martedì 9 giugno 2026

La rotta delle stelle spent

 



C'era un uomo che tornava a Bologna,
con una giacca piegata sul braccio,
e una bambina che stringeva una bambola
come si stringe il futuro a maggio.

C'era una donna che aveva negli occhi
due giorni di mare e una vita da fare,
e un ragazzo che aveva vent'anni
e credeva ancora alle mappe del mare.

L'aereo tagliava la sera d'estate
come una lettera sopra il Tirreno,
mentre la luna cuciva sul mondo
un silenzio leggero e sereno.


E il mare li prese senza fare rumore,
come fanno i segreti e la paura,
e lasciò galleggiare domande
sulla pelle del cielo e della storia.
Ottantuno nomi, ottantuno respiri,
ottantuno stelle cadute lontano,
e ancora qualcuno le conta la notte
con una fotografia tra le mani.


Nei palazzi del potere le parole
hanno spesso il passo dei ladri,
entrano piano, cambiano nome,
si vestono bene e diventano alibi.

E intanto le madri consumano gli anni
sedute davanti alla stessa finestra,
perché il dolore non legge i verbali
e non si addormenta con una sentenza.

Ci sono verità rimaste impigliate
nelle reti profonde del mare,
come pesci che nessuno ha voluto
o saputo davvero pescare.


E il mare li prese senza fare rumore,
come fanno i segreti e la paura,
e lasciò galleggiare domande
sulla pelle del cielo e della storia.
Ottantuno nomi, ottantuno respiri,
ottantuno stelle cadute lontano,
e ancora qualcuno le conta la notte
con una fotografia tra le mani.


Ho visto vecchi diventare più vecchi
aspettando una frase sincera,
e ragazzi imparare dai padri
che la memoria è una forma di guerra.

Non quella dei fucili e delle bandiere,
ma quella contro l'oblio,
contro il sonno delle coscienze,
contro il comodo freddo dell'addio.


E quando la sera ritorna sul mare
e il sole si spegne dietro l'orizzonte,
pare di sentire una voce lontana
venire dal buio, dall'acqua, dal monte.

Non chiede vendetta, non cerca rancore,
domanda soltanto di essere ascoltata:
perché un Paese diventa più libero
quando una verità viene chiamata.

E il mare continua a custodire i nomi,
come un vecchio parroco fa con i santi,
mentre la notte accende nel cielo
ottantuno lumini distanti.

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