venerdì 12 dicembre 2025

Sospetto

 Sospetto di follia  sospetto di paranoiche fobie  sospetto di , aver commesso il più triste degli inganni.

tra le mie prime rughe di donna danno di un malevole sbaglipo 

A me stessa  . a Dio ed anche al mio dolore 

Semmai fossi stata un raggio di sole nel cuore di qualcuno 

sarebbe stato un mio sorriso sciupato dal tempo di nessuno

Posso odiare il mentre che mi rese inerme in questo presente

e reduce impeccabilmente sconfitto di un dolce e negato passato 

non posso non riesco ad ignorare questo bisogno di amore 

ma ferisce la mia incapacità di provarlo ancora o di riconoscerne il suo dolciastro odore


domenica 7 dicembre 2025

Atlantide


Sommersa — come Atlantide — dagli insulti,

ogni passo era un graffio, uno sputo, un sussulto.
Eppure camminava a testa alta, ostinata,
tra volti piegati dal disprezzo.

Si perse nel suo abisso:
per la madre non era che un’ombra riflessa.
Casa e cella, respiro e castigo,
in un destino cucito male addosso.

Gli unici amici,
piccoli fantasmi immaginari e malevoli,
le sussurravano amore con fiati inesistenti,
e la fissavano con occhi di pietra.

Lei, ingenua alla vita,
credeva a quel niente.
E rimaneva annichilita,
fiore nato nel cemento,
strappato a caso in un giorno di vento.

Percorse strade senza luce,
scivolò in paure diventate croci.
Solo nella mente respirava — finalmente —
dove nessuno la giudicava ipocritamente.

Le lacrime le sfioravano il viso
come carezze rubate,
portandole via il sorriso.
Sommersa — come Atlantide — di insulti,
eppure, nel patimento,
i suoi colori si sciolsero e risorsero.

Si alzò dal suo stesso sgomento:
un urlo sporco, ma vivo,
consegnato al vento




sabato 6 dicembre 2025

Mayra

 La Sorella


Ho immaginato per molto tempo il tuo sorriso, che si trasformava in risata sul mio viso aggrottato da immagini e ricordi tutt’altro che divertenti.

I capelli mossi dal vento e quel rumore fastidioso che è la tua stridente ironia rivolta contro di me.


Chissà con quale utopia ho cercato, nelle tue parole, quel sentimento fraterno che lega due sorelle, due donne così capricciose e così differenti, che sembrava assurdo anche solo immaginarlo possibile.


Il mio animo bambino – povero lui – facilmente manipolabile dal tuo modo di fare così sicuro, nei tuoi pesanti chili che ti trascinavi addosso e che svendevi come leggeri malesseri di un grembo sudato di gravidanza.


Ho protetto la tua arroganza e l’ho adornata di pazienza, mentre tu, l’ho capito dopo, sopportavi a fatica la mia libertà, e io stessa finivo per trascurare quel mio animo sensibile.

Rabbia

 Rabbia

Trasuda violenta  dalle mie urla vomitate verso la luna. 

Già quella indifferente che cambia volta a suo piacere , 

Rabbia 

 la mattina sforza nauseabonda un sorrido mi sforzo di  controllarla ma essa  esce sgarbata dalle orbite dei miei occhi che ora non sono che ombre livide di lei  

scivola perduta questa mia carcassa di femmina sgretolata dalla sua stessa anima arrabbiata e nauseata.

Rabbia che distrugge ogni traccia di puerile tolleranza 

nervi tesi e senso di irrequietezza

 avvelenati da una società incapace di porsi con amore verso chi ha   un cuore disarmato .

costretta ad armare queste mie viscere insensatamente sorrette da uno scheletro stanco e provato ma lo sento sempre ristorato dal suo innato senso di pietà. 

Soprattutto verso se stessa.

Anarchia

 Anarchia

Batte sulla lingua questa carogna 

Squarcia con rabbia onesta  intere giornate 

le percuote tra un sobbalzare irriverente  di spasmi violenti e decisi .

Caos come un demonio  prende spazio in ciò che resta del mio universo 

schernisce insolente il mio animo sgualcito da troppa tollerante gentilezza 

Ora  , lo sento che si muove con forza

Combatte ancora  con semplicità

Compie l atto di governare il mio cuore 

che batte insolente e rumoroso più che mai 

  non è affatto un disordine illogico quanto la più pragmatica delle follie .

Non è  collera a guidarlo ma

 Nobile e bastarda lealtà che in qualche modo , qualcuno,

 forse uno degli ultimi  romantici , Impavido eretico sognatore 

con il più cretino degli agnostici ha scelto di chiamare, amore.

venerdì 14 novembre 2025

Fermo

 Fermo l'istante 

Noi due abbracciati 

Sotto il gelido inverno .

Tra occhi indiscreti 

E voci che si fanno sempre più alte.

La mia testa appoggiata alla tua spalla 

Il tuo cuore aggrappato al mio.

Illusione! 

Bastarda illusione incline all'inganno.

Il sogno è interrotto 

Colpo sicuro dritto al petto

È un dolore che fa male 

Ma sì lo so io devo continuare 

Solo non so come tornare,

A respirare,

dopo tutto questo amare.

Il rumore

 Labbra carnose ed invadenti 

Schermiscono con un bacio 

Questo mio amore 

Intrappolato come sempre 

Ad un destino incerto 

Nella nebbia di questo mio dolce sentire .

Ho paura perché ad ogni mio passo silenzioso 

Sento il rumore della fine

Taci o zittisciti appena

Taci o zittisciti appena ,  non sento più altro che il tuo incessante blaterare so che non farnetichi ma ti sollazzi giocondo nel tuo sapere...