La Sorella
Ho immaginato per molto tempo il tuo sorriso, che si trasformava in risata sul mio viso aggrottato da immagini e ricordi tutt’altro che divertenti.
I capelli mossi dal vento e quel rumore fastidioso che è la tua stridente ironia rivolta contro di me.
Chissà con quale utopia ho cercato, nelle tue parole, quel sentimento fraterno che lega due sorelle, due donne così capricciose e così differenti, che sembrava assurdo anche solo immaginarlo possibile.
Il mio animo bambino – povero lui – facilmente manipolabile dal tuo modo di fare così sicuro, nei tuoi pesanti chili che ti trascinavi addosso e che svendevi come leggeri malesseri di un grembo sudato di gravidanza.
Ho protetto la tua arroganza e l’ho adornata di pazienza, mentre tu, l’ho capito dopo, sopportavi a fatica la mia libertà, e io stessa finivo per trascurare quel mio animo sensibile.
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