n matite e colori, accadde qualcosa di incredibile: il suo disegno prese vita!
Leo si ritrovò all'improvviso in un mondo strano, fatto di linee intrecciate, forme curiose e figure che sembravano muoversi come il vento tra gli alberi. "Dove sono?" si chiese, guardandosi intorno.
Un uccellino dal becco appuntito, disegnato con pochi tratti, gli svolazzò vicino. "Benvenuto nel Bosco degli Scarabocchi!" cinguettò. "Qui tutto è fatto di segni, schizzi e colori!"
Leo camminò tra alberi fatti di linee ondulate e cespugli pieni di macchie verdi. Tra i rami, si intravedevano facce misteriose che sorridevano e bisbigliavano. "Chi sono?" domandò.
"Queste sono le Idee Perdute," spiegò l’uccellino. "Pensieri che gli artisti hanno disegnato ma mai finito. Qui aspettano di essere trovati!"
Leo incontrò un buffo ometto con un cappello a righe e mani gigantesche. "Aiutami!" disse l’ometto. "Sono un musicista, ma ho perso il mio strumento!"
Il bambino osservò bene il disegno attorno a lui. Con un tratto veloce della sua matita, disegnò una chitarra tra le mani del piccolo uomo. Subito, il personaggio iniziò a suonare una dolce melodia, e il Bosco degli Scarabocchi si illuminò di nuovi colori.
Leo capì che aveva un dono: poteva completare le idee dimenticate e dar loro vita! Passò la giornata a finire disegni incompleti: regalò ali a un uccello che non poteva volare, occhi a una creatura che non vedeva, e gambe a un pesce che voleva camminare.
Alla fine, l’uccellino si posò sulla sua spalla. "Ora è tempo di tornare a casa, Leo."
In un lampo, il bambino si ritrovò nella sua stanza, con il quaderno aperto davanti a sé. Il suo disegno sembrava diverso, più ricco e pieno di dettagli. Leo sorrise: sapeva che, ogni volta che avrebbe disegnato, sarebbe potuto tornare nel Bosco degli Scarabocchi per dare vita a nuove storie.
E così, con una matita in mano e tanta fantasia, Leo continuò a disegnare... e a sognare.
CRisalidi

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