Ho camminato scalza sopra vetri trasparenti
convinta che brillassero perché innocenti
Ho aperto porte senza chiedere il permesso
chiamando “casa” ogni abbraccio concesso
E invece no…
non tutto ciò che vibra è cuore
non tutto ciò che somiglia…
è amore.
Non sento più le parti estreme del mio animo,
credo di averle perse da qualche parte,
forse mentre regalavo a caso sorrisi ed amore
credendo che le creature simili a me
fossero uguali a me.
Oggi ho raggiunto il centro della terra,
credo di aver toccato la lava
che si cela sotto le meraviglie del creato
e non mi sono fatta nulla…
di più di ciò che già ero consumata.
Più consapevole.
Meno vittima, più narratrice.
Ho scavato dentro promesse leggere…
abbracciando silenzi che mi spegnevano.
Se sono cenere
sono anche vulcano.
Se sono fine
sono anche inizio.
Non è perdita —
è selezione.
Non è caduta —
è fondazione.
Non sento più le parti estreme del mio animo,
le tengo chiuse come oro sotto strato…
Ho raggiunto il centro della terra
e nella lava ho trovato me stessa,
non più consumata —
ma compressa,
pronta a eruttare
con scelta.
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