questo pezzo al maschio gemelli ha fatto un'espressione disperata )

Amiche femmine? Sono diventata misogena.

Lui vorrebbe presentarmi qualcuna delle sue, ma a suo rischio e a mio pericolo.


Silenzio


Io sono in assoluto la persona meno silenziosa del pianeta.

Lui i suoi silenzi li vive appieno, sostituendo il silenzio con rutti e sospiri.


Io parlo anche mentre dormo.

Lui mi ascolta.


E quand’è che decidiamo di fare casino?

Quando ci parliamo sopra uno con l’altra su due argomenti diversi, capendoci completamente.

Ed azzeccando anche le stesse punteggiature e divagazioni su argomenti differenti.

domenica 15 marzo 2026

Taci o zittisciti appena

Taci o zittisciti appena , 
non sento più altro che il tuo incessante blaterare
so che non farnetichi ma ti sollazzi giocondo nel tuo sapere 
nebulosa impertinente di nozioni che poi, spari a caso ,
Zitta o taci o , lasciati rapire dalla magia di un istante di silenzio .

Certo in proporzione al tuo frastuono è nulla 
lentamente il silenzio si ritira e ti lascia invaderlo di te 
e tu creatura di nervuta essenza prendi possesso di ciò che lo spazio muove attorno
soltanto adesso , fermati e taci 
li vedi i miei occhi che urlano te, che desiderano te

Quanto il tuo parlare ferma ciò che il mio cuore vorrebbe poter dire 
riempi inutilmente spazio e tempo di parole che vomiti senza fine 
ma non mi lasci dire ciò che io proteggo in me

con rabbia concludi giornate con il niente
vaporosa nebulosa di ciarlare a vanvera ora ti prego Taci o, zittisciti appena.

sabato 14 marzo 2026

Il Bosco degli Scarabocchi



C’era una volta un bambino di nome Leo, che amava disegnare. Un giorno, mentre scarabocchiava sul suo quaderno co

n matite e colori, accadde qualcosa di incredibile: il suo disegno prese vita!


Leo si ritrovò all'improvviso in un mondo strano, fatto di linee intrecciate, forme curiose e figure che sembravano muoversi come il vento tra gli alberi. "Dove sono?" si chiese, guardandosi intorno.

Un uccellino dal becco appuntito, disegnato con pochi tratti, gli svolazzò vicino. "Benvenuto nel Bosco degli Scarabocchi!" cinguettò. "Qui tutto è fatto di segni, schizzi e colori!"

Leo camminò tra alberi fatti di linee ondulate e cespugli pieni di macchie verdi. Tra i rami, si intravedevano facce misteriose che sorridevano e bisbigliavano. "Chi sono?" domandò.

"Queste sono le Idee Perdute," spiegò l’uccellino. "Pensieri che gli artisti hanno disegnato ma mai finito. Qui aspettano di essere trovati!"

Leo incontrò un buffo ometto con un cappello a righe e mani gigantesche. "Aiutami!" disse l’ometto. "Sono un musicista, ma ho perso il mio strumento!"

Il bambino osservò bene il disegno attorno a lui. Con un tratto veloce della sua matita, disegnò una chitarra tra le mani del piccolo uomo. Subito, il personaggio iniziò a suonare una dolce melodia, e il Bosco degli Scarabocchi si illuminò di nuovi colori.

Leo capì che aveva un dono: poteva completare le idee dimenticate e dar loro vita! Passò la giornata a finire disegni incompleti: regalò ali a un uccello che non poteva volare, occhi a una creatura che non vedeva, e gambe a un pesce che voleva camminare.

Alla fine, l’uccellino si posò sulla sua spalla. "Ora è tempo di tornare a casa, Leo."

In un lampo, il bambino si ritrovò nella sua stanza, con il quaderno aperto davanti a sé. Il suo disegno sembrava diverso, più ricco e pieno di dettagli. Leo sorrise: sapeva che, ogni volta che avrebbe disegnato, sarebbe potuto tornare nel Bosco degli Scarabocchi per dare vita a nuove storie.

E così, con una matita in mano e tanta fantasia, Leo continuò a disegnare... e a sognare.

CRisalidi

lunedì 9 marzo 2026

Figure nella notte

Figure nella notte si inseguono

sembrano intrappolate in incubi senza fine,
distorte in un terreno che scivola via sotto il loro peso,
incoscienza di pazzi ebbri d’assenzio e rum.

È folle questa corsa di amanti distratti, sempre in fuga:
cercano di appartenere al loro universo,
ma si stringono a morsi in una rabbiosa distanza.

Istanti si sbriciolano
su destini dannati,
maledetti dall’inganno del tempo.

Oltre lo sguardo di chi insegue la saggezza
ruderi appaiono come templi abbandonati
sulla cima del monte.

Pietra su pietra
sembrano reggersi a fatica,
posati su colonne
di immaginaria virtù,
dominate dal silenzio del crepuscolo.

S’odono sproloqui notturni
di chi tace la menzogna del dire.

Gelida è la coscienza
di chi si logora di fame e solitudine,
infastidito con ipocrisia
da quella folle corsa di amanti.

Quel loro vanesio sogno d’amor cortese
esplode di passione nel segreto della notte.

Ora figure si intrecciano
nel sudore della loro carne rovente,
ora è il mondo che tace
nel loro contorcersi.

Respiro, affanno…
ah, diamine: è solo inganno.

Illusione di un amore 


Questo sonno che stringe troppo forte
il loro desiderio più vero,
annullato da un gallo
che porta con sé la luce del giorno.

Respiro, affanno…
ah, diamine: è solo inganno.

Illusione di un amore 

Ora il saggio riposa il suo viaggio
e resta tristemente in silenzio.

Depone le armi
il folle visionario
che prova lo stesso dolore.

Respiro, affanno…
ah, diamine: è solo inganno.

Illusione di un amore 

Ora tutti restano
a piangere
quegli amanti ancora distanti.

Ora io devo svegliarmi 


La Dimenticanza

La dimenticanza è una strana danza. I ricordi fanno i ribelli in una corteccia cerebrale esile, ferita, consumata, che nonostante tutto semb...