lunedì 23 febbraio 2026

Fui ARANCIONE

 27 Fui Arancione

Una volta , come ora, fui arancione che denso nella mia materia a colpi decisi di spatola e pennello

aggrappavo pareti leggere di lino e seta confondendomi tra altri colori , o quanta pazienza dovetti

sopportare accanto al chiassoso verde e da quel impertinente del rosso che si faceva beffa di me mentre

ancora caldo usciva dal tubetto magistralmente strizzato tra le mani del pittore che ridacchiava quando

qualche suo arrogante schizzo affondava le sue note violente su qualche più tranquillo pastello ,

timidamente accennato come a ritoccare gli angolini troppo spesso dimenticati per una qualche strana

moda , eccentrica , direi anche ridicola che porta l'artista a rendersi estraneo a quella dozzinale dottrina

del horror vacui.

Eccolo lo sento che si scioglie di nuovo quel ricolo rosa sempre così intimidito quando vede scorrere

tracce forti del blue oltremare che si scagliano con sensualità e lussurioso desiderio addosso al seppia

che in armonia con il giallo mi sembrano ottimi amici che si raccontano le loro storie , illuminando la

scena , dove ogni tanto sbuca un cupo nero a dar forma e forza alle linee.

Ecco disinvolto il pennello mi accarezza ancora per portarmi a conoscere i confini di questo dipinto

che non so esattamente cosa rappresenti, ma la mia presenza la sento fondamentale per dare armonia e

traccia di qualcosa di bello che possa rallegrare il mio maestro e che possa darmi il valore che sento di

avere in questa tavolozza, dove il magenta gioca con il porpora e si alterna al verde inacidito dalle gocce

di quel giallo limone che rallegra la scena.

Ed ora cosa fa il pittore ? Eccolo che ci svela tutti con una profumata vernice che sa di caramelle e torta

di mele appena sfornata .

Quante volte fui arancione, quante volte sarò arancione in questa tavolozza che è la vita .

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