domenica 27 settembre 2026

Sotto la pelle

 


Cammino piano sopra vetri rotti,
ho imparato a non fare rumore.
Mi guardo dentro: ci sono ancora,
tra le crepe profonde del dolore.

Le luci spente della mia stanza
sanno tutto di me e di te.
Ogni notte è una lotta silenziosa
tra restare o sparire da me.

E mi tengo stretta,
anche quando tremo,
anche quando il mondo
mi cade addosso lento.


Perché sotto la pelle
c’è un fuoco che non muore,
anche quando il buio
mi chiama per nome.

Io resto, respiro,
mi spezzo, ma vivo.
Sotto la pelle,
io non finisco.

Ho urlato forte senza voce,
tra le mani di chi non sa
cosa vuol dire restare interi
quando tutto crolla già.

Ho perso pezzi lungo la strada,
li ho raccolti uno per uno,
li ho cuciti dentro al petto
con fili d’oro e senza perdono.

E mi tengo stretta,
anche quando cado,
anche quando il mondo
diventa troppo grande.


Perché sotto la pelle
c’è un fuoco che non muore,
anche quando il buio
mi chiama per nome.

Io resto, respiro,
mi spezzo, ma vivo.
Sotto la pelle,
io non finisco.

E se mi guardi davvero,
non vedrai solo ferite,
ma mappe e costellazioni
delle mie vite infinite.

Di notti mai dormite,
di sogni ancora accesi,
di cicatrici aperte
e di giorni mai arresi.


Sotto la pelle
c’è un mondo che resiste,
anche se la vita
ogni tanto insiste.

Mi vuole far cadere,
mi vuole far tremare,
ma io raccolgo il fiato
e imparo a volare.

Perché sotto la pelle
c’è un fuoco che non muore,
anche quando il buio
mi chiama per nome.

Io resto, respiro,
mi spezzo, ma vivo.
Sotto la pelle,
io non finisco.

Sotto la pelle
c’è ancora un cuore,
c’è ancora una strada,
c’è ancora amore.

Sotto la pelle
io resto qui.
Mi spezzo, ma vivo.
E non finisco.

Sotto la pelle

  Cammino piano sopra vetri rotti, ho imparato a non fare rumore. Mi guardo dentro: ci sono ancora, tra le crepe profonde del dolore. Le ...