La dimenticanza è una strana danza.
I ricordi fanno i ribelli
in una corteccia cerebrale
esile, ferita, consumata,
che nonostante tutto
sembra aver smarrito
ogni traccia della propria esistenza.
Ci prova, lo so, a ricordare,
ma proprio non ci riesce.
Ha perso per sbaglio,
ha perso per altro.
Ha perso per fare spazio,
ha perso per salvarsi.
La dimenticanza danza
con un’insensibile apparenza
e poi ti lascia
nel buio del nulla,
che ora vive denso
dentro il tuo cervello.
Eppure i ricordi riaffiorano
all’improvviso,
mentre tenti di fare altro.
Arrivano di notte,
nel sonno,
e ti sbattono in faccia
volti, parole, voci.
La dimenticanza, a volte,
è solo una scusa:
un’apparente indifferenza
che ti stropiccia il cuore.
Allora i ricordi si ribellano,
aggressivi,
e ti sorprendono
in lucidi flashback.
