Trema la foglia in autunno,
consapevole del danno che a breve dovrà subire
nel lasciarsi dal suo ramo sicuro,
che tanto tempo prima — o solo qualche mese fa —
era la sua ancora di salvezza e vita.
Eccolo, un colpo di vento più forte,
solo lui capace di strapparla via dal suo passato
verso un futuro incerto.
Sembra volare, leggera e insicura,
in uno spazio impreciso
tra chioma e radici.
Eccola posarsi a terra.
Ora la foglia non trema più.
Riposa inerme,
ma con lo sguardo rivolto a ciò che fu
il suo breve vivere
in una natura così ciclicamente instabile.
Altre come lei la precedono e la seguono.
Ora non è sola:
fa parte di un nuovo sistema che, con delicata forza,
alimenta una nuova dimensione terrena,
mentre bambini si rincorrono e giocano
a far scrocchiare sotto le scarpe
ciò che resta della primavera.
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