giovedì 5 febbraio 2026

CAMBIA

Cambia ancora , la mia esistenza . 

Un'essere fatto di abitudini costretto al mutare delle circostanze ed ad un continuo andirivieni di emozioni in contrasto .

Ah diavolo di un destino, sono io stessa il mio processo di guarigione ma quanto è fottutamente complesso .

Volto su volto da dimenticare , anche il mio amore più autentico .

Gesto su gesto , mi sento esausta e consumata da me stessa .

Inaspettato contorcermi di questa claustrofobica vita .

Innaturale ed insensata, da censurare tutta , senza sconti , neanche sui ricordi piacevoli.

Volto su volto da dimenticare , anche il mio amore più autentico .

Gesto su gesto , mi sento esausta e consumata da me stessa .

un passo oltre agli altri , in sorpasso in disillusione con un memento ridicolo 

Anima Mundi nel mio timido esternare la mia paura al mondo 

volontà volta al miserabile consumarsi di ossa su ossa , le mie


Volto il Volto oltre


Strofa 1
Volto il volto oltre il noto
verso un ignoto accorto
accorta e assorta in un nuovo ascolto
avvolta e volta al nuovo sole sciolto

Lingua languida, lentamente liberata
armata più volte amata e stropicciata

Pre-Ritornello
Ho camminato a occhi chiusi
con le mani piene di no
ora apro spazio nel petto
e lascio andare il controllo

Ritornello
E volgo il volto oltre l’ignoto
anche se tremo, anche se no
voto il veto in questa vita
scelgo il sì che ancora non so

Volgo il volto, non mi nascondo
anche nella nebbia io sono qui
voto il veto in questa vita
resto viva, resto così

Strofa 2
Ora rinata nell’ora
del giusto riposo
il tempo mi guarda
e non chiede altro

Nebbia chiude densa la mia vista
ma il cuore vede
e non resiste

Pre-Ritornello 2
Ho perso nomi e direzioni
ho disfatto ogni perché
ma nel silenzio ho trovato
una voce che dice: “è”

Ritornello
E volgo il volto oltre l’ignoto
anche se tremo, anche se no
voto il veto in questa vita
scelgo il sì che ancora non so

Volgo il volto, non mi nascondo
anche nella nebbia io sono qui
voto il veto in questa vita
resto viva, resto così

Bridge (più scarno, quasi sussurrato)
Non chiedo luce eterna
solo un passo vero
non chiedo salvezza
solo un corpo intero

Ultimo Ritornello (più aperto)
E volgo il volto oltre l’ignoto
ora lo sento, ora lo so
voto il veto in questa vita
e mi prendo tutto ciò che sono

Volgo il volto, resto aperta
anche se fa male, anche se sì
voto il veto in questa vita
questa vita vota me



Il cielo capovolto

Non c’è più suolo,

solo il battito dell’acqua.
Mi ricordo di respirare.


[Strofa I]
Ho le ossa di corallo,
e la pelle che canta sott’acqua.
Ogni ferita è una finestra,
da cui entrano le maree.

Le voci scendono a spirale,
tra le vene delle meduse.
Il silenzio mi chiama per nome,
ma non rispondo più.


[Ritornello]
Nel fondo,
il cielo si rovescia.
Cammino capovolta,
nuda come una preghiera.
Atlantide mi dorme addosso,
e sogna con i miei occhi aperti.


[Strofa II]
C’è una città che respira in me,
fatta di luce e rovina.
Le case sono conchiglie,
le strade — vene d’inchiostro.

Ogni ricordo galleggia,
come un pesce senza nome.
E tu,
mi guardi attraverso il sale.


[Bridge — parlato, tono visionario]
Non voglio risalire.
Qui sotto, le lacrime brillano come pianeti.
E le mani non servono per pregare,
ma per scolpire l’acqua.


[Ritornello Finale]
Nel fondo,
il cielo si rovescia.
Cammino capovolta,
tra i battiti dei relitti.
Atlantide mi dorme addosso,
e sogna —
che anch’io sappia respirare.


[Outro — eco lontano]
Non c’è più suolo.
Solo il battito dell’acqua.
E io, che mi ricordo di nascere.



Palcoscenico

  La vita è un palcoscenico

e io sono una delle attrici protagoniste.

Io sono anche la mia antagonista.

Sono la principessa da salvare
e la strega da catturare.

Sono il drago
e la fata turchina.


Io sono il c’era una volta
e il lieto finale.

Sono il castello incantato
e il bosco indemoniato.

La vita è un palcoscenico
animato da creature bizzarre.

Ed io le osservo,
cercando un punto fermo
da cui seguire,
con la cinepresa dell’anima,
ogni cosa che accade

mercoledì 4 febbraio 2026

BANDIERA


Ogni bandiera è una catena , che sin dal principio rapida si insinua nel individuo che , ignaro mangia un gelato , in questa magica notte di febbraio. 


I colori sono decisamente più cupi di quelli che risplendono d'estate al mare. Un ricordo di un amore antico , le si insinuò nella mente , mentre alcuni bambini sembravano correre in contro alla luna come a volerla prendere 

Inaspettati questi pensieri si presentarono , con una certa forza ,Forse si era dimenticata un particolare ?
"Rispondi " 
Si disse tra sè e sè , quelle immagini che scorrevano fantasiose , con una certa prepotenza ora , sembravano per forza darle scossa di rimembranza , che lei però assopita nel suo ingannevole destino ignorava con leggera stoltezza.

Lui camminava sventolando quella anonima bandiera , lei si ridestava lesta da una pesante sera.

sabato 31 gennaio 2026

Brucia

 Brucia , il mio sentire che , 

sbatte ancora una volta la faccia su questo muro di silenzio 

dannata incomprensione di un simile brutale istante che sento infinito .

Eppure , me lo avevi detto , sapevo che saresti andato via 

ma ... 

la violenza di questo tuo scomparire  ha sterilizzato ciò che restava della mia utopia 

Ora non rincorro più farfalle immaginarie , e non la sento quella vocina impertinente 

hai spento me

hai spento tutto ,

Brucia il mio sentire che , 

Cerca nella memoria  l attimo prima della fine 

non ricorda altro che la luce dei tuoi occhi , 

non c'era più quella scintilla , già , me ne sono accorta

machiavellico amico , che ora tace 

ho vissuto una vita che ora ho perduto nel ennesimo cassetto dei ricordi che 

prego dio di coprire presto dalla dimenticanza 

o di essere io stessa annullata della mia memoria

Cose abbandonate

 Tutto tace , intrappolato o forse solo sospeso in un tempo che non ha una fine ,

 

Ogni cosa in un suo luogo abbandonata , da una dimenticanza superficiale 


Ed ora , quelle stesse cose assopite , prendono a sorpresa vita , sembrano ciò che resta di sentimenti sempre  in contrasto 

Un frigo ancora grondante di ghiaccio, il forno cassaforte di pochi ricordi di famigliare normalità , un tavolo ancora capricciosamente in disordine svela passioni e tormenti di chi , poco prima muoveva energie umane .


Ma che succede , ogni oggetto , sembra dimenticato , da quelle mani ansiose di nuove avventure .

Libri divorati più volte ora tacciono , in un silenzio che sembra cancellare anche le loro parole ,pagina ,su pagina.

ciò che resta di un ultimo fugace e gelido pasto resta posato a caso in un angolo di una cucina improvvisata e dimenticata nella sua polvere .

Abiti un pò ovunque , li immagino animarsi ogni notte in una malinconica interpretazione di ciò che fu un tempo .

Odore acre , quello che per mesi si muoveva indisturnbato , ora è denso e pregno di disarmante solitudine .


Fa freddo , ora nessun cuore riscalda quel piccolo luogo , che piange disegni dai muri , anche loro , forse avrebbero voluto esere  loro liberati da un incubo consumato di sesso e lussuria in un letto ora tomba di ciò che fu.

Istante inaspettato

 Grazie, istante inaspettato di questa strana vita che, il più delle volte, si prende gioco di me. Ora sento un forte impulso nel cuore, qua...