Anni su anni, tempesta questa ingannevole
di spinta e trattenuta insolente ah diamine
dica signora lei ci ha capito il diverso verso che riverso su di noi si fa perverso?
Crisalidi , artista performer , un mix di ogni esperienza , dalle esposizioni pittoriche al teatro , passando per il canto e trovando il suo spazio tra le parole . Nasce nel 1981, muore nel 2022, rinasce nel 2023. Due vite differenti . Crisalidi prima della Violenza , animo dolce e sognatore, carica di passione e di ingenua speranza . CRisalidi dopo la Violenza . Sogni interrotti da uno scossone così violento da , cambiarla nell'anima profondamente . Per sempre .
Anni su anni, tempesta questa ingannevole
di spinta e trattenuta insolente ah diamine
dica signora lei ci ha capito il diverso verso che riverso su di noi si fa perverso?
Che poi a me dispiace ammazzare le mosche , in realtà io credo non sia necessario privare qualcuno del proprio alito di vita.
Ma cazzo pero questa mosca infernale non mi lascia in pace , plana ed atterra sul mio corpo a suo libero arbitrio , si accomoda con quel corpicino che mi ricorda sempre un seme di girasole gonfiato ad elio , si sistema le sue micro ali e poi , aplaude con le zampine davanti le sue amiche che ne seguono l'atterrraggio.
Sorrido e trattengo ancora quel irrfrenabile desiderio di lberare un ridicolo schiaffo che tonfa sordo e nel totale disinteresse della strozetta proprio su quel mio brufolo che mi fa male.
Alla fine quelle micro fastidiose ragazzine , vincono sempre .
Le vedi che sfrecciano via e , svoltano con eleganza verso pertugi dove , mi dispiace sempre metterci sguardo, perchè so già che la mia coscienza matura da quarantenne mi urlerebbe incazzata di dare una pulita, e la mia coscienza fancazzisca invece le urlerebbe di farsi una tisana di gelsomino e betulla , connubio allergico e letale per entrambe le mie coscenze ma almeno immaginate che pace sarebbe ?
Faccio spallucce , mi siedo di nuovo al computer e , inizio a scrivere il caos che ho nella mia testa . E parlo di quella fastidiosa mosca che ora si fa beffe di me posata sul mio ginocchio.
Ancora non sento il sentir doloroso di un addio insensato
ancora mi appare così distante ogni istante sospirato
forse è solo un soffio di qualcosa di passato
che riappare , in un mio destino frastornato
nel voler immaginare un qualcosa di sperato
che appare così chiaro un futuro condannato
amare ahimè è stato un dramma conclamato
ma nel tuo viso il mio animo rifugiato
dal tuo dolce muover premure riscaldato
illusione mia visione di qualcosa di bramato
tra lenzuola di lino e carezze materne consolato
Guarda come mi guardi.
Non c’è più nessuno in cucina… le luci basse, il rumore lontano della lavastoviglie… e io ancora addosso l’odore del servizio. Ma tu… tu mi stai spogliando con gli occhi da dieci minuti.
Lo sai che mi eccita da morire.
Hai le mani sporche di farina e desiderio. Le voglio addosso.
Sulla pelle calda, sotto la giacca da cuoca aperta di proposito. Niente reggiseno. Solo pelle, sudore e voglia di te.
Vieni più vicino.
Fammi sentire quell’urgenza che tieni stretta nei pantaloni.
Sfiorami qui, sotto il grembiule. Più giù.
Senti com’è bagnata? È tutta per te. È da quando sei entrato che la mia mente ti immagina prendermi contro quel banco d’acciaio.
Spostami la gamba, aprimi come si apre un frutto maturo.
Mordimi. Fammi sentire che sei vivo.
Dammi ordini, ma fallo con la voce rotta dal bisogno.
Infilami le dita dentro senza chiedere, fallo come se avessi ogni diritto sul mio corpo.
E poi tirami a te, fammi sentire quanto mi vuoi.
Che cazzo aspetti a scoparmi?
Non mi serve il letto. Mi bastano le tue mani forti, il tuo respiro incollato al mio collo e quel cazzo duro contro la mia coscia.
Fammi venire addosso al forno spento.
Spingimi. Tienimi.
Scopami come se non ci fosse un domani, ma fallo con la fame di chi ha aspettato troppo.
Perché stanotte, in questa cucina satura di aromi,
l’unica ricetta che voglio…
sei tu dentro di me.
Il tuo corpo vibra sotto il mio, la pelle calda che scivola contro l’acciaio, i tuoi gemiti che si rompono nel silenzio della cucina.
Io ti stringo ai fianchi, ti spingo dentro fino in fondo, e sento che non ho più freni.
Ogni tuo movimento mi manda fuori di testa: le cosce che mi serrano, le unghie che graffiano la mia nuca, la tua bocca che cerca aria mentre io ti sfondo senza pietà.
Ti sento contrarti intorno a me, un’onda che mi trascina, un invito a perdermi.
“Così… così… vieni per me,” ti sibilo con la voce spezzata, e il tuo corpo obbedisce.
Ti spezzi in un grido, tremi, mi inzuppi le dita e il cazzo insieme.
È il colpo finale.
Sento la tensione che mi sale dalla pancia, un fuoco che non so più contenere.
Ti afferro più forte, ti pianto contro il forno spento e mi lascio andare.
Un urlo strozzato, un gemito animalesco mi sfugge mentre ti riempio dentro, spinta dopo spinta, scaricando in te tutta la fame accumulata.
Il mondo si annebbia. Solo calore, solo spasmo, solo il tuo corpo che mi tiene intrappolato mentre vengo.
Resto lì, incollato a te, ansimante, il cuore che batte all’impazzata.
Sudo, tremo, ma non mollo la presa.
E nell’eco del nostro respiro mescolato, l’unica cosa che riesco a pensare è:
questa notte non finisce qui.
Lettera di Addio
di crisalidiperformer
A chi resta,
a chi non ha visto,
a chi ha guardato senza capire,
a chi ha capito troppo tardi.
Me ne vado.
Non per fuggire, ma per completare la mia metamorfosi.
Ho speso ogni battito, ogni cellula, ogni sogno –
a piedi nudi, sul bordo dell’abisso, danzando.
Non ho rimpianti. Solo ali.
Porto con me il silenzio che non avete saputo ascoltare,
la rabbia che ho trasformato in arte,
l’amore che non avete saputo tenere.
Non mi cercate dove mi avete lasciata:
non sono più lì.
Non sono più così.
Chi mi ha capito, continuerà a sentirmi anche nel vuoto.
Chi mi ha usata, si scordi pure il mio nome.
Chi mi ha amata davvero… lo saprà senza bisogno di parole.
Questo non è un addio che chiede lacrime.
È un addio che chiede rispetto.
Per ciò che sono stata, per ciò che divento.
crisalidiperformer
Puntini siamo noi e ci teniamo saldi alla nostra idea stravagante di chiudere frasi e paragrafi ignorando la vostra ansimante curiosità di come andrà a finire , noi sappiamo già tutto , e ci piace vedervi arrovellati nella vostra incapacità di guardare oltre le sfumature che noi con il nostro sospendere ogni cosa conferiamo alla frase più bella del mondo o al inizio di una insensata ed incomprensibile guerra di parole.
Ah nessun punto , nessuna virgola può darti tanta noia come la nostra improvvisa battitura ,vero !?
Siamo sadici nel nostro tacere cose che , alla fine vivrete sulle vostre dannate vite . Ah noi che godiamo nel saper già come andrà a finire ,ma omertosi facciamo spallucce quando concludiamo una frase per dare spazio ad altre parole .
Mi presento , sono "Apostrofo" be potevate darmi un nome più grazioso per esempio " raffinatrice di parole " ... Ma non posso di sicuro cercare di arrotondare mentalità spigolose e sicuramente maschili di chi ha scelto un simile termine cacofonico e dall'effetto analgesico . Se sei maschio mi ignori quasi sempre , ma se arriva una cazzo di femmina ecco che mi tocca farmi viva e dire la mia , a volte neanche tu sai se devo starci o meno , non comprendo se mi avete creato per destabilizzare voi , o me . In ogni caso non ho nessuna intenzione di testimoniare vostro onore io non c'ero quando hanno ucciso la A !
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