martedì 17 febbraio 2026

immagina

 Prova a immaginare ,


le mie labbra affamate del tuo dolciastro e piccante sperma mentre mi guardi che , eccitata mi avvicino al tuo cazzo , che pulsa già dal pensiero del piacere .
Ti piacciono queste mie labbra sottili, sembrano quasi disegnate , proprio con il subdolo intento di , farti cadere in tentazione.
Ora le mordo, ora le bagno con la ,mia lingua , so che le desideri , so che tu sei affamato di orgasmo , e so che io ti sto tenendo in pugno.
Adoro farti aspettare trepidante il tuo momento , perchè solo così so per certo che il tuo sperma avrà tutto il gusto di questa tua attesa.
Ora decido che farne di te , disteso sul mio letto, tutto nudo, in balia dei miei umori.
Ti sfioro la pelle con le mie piccole dita affusolate , mi chino e ti annuso baciandoti la pancia , mentre le mie labbra attendono di iniziare la danza delle lussuria tra le tue gambe .
Ti guardo selvaggia e poi , quasi timida, ma il mio sorriso malizioso , svela la mia smania di giocare con te.
Ti sento sempre più eccitato, va bene mi hai convinta ora le libero queste labbra e le lascio danzare su di te.

Eccole che percorrono tutta la lunghezza del tuo cazzo, che pulsa , e che mi fa sussultare dal desiderio di essere anche io posseduta con la stessa perversa e smaniosa sensualità.
Ora, già bagnate di te , le sento che lasciano scivolare la mia lingua, in perfetta autonomia, mentre con i miei occhi da gatta ti guardo intensamente godere delle mie superbe attenzioni.
Questa lingua che di solito si insinua tra le tue di labbra aggrovigliandosi di piacere alla tua , ora è proprio sulla punta e picchietta affamata proprio quel piccolo pezzettino di carne che so che ti fa venire i brividi di piacere .
Ora scivola rapida , ora rallenta , per ripartire con vorace desiderio.
Io continuo a fissarti negli occhi perché sento il fuoco di questa connessione di corpi sudati di piacere , e mi lascio rapire da questo momento , così piacevole da sentire gli umori scivolare tra le mie cosce.
Tu vorresti già venire lo so, ma io sono stronza in questi istanti , e rallento il ritmo percorrendo con le mie mani i tuoi fianchi e poi giocando con la tua pancia , sempre con le mie mani .

Ci fermiamo un attimo entrambi , ansimanti e sfiorando , forse il lapice del nostro amore.

Ma abbandono io stessa il romanticismo per farti un'altra sorpresa.
Con una mossa da illusionista , mi sgancio il reggiseno, liberando la mia quinta di seno turgido e eccitato, senza darti il tempo di afferrare quel dono della natura, le muovo tra palle e cazzo, sorrido , ti faccio l occhiolino, alzo la testa , e mentre le mani segano il tuo membro ora durissimo, con un'abilità da cecchino sputo sulla cappella, che , la sento che vuole esplodere .
- [ ] Le mie labbra ora vogliono dissetarsi, e mentre tu ormai hai irrigidito anche le gambe, io afferro il tuo cazzo con una forza incredibile , stringendolo quasi a farti male, ma, so fin dove muovermi per farti eccitare senza dolore, e succhio voracemente muovendomi sempre più veloce , e affondando nella mia gola profonda con la smania di sentirlo scoppiare di sperma tra labbra denti e lingua.

Ti sento gemere , hai un modo di godere che mi eccita , quel tuo urlare con la voce in maniera quasi animale, e quel tuo sguardo prima dolce, poi eccitato , ora si fa quasi arrabbiato , ti ho fatto aspettare troppo ?

E allora vieni amore mio , che poi tocca a me

Treviso


Ci hai provato a strapparmi una volta ancora ciò che di bello in questi ultimi giorni ho  sognato 

Treviso , tu mi hai deriso ed hai segnato di lacrime roventi il mio viso , già di dolore intriso .


Qualche soffocato respiro  per sbaglio alle tue cupe vie   in questa notte di  febbraio inoltrato , ho ingenua regalato 

Ma il  mio  sentire profondo , so   che volti umani proteggono dalla tua idea fottuta di mondo 

Nasce in me una voglia timida di cancellare un passato privo di amore sempre con fiducia mendicato

Mendace la tua bocca ha sussurrato nella mia un futuro glorioso ma dannato 

troppo volte la tua  malata  energia  ha sfiorato la mia vita delicata di poesia .

Ma anche se ho scrosciato naturali  gocce salate da occhi  spettrali , 

Tu non mi possiedi più e la tua feroce ipocrisia è polvere di rimorso e silenzio di empatia.

domenica 15 febbraio 2026

Manifesto

 

Questo è il mio manifesto,

un canto di libertà e resistenza.

Non chiede consenso,

non cerca pubblico,

esiste per necessità e anima


Essere artista non è una scelta romantica.

È una condanna lucida, una febbre che non passa,

una presenza quotidiana da cui non esiste congedo.


Io non ricordo un solo giorno senza la mia arte.

Non l’ho mai cercata: mi ha abitata.


Sono nata nel caos dei Gemelli

e il caos mi ha insegnato a pensare in più direzioni,

a vivere fratturata,

a non accettare una sola forma di verità.


Da bambina ero solitaria, timidissima.

Preferivo i mondi invisibili ai corpi rumorosi.

Disegnavo senza talento apparente,

ma con un’urgenza assoluta.

Ero in disparte, cicciotta, taciturna,

bersaglio facile di chi teme il silenzio.


Le mie prime alleate furono la carta,

le Barbie trasformate in personaggi,

la musica — tutta la musica —

che mi insegnò il viaggio prima ancora del linguaggio.


Un vecchio pittore, malato e immobile,

mi insegnò a non staccare mai la matita dal foglio.

Da allora non ho più smesso:

il segno è diventato respiro,

la continuità una forma di resistenza.

Questo è il mio manifesto,

un canto di libertà e resistenza.

Non chiede consenso,

non cerca pubblico,

esiste per necessità e anima.


Sono cresciuta in direzione ostinata e contraria.

Mentre la società chiedeva adesione,

io sceglievo margini.

Dopo le due di notte trovavo i miei simili:

musicisti, poeti, anime irregolari

con cui condividere il peso e la bellezza dell’essere.


Ho attraversato il sapere classico,

la filosofia, la letteratura,

poi ho scelto l’arte come unica lingua possibile.

Non per appartenenza,

ma per necessità.


Mi interessa ciò che non si vede.

L’etereo, il fragile, l’invisibile,

ciò che vibra sotto la pelle del mondo.


Leggo per non morire.

Ho letto migliaia di libri

e continuo a tornare indietro,

perché il tempo non è lineare

per chi pensa in profondità.


Mi riconosco negli artisti maledetti,

in Modigliani,

nell’anima in tempesta,

in chi vive come se Atlantide fosse ancora reale.


Questo è il mio manifesto,

un canto di libertà e resistenza.

Non chiede consenso,

non cerca pubblico,

esiste per necessità e anima.


Io sono un’anima libera.

E sono anarchica non per ribellione,

ma per fedeltà a me stessa.


So che la libertà ha un prezzo:

non essere compresi,

non essere addomesticati,

non essere facilmente collocabili.


Questo è il mio manifesto.

Non chiede consenso.

Non cerca pubblico.

Esiste.

mercoledì 11 febbraio 2026

Il passato

Trema la foglia in autunno,
consapevole del danno che a breve dovrà subire
nel lasciarsi dal suo ramo sicuro,
che tanto tempo prima — o solo qualche mese fa —
era la sua ancora di salvezza e vita.

Eccolo, un colpo di vento più forte,
solo lui capace di strapparla via dal suo passato
verso un futuro incerto.
Sembra volare, leggera e insicura,
in uno spazio impreciso
tra chioma e radici.

Eccola posarsi a terra.

Ora la foglia non trema più.
Riposa inerme,
ma con lo sguardo rivolto a ciò che fu
il suo breve vivere
in una natura così ciclicamente instabile.

Altre come lei la precedono e la seguono.
Ora non è sola:
fa parte di un nuovo sistema che, con delicata forza,
alimenta una nuova dimensione terrena,
mentre bambini si rincorrono e giocano
a far scrocchiare sotto le scarpe
ciò che resta della primavera.



martedì 10 febbraio 2026

Aurora

 "Aurora cresce senza spine

Quando il vento la reprime
Nell'abbraccio di mille rime
Mi imbroncio al sole umore incline
Al sapore delle uve prime
Senza calice tra le colline
Io , da sola, a fare l'amore "

Lamentatio

Lamentatio


Mens, lamentans, perite effugit, et simul tandem novam, laetam domum suam degustat, ultra viscera serpentis sapientis qui superbe mundi fatum sustinet, se pigre sinens sopiri iucundo torpore eius qui leniter cor eius indulgens tangit, certe ab homine haud arrogante raptum.


Et tu quae in labiis meis pendes, vere misera, descendes, nonne te dedes?


Incessanter, insistenter, procedit per viam oscillantem et dissonam, indulgens et alienans symposium huius meae constantis inquisitionis, quae saepius arroganter fallit utopianam meam continuationem, irrationabiliter desideratam ab primo meo pulsu, quae tenerrime etiam terram mirabiliter attonitam reliquit.

Et tu quae in labiis meis pendes, vere misera, descendes, nonne te dedes?


Mens, miserabiliter, callide effugit et interim tandem novam laetam domum degustat, ultra viscera serpentis sapientis qui mundi fatum pedantico modo sustinet, sinens se pigre in somnum sopiri iucundo torpore alicuius qui dulciter blanditur cor eius indulgens, certe raptum ab homine minime superbo.


Et tu quae in labiis meis pendes, vere misera, descendes, nonne te dedes?


l'odore


Strofa 1
Mi hanno insegnato a coprire la pelle
con fiori in bottiglia e parole educate
a stringere mani, sorridere piano
mentre il corpo urlava cose mai ascoltate

Ho spento lo specchio, tolto il profumo
lasciato parlare soltanto la pelle
venti giorni senza difese
ad ascoltare il mondo con il naso e col cuore

Pre-Ritornello
E ho visto chi resta
e chi se ne va
quando l’odore racconta
quello che il trucco non sa

Ritornello
Annusami piano, prima del nome
prima di dire chi vuoi che io sia
l’odore non mente, non chiede perdono
dice la verità, nuda, così com’è

Siamo animali travestiti da re
con guance profumate e guerre nel tè
io credo a chi puzza, a chi resta imperfetto
l’odore è l’unica cosa vera di me

Strofa 2
C’era chi sapeva di muffa e potere
chi di silenzi lasciati marcire
chi invece di grano, di terra bagnata
di corse da bambina, di ginocchia da pulire

Io so di caramella e lacca nei capelli
dolce e sbagliata, viva davvero
se l’avessi capito molto tempo fa
avrei evitato mani senza odore sincero

Pre-Ritornello
Perché l’amore vero
entra nei polmoni
non chiede permesso
non indossa nomi

Ritornello
Annusami piano, prima del nome
prima di dire chi vuoi che io sia
l’odore non mente, non chiede perdono
dice la verità, nuda, così com’è

Siamo animali travestiti da re
con guance profumate e coltelli nel tè
io credo a chi puzza, a chi resta imperfetto
l’odore è l’unica cosa vera di me

Bridge (voce quasi sussurrata)
Dopo la notte più sporca che ho visto
ho imparato a fidarmi del naso
chi sa di paura, chi sa di controllo
chi sa di casa, di pane spezzato

Non voglio mani pulite per finta
voglio corpi che sanno restare
se devi mentirmi, fallo subito
l’odore ti tradisce prima di parlare

Ritornello Finale (più aperto, archi pieni)
Annusami forte, dimmi se resto
se sono rifugio o solo rumore
le maschere cadono, il corpo confessa
la pelle ricorda anche il dolore

Siamo animali, specie dimenticata
inermi e feroci, vivi a metà
io scelgo chi ha il coraggio di puzzare
perché puzza vuol dire verità

Outro
E quando mi lavo
non mi cancello
porto con me
il mio odore più bello.

Istante inaspettato

 Grazie, istante inaspettato di questa strana vita che, il più delle volte, si prende gioco di me. Ora sento un forte impulso nel cuore, qua...