sabato 6 dicembre 2025

Anarchia

 Anarchia

Batte sulla lingua questa carogna 

Squarcia con rabbia onesta  intere giornate 

le percuote tra un sobbalzare irriverente  di spasmi violenti e decisi .

Caos come un demonio  prende spazio in ciò che resta del mio universo 

schernisce insolente il mio animo sgualcito da troppa tollerante gentilezza 

Ora  , lo sento che si muove con forza

Combatte ancora  con semplicità

Compie l atto di governare il mio cuore 

che batte insolente e rumoroso più che mai 

  non è affatto un disordine illogico quanto la più pragmatica delle follie .

Non è  collera a guidarlo ma

 Nobile e bastarda lealtà che in qualche modo , qualcuno,

 forse uno degli ultimi  romantici , Impavido eretico sognatore 

con il più cretino degli agnostici ha scelto di chiamare, amore.

venerdì 14 novembre 2025

Fermo

 Fermo l'istante 

Noi due abbracciati 

Sotto il gelido inverno .

Tra occhi indiscreti 

E voci che si fanno sempre più alte.

La mia testa appoggiata alla tua spalla 

Il tuo cuore aggrappato al mio.

Illusione! 

Bastarda illusione incline all'inganno.

Il sogno è interrotto 

Colpo sicuro dritto al petto

È un dolore che fa male 

Ma sì lo so io devo continuare 

Solo non so come tornare,

A respirare,

dopo tutto questo amare.

Il rumore

 Labbra carnose ed invadenti 

Schermiscono con un bacio 

Questo mio amore 

Intrappolato come sempre 

Ad un destino incerto 

Nella nebbia di questo mio dolce sentire .

Ho paura perché ad ogni mio passo silenzioso 

Sento il rumore della fine

domenica 9 novembre 2025

emy

 

Esisti come speranza per il mio cuore . 

Ho sentito ogni tuo istante , finchè ci è stato concesso .

Ora la distanza tra di noi si è fatta macigno troppo doloroso , fatico ad andare avanti senza di te . 

Ci hanno fatto un brutto scherzo sai ? 

Ci hanno fatto troppo male piccolina mia.

Non ho motivo di andare oltre , mi hanno allontanata dalla persona più importante , che senso ha  la mia esistenza senza poterti fare da madre ?

mercoledì 5 novembre 2025

La minigonna

 La minigonna , è decisamente un simbolo di femminilità ma allo stesso tempo una condanna alla femminilità.

Non mi soffermo di certo sul come , quando e perchè la donna abbia deciso di risparmiare sulla stoffa . 

Ciò che mi preme raccontare , e ricordare è il mio rapporto con questo abito lezioso ed in alcuni casi decisamente fuori luogo .

Il mio aspetto fisico negli anni è mutato diverse volte , e per buona parte della mia giovinezza è sempre stato in conatrasto con abitini affusolati e minuscoli .

Sono nata con alcune particolarità fisiche , che a detta di tutto l universo maschile mi rendono una bomba sexy ed arrapante ... Una quinta di seno , ed una fondo schiena da vertiggini, odiata da versante femminile che il più delle volte mi ha bullizzata e , costretta nella mia timidezza a nascondermi dietro t-shirt xxl di qualche brutale gruppo metal anni '90 forse per sembrare meno imbarazzata e vergognina.

Fattostà che per anni non ho mai preso neanche in considerazione l'opzione abiti femminili , preferendo di gran lunga , jeans , tute e maglioni larghissimi , che mi rendevano una Nerd daglii occhi di cerbiatta.

Non perderò ulteriori lettere per raccontare aneddoti imbarazzanti , ma con una certa velocità salterò subito nei primi anni del 2000 all'incirca tra il 2005 ed il 2009.


Il mio rapporto con la minigonna. 

Pesavo 54 chili , dopo anni con un fisico coinvolto in una disputa tra esseere o non essere fuori forma, potevo indossare ciò che volevo , anche se , con il mio spirito da maschiaccio riconosciuto a livello mondiale, tendevo sempre a preferire abiti maschili .

Fortuna volle che a seguire le mie vicende si fossero accozzate due donne , amiche o pseudo che io qui chiamerò L. e  V. talmente fissate con vestiti , e trucchi e varie , che in qualche modo mi coinvolsero in questa circense baraccata di amicizia alcolica e ballerina .

Non immaginavo però che l'armadio in rosa potesse davvero avere il potere di risucchiare la mente civettuola di una donna , e sopratutto che anche io ne possedessi una nascostra tra pile di libri e colori .

ED in poco più di un anno possedevo 300 abiti , una  sorta di vizio ? Una psicosi ? No ero davvero attratta da tutto quel ondeggiare di gonne in passeggiata .

Ed a me stavano benissimo ... 

Ma direi di passare oltre , tutto il casino che il mio sculettare creò come scandalo fino alla nascita di una fliglia che mi impose , solo ora mi chiedo per quale assurdo motivo , di usare abiti più consoni ad una madre , e moglie . 

E neanche da dire il mio corpo si ribellò di nuovo ricominciando una guerra con il sè magro da fagocitarlo e nasconderlo per anni dietro falde lipide insopportabili ma che io indossavo con dolce rassegnazione . 

Dove cazzo era finita quella mia strafiga versione tutta tette e culo ? 


Meno male che poi mi sono svegliata

Era il 2022 ... e le vicende nauseabonde di una esistenza terribilmente triste e desolata , mi condussero ad un istante di paura così profondamente viscerale da cambiarmi di nuovo , sia dentro che fuori . 

Ed eccola di nuovo quella bonazza che si fece strada nuovamente splendida in una 54 ritrovata , seppur a colpi di odio e violenza e , solitudine . 

Talmente distratta da non vedersi quanto era rifiorita nel suo splendido corpo , ma non ho voglia di scendere in particolari e voi ? 

Preferisco restare concentrata sul mio rapporto  con la minigonna.

Nei mesi sucessivi qualcuni cercò di farmi capire il potenziale del mio corpo , i fotografi mi circuivano per ottenere scatti in ogni forma e misura , una casa di moda mi contattò per tornare a

posare , ma nel mio cuore non sentivo quella fiammella accedersi e vedevo il mio corpo come oggetto del desiderio morboso di uomini cattivi , nonostante le migliaia di proposte di matrimonio che ricevevo ogni giorno, io vedevo la mia fisicità come una maledizione .

Poi con i mesi pian pianino qualche amico improvvisato ha gonfiato il mio ego civettuolo e , wow , che figa che mi sento .

Non mi dilungo lo giuro arrivo al dunque ...

Stasera , sono uscita un attimo per andare a prendere le caramelle , ero vestita in maniera semplice , almeno così credevo ... Una mingonna bluette e gli stivali , capelli scompigliati , trucco un pò rovinato e giaccone . 

a pochi passi da casa , eccolo un cazzo di gruppetto di maschi di qualche nazionalità intenti a chiacchiere da bar , uno di loro mi nota e fa cenno agli altri imbecilli che all unisono hanno intonato un imbarazzante silenzio con sguardo fisso su di me . 

Ecco , devo ricordarmi che io sono Donna e che la minigonna è Femmina. 

Fine

giovedì 30 ottobre 2025

Amedeo Modigliani

 Maledettissimo o benedetto il sole che d inganno ti fece cornice di vita d'annatamente ai margini di tutto ciò che è dettato da dogmi surreali nella loro stretta morsa di austeri bigottismi .

Tu , anima persa , cuore in Atlantide , passione che pulsa ancora nelle mie corde emotive, 

i tuoi colori che sento miei nel loro essere così brillanti vivaci , così tristementi opposto al tuo ribelle animo inquieto ,celano malamente la tavolozza turbolenta dei tuoi anni tra Livorno e Parigi .

Quei colpi improvvisi di male che ti hanno portato oltre le soglie del Tempio , tra le braccia di quella silenziosa signora di nero vestita , ora li sento dentro di me .

Un corpo il mio così simile al tuo seppur di fragile genere che al tempo suo crebbe nel silenzioso abbandono.

Viziosa e virtuosa creatura , spoglia del tuo ego , che tanto si fece arrogante tra le bocche impastate di altri tuo colleghi , che nel benessere ti tolsero la luce che nel freddo inverno parigino ti raccolse , mutevole nel suo far della sera.

Fuligginosa nebbia che ti abbracciò nel ricordo di lei che finalmente sentisti davvero tua , mentre in grembo pulsava il cuore di una bimba che immacolata morte prematura la vinse.


mercoledì 29 ottobre 2025




Sommersa come Atlantide, fu dagli insulti,

ogni passo un graffio, sputi, sussulti.

Camminava a testa alta , lo stesso

tra facce e occhi che le mostravano disprezzo


Si perse nel suo abisso —

per la madre nient'altro che della figlia il riflesso 

fu casa e cella, respiro e castigo,

in un destino , il suo così ambiguo


Amici le eran soltanto 


piccoli immaginari e malevoli alquanto


le sussurravano amore col fiato assente.


con volti di pietra la guardavano arrogantemente

Lei  ingenua nella vita 


ci credeva a quel biente, rimanendo poi annichita 


un fiore nato nel cemento 


strappato a casaccio in un giorno di forte vento


Percorse strade senza luce

scivolò dentro paure che divvennero la sua croce

Solo nella mente respirava, finalmente,

nessuno in quel luogo la giudicava ipocritaente


Le sue lacrime le sfioravano il viso 


come carezze privandola del sorriso 

Sommersa come Atlantide fu di insulti

Ma in quel patimento i suoi colori risorsero finalmente Sciolti


Si alzò dal suo stesso sgomento,

un urlo sporco — ma vivo — nel vento.


Taci o zittisciti appena

Taci o zittisciti appena ,  non sento più altro che il tuo incessante blaterare so che non farnetichi ma ti sollazzi giocondo nel tuo sapere...