Rido perchè ti agiti, uomo,
tra il desiderio di possesso
e la paura di perdermi,
illusione acerba
Ti specchi nei miei occhi
come se fossi abisso,
ma tremi quando capisci
che non c’è fondo oltre il mio universo
Io danzo sul margine, e rido pensando a te
alle tue patetiche certezze,
ti sfioro appena, oppure di tocco a fondo
per incendiare il dubbio e alimentare la voglia
Non sono la tua preda
sei tu il mio pasto di lussuria
non sono la tua musa,
non sono trofeo da esibire.
intanto prova se riesci a prendermi
Tu non sei altro che ciò che l oceano dimentica nel fondo
Sono vertigine.
E mentre credi di stringermi nei tuoi sogni
tra le dita della tua volontà,
mi dissolvo e non ci sono più
confusa nebbia calda sulla tua fronte.
Resto impronta nel tuo malessere
senza corpo,
eco nelle tue sordide orecchie umane
senza suono.
E tu mi cerchi,
mi chiami, mi invochi
mi insegui oltre il limite
della tua stessa carne piangendo come un bambino
Ma io
sono già altrove, oltre i flutti marini
sotto la pelle del mondo,
a scegliere
chi può davvero
trovarmi
a decidere da chi essere posseduta il tempo fragile della luna piena.
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