Rabbia
Trasuda violenta dalle mie urla vomitate verso la luna.
Già quella indifferente che cambia volta a suo piacere ,
Rabbia
la mattina sforza nauseabonda un sorrido mi sforzo di controllarla ma essa esce sgarbata dalle orbite dei miei occhi che ora non sono che ombre livide di lei
scivola perduta questa mia carcassa di femmina sgretolata dalla sua stessa anima arrabbiata e nauseata.
Rabbia che distrugge ogni traccia di puerile tolleranza
nervi tesi e senso di irrequietezza
avvelenati da una società incapace di porsi con amore verso chi ha un cuore disarmato .
costretta ad armare queste mie viscere insensatamente sorrette da uno scheletro stanco e provato ma lo sento sempre ristorato dal suo innato senso di pietà.
Soprattutto verso se stessa.
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