Forse ho peccato di ingenuità pensando che intraprendere la strada dell'Eros non avrebbe smosso e poi distrutto l'equilibrio dei legami costruiti negli anni con parsimoniosa attenzione e con piena dedizione. Forse ho riposto fiducia nella comprensione di persone che alla fine si sono rivelate più taglienti di una lama. Fatto sta che, a distanza di tre anni, mi ritrovo a dividere un garage con una persona, un compagno di sventura che assorbe continuamente i miei malumori e ha una pazienza che oserei definire maniacale,per una donna come me , ahimè cittadina di una città che sembra ignorare completamente una persona che è stata menzionata decine di volte per la sua partecipazione alle attività culturali, artistiche e per la sua presenza in campo politico e istituzionale.
Detto ciò, credo che la follia in tutto questo risieda nel fatto che nessuno si sia mai presentato alla mia porta per chiedermi come stavo davvero.
La vita sui social mi è servita per capire chi è sostanza e chi apparenza.
Era da un po' che volevo scrivere due righe.
I miei tentativi precedenti suonavano arrabbiati e pieni di dolore; ora sono parole che lasciano ben poco spazio all'interpretazione.
Spero, che oltre al solito irriverente ed offensivo "Poverina è solo incazzata", queste parole possajo in qualche modo abbattere barriere che sono state costruite attorno a me E che in qualche modo le persone vengano stimolate alla comprensione e dalla comunicazione con vittime senza giudicare malignamente aggiungendo violenza alla violenza e rendendo una vittima di violenza una reietta della società solo per delle scelte personali non inclini ai dogmi sociali inposti, per salvare apparenze.
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