Stanotte ho sognato forte
Incubo in chiave di Fa
La scalata era interminabile e la foschia ci stava raggiungendo, ero con un amico, un semplice splendido amico, uno di quelli che ci si può fidare, non stavo rischiando nulla, forse sarei stata felice.
La sensazione di fuggire da qualcosa, più che da qualcuno.
Ricordo eravamo entrambi Due belle figure, più anime che demoni.
Il paesaggio cambiava di colpo in continuazione come sui livelli di un videogame impazzito, dove ogni schema è più complesso.
Vedevo pixel caderci addosso come se tutto stesse crollando nella più torbida immaginazione.
"Teniamoci per mano" ma neanche il tempo di dirlo eccoli arrivarci attorno.
Mi sento urlare qualcosa ed ogni immagine sparisce ora siamo su uno sfondo bianco, camminiamo su una base bianca sembra un foglio, io mi guardo le mani e sembro un disegno, "dove sei" urlo spiazzata nel trovarmi da sola.
"Dove sei!" Incredula cerco di una strada differente da nulla e di colpo appaiono enormi edifici di latta tutti uguali, contengono anime perse.
Sudano quelle pareti di angoscia.
lo mi sento chiamare e vedo la mia pelle mutare ala luce fastidiosa di una lampada a gasolio.
Sembra l'unica fonte di luce in quel terribile paesaggio di scheletri.
"Ti prenderemo
lo scappo tra i palazzi e trovo riparo oltre l'obblio.
Ma quel morbo è arrivato anche a me ora sono sola privata di tutto sento scorrere il mio sangue e pulsare un cuore malconcio.
Non ho paura.
So che se voglio uscirne io devo combattere.
Uno specchio poco più la, mi osserva dai suoi immensi occhi una figura di donna
Stanotte ho sognato forte
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