Non c’è più suolo,
solo il battito dell’acqua.
Mi ricordo di respirare.
[Strofa I]
Ho le ossa di corallo,
e la pelle che canta sott’acqua.
Ogni ferita è una finestra,
da cui entrano le maree.
Le voci scendono a spirale,
tra le vene delle meduse.
Il silenzio mi chiama per nome,
ma non rispondo più.
[Ritornello]
Nel fondo,
il cielo si rovescia.
Cammino capovolta,
nuda come una preghiera.
Atlantide mi dorme addosso,
e sogna con i miei occhi aperti.
[Strofa II]
C’è una città che respira in me,
fatta di luce e rovina.
Le case sono conchiglie,
le strade — vene d’inchiostro.
Ogni ricordo galleggia,
come un pesce senza nome.
E tu,
mi guardi attraverso il sale.
[Bridge — parlato, tono visionario]
Non voglio risalire.
Qui sotto, le lacrime brillano come pianeti.
E le mani non servono per pregare,
ma per scolpire l’acqua.
[Ritornello Finale]
Nel fondo,
il cielo si rovescia.
Cammino capovolta,
tra i battiti dei relitti.
Atlantide mi dorme addosso,
e sogna —
che anch’io sappia respirare.
[Outro — eco lontano]
Non c’è più suolo.
Solo il battito dell’acqua.
E io, che mi ricordo di nascere.
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